martedì 27 dicembre 2016

Amore in poesia


Ricordi

Ricordi d'amore, disegno a matita di Flavio Lappo, 2016


Dolci suoni, melodie antiche
tornano a far vibrare le corde
della tua anima.
Cosa ti suscitano
se non memorie di ciò che é stato?
A volte tornano per ronzare
nel presente e confondere ciò che hai
con ciò che non ti appartiene più.



Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

sabato 10 dicembre 2016

Si può amare l'amore?

Facciamo attenzione a non perderlo


La disfatta di Eros, Flavio Lappo, disegno a matita, 2016


Il primo passo per trovare l'amore è imparare ad amarlo. Vi può sembrare una frase al limite dell'assurdo, ma non è così.

Cosa significa amare l'amore? Prima di tutto dobbiamo definire il senso della parola amore: in Occidente fu Empedocle di Agrigento (V sec. a. C) il primo a parlarne contrapponendolo, come principio cosmico, all'antitetico principio cosmico dell’Odio. Possiamo affermare che l'amore prima di elevarsi alla spiritualità parta dal corpo; è il corpo a donarci la passione, la follia dell'amore, ma dire che sia solo carnale è un errore. Quando amiamo, amiamo con tutto ciò che siamo e noi siamo anche anima, psiche. I Romani distinguevano l'amore passionale, amāre, dalla stima usando il verbo diligere, che porta alla scelta; e se l'amore è una scelta di amare quella persona anziché un'altra non possiamo nemmeno dire che esso sia una scelta dettata dalla ragione. Credo si debba andare oltre il passato pur accogliendolo come preziosa origine del nostro amare e dedurre che amare l'amore voglia dire scegliere con il cuore, l'istinto e un pizzico di ragione di amare l'amore: il dio alato Eros che rappresenta simbolicamente il senso profondo dell'amore. Per amare l'amore/Eros dobbiamo possedere e donare la libertà, non aver timore di esprimere i nostri sentimenti, essere generosi nel donare senza pensare al tornaconto... Amare Eros significa infine non rimanere abbagliati dalle apparenze e dall'effimero. 
Eros è sempre pronto ad accoglierci, non possiamo rischiare di perderlo!

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

domenica 16 ottobre 2016

Chi uccide una donna, l’ha mai amata?

Quella sottile linea di confine tra amore e odio

               Contro il massacro del femminile, acrilico su tela di Flavio Lappo, 
(produzione: anni’80) -  Il quadro rappresenta l’oggettivazione violenta del femminile -


Come sappiamo la linea di demarcazione tra amore e odio è molto sottile per il fatto che entrambi i sentimenti convivono nelle nostre potenzialità affettive. Amare è slancio positivo verso la creazione, odiare è l’opposto, è un sentire distruttivo contro ciò che di bello c’era stato. Quando sento dire che laddove c’è violenza non c’è mai stato amore, mi trovo in disaccordo. Giudicare le passioni altrui è troppo complicato, il privato amare di un individuo può solo essere valutato da lui stesso: chi lo può stabilire dal di fuori senza incorrere in errore? Per contrastare il femminicidio, il massacro del femminile, dobbiamo muoverci nell'ambito della ri-educazione sentimentale partendo da basi culturali solide e chiare. Chi ha amato una donna, o crede di averla amata, prova le emozioni che tutti conosciamo ed è convinto di ciò che sente. Il suo problema è la gestione del rifiuto. In genere, quando un amore finisce, si prova dolore, solitudine, mancamento, vuoto, e per superare questa condizione non ci resta che percorrere le tappe di quella pratica definita da Sigmund Freud “Elaborazione del lutto”. Consiste, in due parole, nell'accettare che la persona amata non c’è più perché ha deciso di lasciare il suo partner. Chi è preda del maschilismo è convinto di possedere la donna e il suo allontanamento lo vive come “Mi hanno rubato la moglie, la fidanzata…”. Se ti rubano qualcosa agisci con brutalità arcaica per riprenderti il “mal tolto” e di elaborare del lutto non ne puoi capire nemmeno il senso letterale. È qui che deve interviene la cultura per liberare, depurare, la cattiva educazione dall'idea assurda della donna come oggetto di dominio maschile. Non è l’amore ad essere malato, ma lo è l’essere umano violento da ri-educare: sembra una sottile differenza ma è una profonda diversità teorica.


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

sabato 27 agosto 2016

Quando l'arte esprime l'amore

Vita di coppia: l'innamoramento

La bolla, disegno di Flavio Lappo, 2016


Due innamorati vivono come in una bolla dove il resto del mondo non ha accesso, in quel luogo c'è spazio solo per loro due. Questo concetto, che ho estrapolato della teoria di Francesco Alberoni contenuta per la prima volta nel suo noto saggio Innamoramento e amore uscito nel 1979, dice qualcosa di fondamentale che si può esprime anche con l'arte: così come nel disegno di Flavio Lappo abbinato a questo articolo. Ma cosa significa concretamente vivere nella bolla? Se si trova coinvolta in un vero innamoramento, la coppia sperimenta una fase del movimento collettivo a due, sempre per citare Alberoni, che necessita di escludere tutto il resto per realizzare, in due, il progetto, per compiere una rivoluzione dell'esistenza. In questa condizione si possono perdere gli amici, è molto probabile che accada se le persone frequentate non riescono a comprendere che la fase dell'innamoramento non durerà per sempre. I due innamorati non si preoccupano di perdere tutto il resto, anzi non si accorgono nemmeno tanto sono presi reciprocamente da loro stessi. Se dall'innamoramento si passa alla fase sociale della relazione e si esce dalla bolla, gli altri ricompaiono con tutto il loro valore di relazione. Può accadere che l'averli messi da parte, specialmente se l'innamoramento non si è trasformato in amore e la coppia si è sfasciata, consegni ai due ex innamorati il vuoto. Ciò provoca un sentimento di esclusione, disagio, dolore. Che fare dunque per prevenire? Se l'amore ci prende, ci rapisce, viviamolo con tutti i suoi rischi e comunichiamolo, diciamolo agli amici che ci è capita questa straordinaria occasione. Se gli altri non vorranno capirci vuol dire che non tengono abbastanza alla nostra amicizia. Nel dipinto potete notare un sole rosso che arde e illumina la città in lontananza, mentre tutto intorno alla coppia c'è il deserto: per i due nella bolla non esiste nulla al di fuori di loro. Sotto i due, l'artista ha posizionato un materassino, di quelli con cui si salta e rimbalza, per attutire la caduta qualora l'uscita dalla bolla fosse traumatica. Il disegno è un fermo immagine, tra qualche istante la bolla si dissolverà. In caso di lieto fine, tutto intorno si ripopolerà perché loro due daranno origine ad un nuovo mondo. L'amore è ri-nascita e creazione e la città appena abbozzata, che si scorge in lontananza, diverrà un luogo di ritorno alla vita sociale.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

martedì 16 agosto 2016

Lettera d'amore: è solo sesso o anche amore?

38 Terzo Piano


Caro,
oggi sono tornata al nostro albergo con uno sconosciuto. Un uomo adocchiato a un apericena perché somiglia a te, stessi ricci sulla fronte, stessi occhi da felino, stesse mani grandi e agili da pianista. La mia pelle si è accaldata, non succedeva  da mesi, ha aperto il varco al sangue e a ogni organo, pulsavano  tempie, cuore, pancia e tutto l'altro, schizzavano desideri abbandonati e imploravano la replica. 
Ho trovato la stessa stanza, trentotto terzo piano, lo stesso copriletto verdino  su cui impazienti scordavamo le lenzuola, lo stesso tappeto liso su cui dopo ballavamo nudi, lo stesso scorcio di case grigie dalla finestra, che ci sembravano un'oasi di beatitudine.
Ho dato il via ai nostri  preliminari, far scivolare la gonna e sbottonare la camicetta, aspettando che lui si avvicinasse a sciogliermi i capelli e ad allentare le auto reggenti insinuandoci le dita, mentre i nostri respiri si gonfiavano, annullando le parole.
Mi sbagliavo, non eri tu, non eravamo noi e il nostro rincontrarci. I gesti erano audaci, forti e abili, da femmina e maschio di buona d'esperienza, ma ci dissolvevano in altro, tu un miraggio, io e lui robot in azione per meccanismo. 
In strada ci siamo a stento salutati. 
Ed ora io, in questa  notte che sembra eterna, sono corpo, anima, desiderio e nostalgia. Ora so.
Non era solo sesso il nostro amore clandestino, ci ha fatto comodo crederlo, a me soprattutto che non volevo essere l'altra per la vita. So e te lo devo dire, semmai credessi che il mio stare con te e poi andarmene sia stato un capriccio. Almeno questa notte voglio essere sincera.
Domani sarò come sempre. Fino a quando uno sguardo, un gesto, un'eco mi riporteranno a te, impedendo di mentirmi. 

Maria Antonietta Macciocu, autrice di libri di poesia e di romanzi


sabato 6 agosto 2016

Lettera d'amore: una storia finita

Pubblico questa lettera perché tutto si è risolto bene



Mio adorato Poldo, dopo una settimana che te ne sei andato lasciandomi solo come un cane senza neppure darmi una benché minima spiegazione, sono ancora senza nessuna notizia di te. Non hai risposto a nessuno dei miei messaggi, decine te ne ho mandati! Non so neppure dove ti sei cacciato, spero che non ti sia fatto ospitare da quella checca isterica di Gino che non aspettava altro. Mi manchi tanto e se almeno non mi chiami o rispondi al telefono che c’è sempre la segreteria telefonica non so più cosa farò. Penso che potrei fare una pazzia. Perché te ne sei andato, cosa ti ho fatto, è forse perché mi hai visto insieme a Giulio? Ti giuro che non ci ho fatto niente. Non fare così, lo sai che siamo fatti l’uno per l’altro. Rispondimi, ti prego, non è giusto che tu mi faccia soffrire in questo modo, non me lo merito. Porto sempre con me il ninnolo che mi hai regalato per il mio compleanno.

Ti amo da morire !!!!!

Tuo Yoyo

p.s.

Questo è l’ultimo sms che ti mando, se non rispondi  butto nella spazzatura tutte le tue cose e cambio la serratura. Ti ho avvisato!

domenica 31 luglio 2016

Lettera d'amore: la passione dei sensi

Mi piace tornare nella parte di cielo dove ti sei perso.
(Dove ti sei perso?)
Mi chiedo ancora dove tu possa essere impigliato, oltre quale rete metallica osservi i miei occhi arrugginiti dalla polvere di lacrime secche.
Lubrifico la vita, pensando a quanti liquidi dolci ci siamo scambiati sul palcoscenico di una passione ballerina. Danzavamo formando una coreografia di ombre cinesi un boccascena perfetto per la fusione:
corpi e sudore.
L'ultima notte e anche la prima, tampona la fronte timbrando ogni immagine. La sequenza bollente di noi arrotolati nella seta della tua pelle madida dai tratti lenti, segnati da una lingua in cerca di piacere, le braccia tese premevano i miei fianchi umidi riducendo sempre più la distanza delle nostre figure ondeggianti.
Scontravo forte le mie labbra lasciandole scolpire tagli dal sapore intenso e alcolico del Martini appena sorseggiato
dalle quali
sbocciavano parole calde
vogliose
sussurrate lente
quasi soffiate dentro
i miei occhi blu che incendiavano l'anima vibrante
delle tue fantasie
davanti il mio corpo semi nudo
il seno prendeva forma attirando la durezza dei tuoi movimenti.
Piccole riprese a scambi di ossigeno e saliva.
In attesa di te.
E ti attendo nelle notti di luna piena, quando il bianco scalda più di una soleggiata marittima.
Sulla riva del cielo.
Tua F."
Katyg
Katyg è una blogger, tratta il tema della disabilità e si occupa di pittura katyg.altervista.org

sabato 23 luglio 2016




E narro per te quell'amore che tanto caro fu ai provenzali, a Cavalcanti, Guinizelli. Quell'amore che fu oggetto d'interesse da parte dello stesso Dante collocando all'inferno i due amanti: Paolo e Francesca. Narro di quel sentimento preso a condannato come peccato, che ancora oggi spesso per pudor si reprime. Sono qui, adesso, a declamarlo senza alcuna vergogna: son fatta di carne non solo di spirto. E ti desidero in modo così dolce, ardente e forte che parole non bastano a renderlo. In questa fredda notte d'inverno desidero poterti avere accanto, scaldare il mio corpo con il tuo, sentire le tue braccia cingermi il busto e inebrianti del tuo profumo. Desidero baciarti il collo, sussurrarti in silenzio il mio nome, ascoltare il tuo battito. Non riesco a domare queste pulsioni, ne sono vittima o schiava questo non saprei definirlo. Tu sei cosi lontano e non posso far altro che continuare a sognare. Vorrei unirmi a te e dimenticare il resto del mondo, ascoltare per una volta ciò che sento dentro. La mia anima è sofferente, il mio cuore dolente; non può esserci dolore peggiore di un amore che arde di passione e dolente perché non consumato. Sento che non riesco a controllarla, questa passione ha già preso il timone della mia navicella, la ragione si è persa in balia di questa tempesta. Questo breve oblio non mi spiace, anzi mi rende viva.
A presto amore mio. Io continuo ad aspettarti e a curar la fiammella di questo amore affinché non si spenga.


Marika Addolorata Carolla

lunedì 18 luglio 2016

Emma Fenu: madrina delle lettere d'amore

Profumo di te e di tè



Mi sveglio fra le coperte fresche dell’alba scarlatta e grigia, striata di baci della mia bocca tinta dal rossetto e dal riflesso dei tuoi occhi, trasparenti e liquidi, che riflettono ogni cielo, ogni paese, ogni parte del mondo. 
Quando ti guardo, quando fisso le mie iridi sulle tue, queste ultime diventano nocciola, diventano miele, diventano me. In te mi ritrovo, specchiata, per quello che sono e sarò. Sento il tuo profumo sul cuscino: un misto di colonia pura, di polvere del deserto, di spezie. Profumi di tè e di te. Ti si può bere, quando dormi. Sei caldo e dissetante, ingenuo e malizioso, morbido e duro. Ti si può sfilare la maglietta bianca e lasciarti senza difese: per attimi infiniti sei frutto del mio grembo, poi ti fondi con il mio grembo, e ci partoriamo insieme, figli l’uno dell’altro. Allora anche io profumo di vaniglia, di cioccolato, di te e di tè. Mi resta addosso quest’effluvio di corpi, di umori e di anima. Prima è dolce, poi è amaro, poi velenoso.
Oggi mi intossica di nostalgia, perché da più di 60 notti sono sposa della luna soltanto, in un’intesa complice e silenziosa. Entrambe bianche, entrambe nere, entrambe con crateri sconosciuti. Ma io brillo di luce mia, amore, e come una torcia brandisco la mano nel buio per cercarti, fino a quando il sorgere del sole rende vana la mia ricerca. Aspetto di sentire la tua voce; il telefono è un surrogato delle nostre bocche, a volte sembra sprigionare l’alito del nostro desiderio. Aspetto, ma è presto, ancora. Allora, per farmi ingannare dal Tempo, ti scrivo parole che non ti dirò, perché le leggerai, seppur non su questo foglio, ma nei miei occhi. 
Anche i miei sono liquidi e trasparenti come i tuoi quando amo: ora sono un foglio di carta con striature di penna nera, tatuaggi su un corpo di carta che non conosci, che è solo mio.
Il corpo di carne e sangue è tuo.
L’anima di zucchero e fiele è tua.
Sono più tua che mia quando mi stringi, ma la pelle di carta è il mio segreto. 
Qual è il tuo?
Emma Fenu ©Riproduzione riservata
Emma Fenu è scrittrice, articolista e blogger


inviate le vostre lettere al modulo del blog o a mg.farina2@alice.it 
inserendo il testo nel corpo della mail e non come allegato. Grazie.



venerdì 15 luglio 2016

Lettere d'amore per il blog dell'amore

Lettere d’amore da pubblicare nel blog

 
Dipingo d'amore, disegno di Flavio Lappo, 2016

Lancio un appello ai lettori del blog: mi piacerebbe ricevere le vostre lettere d’amore. Mi spiego: lettere che avete scritto ma soprattutto quelle che avreste voluto scrivere o che avete nel cassetto. Lettere che raccontano la passione nelle sue varie sfaccettature, lettere che possono insegnare a noi che leggeremo qualcosa di nuovo o qualcosa di vecchio rivisitato. Scrittura autobiografica da condividere, da far venire alla luce, scrittura per liberare emozioni.
Le pubblicherò volentieri. Le aspetto!

p.s. inviatele al modulo del blog o a mg.farina2@alice.it inserendo il testo nel corpo della mail e non come allegato. Grazie. 
Maria Giovanna Farina


mercoledì 29 giugno 2016

Amore al mare….

Amore e vacanze


La mia metà, disegno a matita di Flavio Lappo, 2016


Un noto proverbio cita più meno così: Amore al mare non porta all’altare. Riconsiderato alla luce della contemporaneità suona come un avvertimento, non tanto e non solo di un matrimonio sfumato nel nulla, ma sulla mancanza di serietà di una relazione. Il mare, il sole, le vacanze rendono tutti più superficiali, più desiderosi di avventure: se ci si dice Ti amo sotto l’ombrellone non ci si può fidare, sarà una relazione destinata a consumarsi durante il tempo della vacanza. Ma come sempre c’è chi non è d’accordo e insorge: “la persona della mia vita l’ho conosciuta in spiaggia”. E allora come ne usciamo?

Semplicemente ricordando che i detti popolari sono frutto di una lunga conoscenza sedimentata in tanti anni, si basano sull’esperienza di tutti i giorni e su una saggezza fatta quindi da situazioni conosciute e sperimentate, ma non per questo immuni dall’errore. Possiamo concludere: i proverbi sono veri fintanto che non troviamo un caso contrario. Questa è la vita reale, per cui non lasciamoci troppo condizionare e se troviamo una persona adatta a noi sotto l’ombrellone vicino al nostro, prima di lasciarcela scappare sperimentiamo...

 Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

mercoledì 22 giugno 2016

Dialoghi con un ottimista, in salotto con Francesco Alberoni

Dal 23 giugno 2016 in libreria


Dialoghi con un ottimista, in salotto con Francesco Alberoni (Leima)
Nuovo libro di Maria Giovanna Farina.


Dalla IV di copertina

Dialoghi con un ottimista, in salotto con Francesco Alberoni (Leima)

Alternando al classico “botta e risposta” di stampo giornalistico le proprie riflessioni personali, Maria Giovanna Farina ci offre un ritratto particolarissimo e fuori dalle righe di Francesco Alberoni. Partendo da argomenti cari al sociologo – l’amore, i rapporti sociali, i valori della vita – questa speciale “chiacchierata” oscilla tra il formale e l’informale, tra il pubblico e il privato, tra la cultura e la semplicità, con la leggerezza e l’ironia che da sempre hanno caratterizzato lo stile di Alberoni. Per suggerirci una visione positiva dell’uomo e della vita, proponendo l’ottimismo come obiettivo da perseguire ogni giorno per migliorare la nostra esistenza.


Video promozionale  



lunedì 20 giugno 2016

Ha senso parlare ancora di amore di coppia?

Amore di coppia: vale la pena parlarne?

Confronto, disegno a matita di Flavio Lappo, 2012


Più di una donna che ho incontrato mi ha posto questa domanda: ha senso parlare ancora di amore di coppia? Per una che ha un blog dell’amore erotico suona come: ma che diavolo sto facendo? Perdo tempo? Ritornata in me dopo lo sgomento, ho riflettuto per cercare delle risposte. Sì, che ha senso, al di là del tipo di coppia che desideriamo formare e del nostro orientamento sessuale. L’amore è una potente forza che può rendere migliore la nostra vita, e questo l’ho detto più volte, l’amore per sua natura tende ad unire gli esseri umani. La coppia è un tipo di unione fondata sull'amore, almeno così dovrebbe, ecco un motivo per parlarne. L’amore rende la coppia creativa e collaborativa, ecco un altro motivo per  parlarne. L’amore allontana dalla depressione, ecco un altro motivo per continuare a parlarne. Potrei proseguire formando un elenco lunghissimo, ma mi fermo lasciando a voi la ricerca di nuove ragioni per vivere, qualora lo si desideri, in coppia. Conoscere a fondo questa realtà a due, capace di condurci alla scoperta di nuove parti di noi, è importante per andare incontro ad una migliore vita sociale. Grazie al bagaglio nutriente che abbiamo immagazzinato diventerà più possibile un incontro positivo col mondo.
 Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata


domenica 5 giugno 2016

Femminicidio: richiesto incontro con Ministra Boschi


Diffondo con il mio blog dell'amore, perché l'amore è vita e non morte, l'appello partito dalle donne di #insiemesipuo' rivolto alla Ministra Boschi per essere ricevute a Roma. Se volete firmare, io l'ho fatto, scrivete a isa.maggi.statigeneralidonne@gmail.com
Di seguito potete leggere il testo della lettera di richiesta convocazione. sono invitati anche gli uomini.






Al Presidente della Repubblica Mattarella
Al Presidente del Senato Grasso
Alla Presidente della Camera Boldrini
Al Presidente del Consiglio Renzi
Alla Ministra con delega alle PO Boschi
Alle Ministre e al Ministri Alle Europarlamentari e agli Europarlamentari
Alle Amministratrici e agli Amministratori
Roma, 31 maggio 2016
Oggetto: Femminicidio. Richiesta urgente di incontro Ministra Boschi
Noi donne che viviamo in Italia, dopo l'ultimo femminicidio perpetrato su Sara Di Pietrantonio, chiediamo che le Istituzioni mettano subito in atto politiche attive, coerenti e coordinate per far fronte al drammatico problema della violenza maschile sulle donne, così come richiesto dalla Convenzione di Istanbul, ratificata dal Governo italiano, richiamata nel Piano nazionale per contrastare la violenza.
Sara aveva deciso di rompere con un uomo violento. E aveva scelto di essere una donna libera. La violenza è la rappresentazione del desiderio di controllo, dominio e possesso degli uomini sulle donne, anche quando la relazione si è conclusa. E' questo il nodo fondamentale, ma non possiamo abituarci a questa situazione.
Si deve agire assieme ai centri antiviolenza, che hanno costruito in questi anni grande professionalità nell'affrontare il problema, con tutti gli operatori coinvolti (operatori sociali, sanitari, del mondo della giustizia, delle forze dell'ordine, della scuola, dell'università, dei media, dell'imprenditoria) per realizzare politiche ed azioni integrate.La reazione delle istituzioni deve essere forte a tutti i livelli, dal governo alle amministrazioni regionali e locali, e deve coinvolgere anche la pubblica opinione e il sistema delle imprese utilizzando modalità innovative che in altri contesti europei hanno ottenuto risultati soddisfacenti come a Londra e a Barcellona.
Dobbiamo sentirci tutte e tutti obbligati ad agire, gli uomini e non solo le donne. Un Paese democratico non può tollerare che milioni di cittadine siano vittima di violenza, sia essa psicologica, economica, fisica e/o sessuale. Un Paese democratico deve reagire subito e con grande forza, applicare le leggi che ha e dotarsi di sempre rinnovati strumenti.
Sara è morta in completa e assordante solitudine, nell'indifferenza generale perchè la violenza contro le donne è considerata ancora oggi un fatto privato, la solidarietà umana non viene più coltivata, mentre si alimentano da parte di alcuni media morbosità e paura. Prima
di quell'ultimo atto violento, Sara ha vissuto quello che ogni giorno, in ogni ambito, si osserva: volgere lo sguardo altrove di fronte alla "cultura" del pregiudizio, discredito, violenza verso una donna perché donna, isolando la vittima e rafforzando il carnefice. Si deve creare un ambiente sociale che faciliti e promuova relazioni personali paritarie e non violente. I ragazzi e le ragazze devono diventare adulti ed adulte capaci di gestire le emozioni e le relazioni, per risolvere i conflitti e riconoscere le situazioni a rischio nella consapevolezza che se ne può uscire.
Le violenze sulle donne si eliminano solo con la prevenzione primaria, combattendo le cause: siamo per una vera rivoluzione culturale nell'ambito di una rinnovata e decisa attenzione alla cittadinanza attiva e responsabile.
I giovani come gli adulti, donne e uomini devono:
poter vivere nel rispetto reciproco,
avere parità di opportunità, autodeterminazione e libertà e il dovere al rispetto della libertà altrui e delle leggi
−conoscere cosa è la violenza in ogni sua forma e come prevenirla
conoscere e prevenire le discriminazioni di genere contro qualsiasi persona e a non farsi condizionare dai mass­media e dalle pubblicità sessiste e maschiliste
Dagli ultimi dati emerge che in generale è' diminuita la violenza sulle donne, anche se permane lo zoccolo duro, quello degli stupri e dei femminicidi. E' aumentata la coscienza femminile: sono di più le donne che hanno subito violenza a riconoscerla come un reato; sono di più le donne che riescono a prevenirla o ad interrompere la relazione prima che la spirale si stringa troppo attorno a loro. Le donne ne parlano di più con gli altri, si attivano, aumentano le denunce, anche se sono sempre una piccola percentuale del totale, si recano di più presso i centri antiviolenza, di pronto soccorso. Ma i dati dicono anche che aumenta la gravità della violenza subita e in particolare la quota di donne che riferiscono di aver temuto per la propria vita.
Prevenzione deve essere la parola d'ordine. Per questo è indispensabile mettere a punto un'agenda di incontri che coinvolga le Scuole,le Università e le Amministrazioni locali con il supporto di tutte quelle associazioni che da anni operano sui territori.
Si chiede una convocazione urgente di una rappresentanza delle donne firmatarie presso la sede della Ministra Boschi.
Per comunicazioni: isa.maggi.statigeneralidonne@gmail.com
Firmatarie
Marta Ajò, giornalista e scrittrice, "Il Portale delle Donne"
Patrizia Angelozzi, scrittrice e docente per la comunicazione sociale
Mariarita Autiero, insegnante
Luca Aschei,sociologo,consulente aziendale di Studio Aschei e Associati
Miriam Bisagni, sociologa,Consiglio delle Elette Piacenza, Associazione Piace Cibo Sano Cristina Boffelli, Presidente Associazione C.H.I.A.R.A. Onlus ­ Centro Antiviolenza di Voghera PV
Cinzia Boschiero, giornalista
Francesca Brezzi,Osservatorio Interuniversitario di Genere Anna Calò, Stati Generali delle Donne Young
Enrica Canale Parola, Stati Generali delle Donne Paola Carboni,libera professionista
Ketty Carraffa, giornalista
Simona Cavalieri, SIS Social Innovation Society Cristina Ceresa, giornalista
Chantal Certan, consigliera regione Valle d'Aosta Roberta Cibeu, imprenditrice
Marilù Chiofalo, docente,Stati Generali delle Donne
Paola Cleri, libera professionista, Stati Generali delle Donne Mariolina Coppola, imprenditrice
Antonella Cotti, attivista rete 13 febbraio Pistoia ,referente SGDT per lo sport ,docente Scuola media superiore
Carla Cucchiarelli. giornalista Caterina Della Torre, Dols Samanta Di Persio, scrittrice
Vittoria Doretti, Dirigente medico Azienda USLToscana sud est,Responsabile Educazione alla Salute Grosseto ­ Direzione Sanitaria,Responsabile Task Force Codice Rosa – Grosseto
Silvia Dumitrache,presidente Associazione Donne Romene in Italia / ADRI e famiglie migratorie Stati Generali delle Donne
Alicia Erazo, giornalista, Stati Generali delle Donne America Latina Maria Pia Ercolini, Associazione Toponomastica Femminile Francesca Ena, Stati Generali delle Donne
Maria Anna Fanelli, Ande, Stati Generali delle Donne
Maria Giovanna Farina, filosofa e scrittrice
Lisette Fernandez, Sportello d'ascolto e antiviolenza donna Yo te Escucho.Direttore generale Ass.Orquidea de Venezuela
Marisa Ferrari Occhionero, GIO e Università di Roma Sapienza
Margherita Flaminio, Stati Generali delle Donne
Vittoria Franco,filosofa,politica,senatrice della Repubblica Italiana
Irene Giacobbe, Presidente Associazione POWER and GENDER
Mary Giammona, imprenditrice
Maria Grazia Giaume, Siaf Toscana (associazione it. Armonizzazione familiare), Stati generali donne
Elena Galimberti, libera professionista in architettura Patrizia Giarratana
Elena Giffoni, addetta stampa
Bettina Giordani, libera professionista
Mariacristina Gribaudi, Amministratrice unica Keyline spa,Presidente Fondazione Musei Civici Venezia
Tiziana Iozzi, libera professionista
Elsa Javier, Chef Etno Gastronoma,Promotore Culturale Gastronomico
Carla Liberatore, addetta stampa Nellina Laganà, attrice
Diana Lanfranchi, docente scuola superiore Simona Lanzoni, Fondazione Pangea Annalisa Lembo,dipendente Autogrill
Isa Maggi, Stati Generali delle Donne
Roberta Manfredini,Psicologa Psicoterapeuta Criminologa Assunta Marinelli, scrittrice
Flavia Marzano, Docente, rete Wister, Stati Generali dell'Innovazione Michela Mattiazzi, commessa
Matteo Mazza, Direttore del centro antiviolenza mediterranea cav di Reggio Calabria
Laura Moschini,Osservatorio Interuniversitario di Genere Rosaria Nelli, Stati Generali delle Donne
Silvana Neri, imprenditrice,Stati Generali delle Donne
Mariana Paliev, docente, councellor Flaminia Paolucci Mancinelli, scittrice Sabina Passamonti,docente universitaria Francesca Panzarin, Womenonics
Celia Pariona Vergaray,libera professionista, Stati Generali delle Donne
Pia Petrucci in qualità di Presidente diFIDAPA BPW Italy Daniela Poggi, attrice
Francesca Pontani, insegnante,libera professionista in architettura,componente delle donne democratiche di Monza e Brianza
Vincenzo Puppo, Medico ­ Sessuologo, Centro Italiano di Sessuologia Michela Ricolfi,libera professionista,Stati Generali delle Donne
Elisabetta Righi Iwanejko, già Dirigente P.A., libera professionista, Segretario Generale Associazione San Marino­Italia
Pina Rosato presidente ass. Kairos Banca del Tempo e di Saperi di Francavilla al mare Anna Rita Rossini, Spazio Donna Abruzzo
Carmen Silva, presidente ass. multietnica di volontariato sociale "Ci siamo anche noi"
Palma Sopito, imprenditrice
Gabriella Taddeo, Stati generali delle donne Antonella Tagliabue Ceo Un­Guru
Silvia Vianello, libera professionista
Francesca Zajczyk, docente universitaria Marinella Zetti, giornalista

sabato 28 maggio 2016

Un uomo per tutte le stagioni

Cambiare o non cambiare?


Diverse visioni, disegno a matita di Flavio Lappo, 2016

Una frase udita anni fa che mi ha colpita, pronunciata da un'amica che mi lasciò perplessa. Mi disse: ci vuole un uomo diverso ad ogni stagione della vita. Cosa voleva dire veramente? Che si deve cambiare partner a seconda dell'età raggiunta? Che non c'è un partner duraturo con cui trascorrere la vita? Niente di tutto questo. La risposta me la sono data dopo una profonda riflessione. Il discorso si riferisce in modo particolare alla differenza d'età. Durante l'adolescenza è bene avere accanto un coetaneo con cui fare esperienze proprie dell'età; durante la giovinezza è l'ottimo avere un compagno più maturo che sappia capire e prevedere le esigenze di una donna. Ma con la maturità torna il bisogno di un uomo che non abbia appeso al chiodo la voglia di viver e sperimentare. Un pantofolaio non è il partner adatto di una donna in menopausa. Allora quale soluzione si prospetta? Se non vogliamo cambiare, l'ideale è un coetaneo che abbia voluto e saputo crescere con noi. Impresa difficile ma non impossibile. Lui è l'uomo per tutte le stagioni perché sa “cambiare abito” a seconda del momento.


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

martedì 26 aprile 2016

Omaggio a William Shakespeare: l'eternità dell'amore

Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte.
(Romeo e Giulietta)

Immagine presa dal web


Desidero parlare di amore ispirandomi alla parole di William Shakespeare per omaggiare una figura importante della letteratura mondiale nella ricorrenza dei 400 anni dalla morte. Una frase meravigliosa che canta l’immortalità del vero amore. Non voglio riferirmi però al contesto specifico della storia di Romeo e Giulietta, ma andare oltre per cogliere il messaggio, o meglio i messaggi, di questo pensiero poetico. Se c’è stato un vero amore, nel momento in cui l’oggetto amato non sarà più presente ne resterà il ricordo. Ma il ricordo sarà così bello e potente da non rimanere patrimonio esclusivo di chi lo rammenta, bensì si farà bellezza per tutta l’umanità. Un pensiero ed una visione che fa uso dell’iperbole, sembra quindi esagerare: chi ama dilata le emozioni e le manifesta in certi casi usando parole apparentemente spropositate. A volte perché non può vivere pienamente il proprio amore e le parole aiutano a manifestarne tutta la grandezza, cosicché l'oggetto d'amore anche da lontano potrà sapere. Allo stesso tempo questo pensiero di Shakespeare ci ricorda che chi ama è generoso, l’amore vero è altruismo, è felicità a tal punto da voler farlo sapere all'universo intero: Il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte. William Shakespeare resta un poeta al di là del tempo e risulta quasi un oltraggio insinuarsi nelle sue parole.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

mercoledì 20 aprile 2016

Scrivere con il cuore

Il nuovo libro di Candida Livatino




Se l'amore materno l'ha spinta a diventare una grafologa professionista, suo figlio alle elementari scriveva malissimo e lei l'ha portato da un'esperta poi divenuta la sua insegnate, l'amore per la scrittura l'ha condotta ad essere un'autrice amata dal pubblico. Candida Livatino, con il suo nuovo libro Scrivere con il cuore ed. Sperling&Kupfer, si avvia ad un nuovo successo editoriale.
L'amore di coppia e le sue variabili, le sue difficoltà quotidiane, ma anche le soddisfazioni che sa regalare, può essere maggiormente sondato con l'interpretazione professionale della scrittura. Candida ha voluto donare la possibilità di cimentarsi nella scienza della comprensione dei segni pubblicando un testo scorrevole e di immediata comprensione; leggendolo possiamo renderci conto se il nostro partner è portato alla fedeltà, se è sensibile o aggressivo, romantico o pragmatico, se è portato al sesso.. e tanto altro. Prima di affrontare la vita di coppia è utile scoprire il più possibile l'altro o l'altra che ci vivrà accanto per non rendersi conto troppo tardi di aver commesso un errore. Scrivere con il cuore è un valido aiuto per conosce meglio l'altro e noi stessi. 

www.livatinocandida.it

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sabato 26 marzo 2016

Amore sì, amore no. È davvero amore?

Non avere paura


Amore sì, acrilico su tela di Flavio Lappo, 2015


E' davvero amore? Domanda lecita che mi è arrivata da una lettrice del blog, ma è un quesito del tutto inutile se posto con intento teorico. Come si fa a capire se è amore? Anche se viene fornita una spiegazione dettagliata dei fatti, se mi si illustra cosa accade tra due persone in coppia, io non sono lì e posso solo trarre conclusioni per dare suggerimenti generali. Posso aggiungere che bisogna guardarsi dentro con maggior attenzione, posso dire che lui ha dei comportamenti equivoci, ma cosa risolvo infine? Per comprendere se è amore è necessario sperimentare evitando di porsi una catena infinita di domande. Le domande ossessive rovinano la vita, l'eutimia, le buone relazioni e non sono in grado di darci le risposte attese. Chi pone questa domanda in realtà sa già che non è amore, ma per una serie di ragioni vorrebbe lo fosse: questa è la realtà, a volte cruda e dolorosa, ma è l'unica strada per non rimanere ferite e deluse, ciò vale anche per gli uomini nei confronti delle donne. Cerchiamo la forza dentro di noi, allontaniamo la paura di non guardarci dentro, osserviamoci: scopriremo i colori dell'amore che è vita e gioia. Allora potremo sollevarci e renderci conto di quanto siamo importanti: è faticoso rompere il granito, ma poi la soddisfazione è immensa.

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lunedì 29 febbraio 2016

L'amore ha le sue aspirazioni

Intervista a Fabrizio Romagnoli 


Fabrizio Romagnoli è nato a Tolentino (MC). È attore, autore, regista teatrale e insegnante di recitazione, interpretazione canora e di scrittura drammaturgica. Non fuma, mangia curcuma, peperoncino e altre spezie... Ho voluto dialogare con lui sul tema dell'amore.

Foto di Sebastiano Melloni

L'amore si manifesta in tutte le azioni positive e creative della nostra vita, come sei arrivato alla recitazione? Per amore immagino?

Per amore e per odio! Per amore perché la mia fidanzata di quando avevo sedici, diciassette anni faceva danza ed io per seguirla frequentai la scuola con lei dove si faceva anche recitazione: ne rimasi attratto. Devi sapere che fin da piccolo mi facevano, quando c'era l'occasione, raccontare le barzellette. Ero un buffone, mi piaceva far divertire, salivo sui tavoli. Poi durante l'adolescenza, non so cosa sia successo, quando mi facevano quella richiesta sarei fuggito, per me era la cosa più odiosa. Amore e odio mi portarono in quella scuola: rimasi folgorato, la recitazione divenne il più grande amore della mia vita. Abbandonai gli studi, finii il liceo senza problemi, fino in terza andavo benissimo poi campai di rendita. Dopo le superiori i mie libri divennero Cechov e Shakespeare. A diciotto anni i miei amici andavano in discoteca ed io in casa a studiare.

Meglio, no?

Per certi versi sì ma mi sono mancate certe esperienze

Così le hai fatte da grande?

Sì e forse è meglio perché hai un'altra testa

E allora il teatro durante l'adolescenza dove ti ha condotto?

Avevo tantissimi amici di cui ero il capogruppo, ci si trovava al parco per decidere cosa fare, ma quando incontrai il teatro cambiai vita completamente

Quindi è stato un grande amore a spingerti a continuare?

Sì, è lo scopo della mia vita! A parte la mia famiglia, mamma e fratello perché papà è mancato, c'è solo il teatro. Anche la televisione e il cinema, ma sempre nel senso di recitare, non è mai solo imparare a memoria le battute: quella non è recitazione. Per me questo lavoro è qualcosa di appagante, dopo la fatica c'è la soddisfazione di aver fatto qualcosa per qualcun altro

Quindi niente amore nella tua vita a parte il teatro?

Se ti dai in maniera così totale non hai tempo per una moglie... e poi ho fatto la mia scelta egoistica, ho preferito il teatro perché non ti tradisce mai

Ma se trovi la persona di cui ti innamori?

Beh, quello può accadere

Non è che hai paura di finire in “gabbia”? L'amore che dura è privazione di libertà

L'ho provata la gabbia ed è bello rimanerci finché dura l'amore. Il fatto è che io sono legato alla mia famiglia... le cose che tu dici, l'amore incondizionato l'ho provato, ma se giunge il tradimento ti crolla tutto in due secondi ed è lì che mi è scattato il lato egoistico: non mi sono incattivito, ma dato che si vive una sola vita: me la vivo come voglio. Magari stai con una persona e dopo qualche anno ti senti dire - Non ti amo più – allora vado in palestra!

Può succedere il tradimento, del resto bisogna amarsi in due

Mi è successo più volte... che lei trovasse la finestrella della gabbia aperta. Siccome la gabbia non è un contratto a vita, se ho cose che mi danno più soddisfazione preferisco quelle e il teatro, come ti ho già detto, per me è soddisfazione allo stato puro.

Quindi le donne?

Donne che vengono, donne che vanno...

Va beh, ho capito... Prendendo spunto dal cortometraggio La corsa (partecipazione al premio David di Donatello n.d.r.) di cui sei interprete, lì si parla di una piaga come lo stalking, vissuta da due esuli greci in Italia. C'è una relazione extraconiugale e lei usa la legge per liberarsi di lui... Due sono gli argomenti: stalking e tradimento, la seconda è una parola e un atto che si oppone all'amore. Cosa ti ha lasciato questa storia?




Mi ha lasciato una grande amarezza per il fatto di usare l'essere umano come un oggetto, nella nostra società succede anche al contrario ma non è preso tanto in considerazione. Si dice che c'è parità dei diritti ma ci sono cose che hanno un valore diverso se le fa un uomo o una donna. Con questa storia si è voluto mettere in evidenza che lui si innamora e lei vuole solo una relazione extraconiugale. Guardando il filmato si nota anche che il braccialetto che lui le ha regalato, lei lo indossa quando esce per rimorchiare altri uomini. La donna infine usa la legge per liberarsi di lui.

Del resto da come viene messo in scena si capisce che lei non è innamorata e lui sì

Il fatto che siano entrambi sposati è anche dare il messaggio che queste gabbie non sono sigillate, ma si possono rompere

Come hai vissuto il tradimento nella vita quotidiana?

Malissimo, per me il tradimento è la cosa peggiore perché non capisci il perché. Ti viene da dire: ma cosa c'era che io non ti davo? Per me è una forma di omicidio

Quindi non sei uno che tradisce?

No. Mi è capitato di tradire al livello sessuale. Il sesso e l'amore sono due cose distinte. Se è solo sesso lì è l'animale che è in me a dover trovare spazio. Nell'amore, come nell'amicizia, come nella famiglia: non si tradisce.

L'amore di coppia cosa rappresenta per Fabrizio?

È un legame che va oltre la morte e prima della nascita: è il non tradire in sé

Insegnare a recitare: cosa significa veramente? 

È una grandissima responsabilità soprattutto quando insegno ai giovani perché vado a mettere dei tasselli nel loro carattere, è molto più semplice quando insegno agli anziani. La recitazione è la comunicazione in toto

Foto di Sebastiano Melloni

Chi frequenta i tuoi percorsi di insegnamento diventa attore o lo fa solo per fini terapeutici?

Tutte e due, ho insegnato a giovani che poi sono diventati attori e ne sono molto orgoglioso; ho insegnato a ragazzi e ragazze a cantare, non il canto tecnico ma l'interpretazione canora che in Italia non è diffusa

Di cosa si tratta?

L'interpretazione canora è quando sai mettere dentro ad una canzone, che altro non è se non un libro ristretto in pagina, tutta la vita necessaria a quel personaggio

Allora è un po' recitare con la musica?

Certamente, se la canzone non la immagini, non la senti, se non la vivi lasciandoti trasportare dal personaggio, come fai a comunicare una storia d'amore, di tradimento, di passione? È impossibile! È molto più difficile interpretare una canzone che uno spettacolo teatrale.

Tutti abbiamo capacità di recitare?

No, tutti non possiamo fare tutto... nemmeno giocare a nascondino. Mia nipotina mi dice - sei nascosto? - ci vuole capacità anche in questa cosa. Non possiamo fare tutto, ci sono persone che trovano giovamento terapeutico dal teatro, ci sono persone di grande talento che hanno bisogno di recitare per esprimersi. Se quella è la tua strada, io non credo al destino perché il destino si crea ogni giorno, la raggiungerai e se non ci riuscirai è perché in qualche tessera del cammino hai toppato

Quale progetto vorresti a realizzare e ancora non ci sei riuscito?

Mi piacerebbe recitare in un film nei panni di un personaggio turbolento, sai tipo cinematografia americana, ma avendo 46 anni questa fase è passata. Ciò che vorrei fare davvero è un musical. Ho appena finito di scriverlo, adesso mi vedo costantemente con un musicista per le musiche perché non so scrivere la musica anche se la leggo, canto... ma non ho avuto il tempo di imparare a suonare uno strumento. Poi cercheremo la produzione... vorrei quindi fare il musical e far lavorare attori bravi e non chi ha il...

Auguro a Fabrizio la realizzazione del suo progetto, anzi sono certa che andremo a teatro a goderci il suo musical!  www.fabrizioromagnoli.it


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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mercoledì 24 febbraio 2016

Gli amori diversi

La diversità si gestisce con la ragione

Flavio Lappo, I diversi volti di te, olio su tela 2015

L'amore, questa parola grande e semplice, meravigliosa e angosciante ci tiene in vita. Accade fin dalle origini: veniamo al mondo, se tutto fila per il verso giusto, con e per un atto d'amore. Ma il nostro modo di affrontare la vita, e quindi anche l'amore, può trasformare una cosa bella in un calvario se non ci fermiamo un po' a riflettere sulle nostre scelte. Gli amori diversi sono tanti, pensiamo ai matrimoni misti e allo slancio amoroso che unisce due perone anche se di cultura, religione e costumi differenti; allo stesso tempo non possiamo sottovalutare le difficoltà che tali unioni incontrano sul loro percorso di integrazione sociale. Difficoltà che si spingono anche dentro la coppia stessa, il “due cuori e una capanna” è uno stato mentale che si dissolve dopo i primi tempi, mentre le discriminazioni esterne intaccano la felicità dei due innamorati: solo un amore solido insieme alla forza di lottare mantengono unita la coppia. Ci sono però casi in cui l'amore è assolutamente impossibile da vivere appieno, quando non c'è alcuna strada per un vero rapporto di coppia: è il caso in cui uno dei due ha un orientamento sessuale diverso dall'altro. Non serve disperarsi, accanirsi o ancor peggio fare finta di nulla; non ci sono istruzioni per aggirare l'ostacolo. Per vivere meglio una simile esperienza c'è solo l'acquisizione di una consapevole e razionale presa di coscienza: non si possono cambiare le persone. Se a qualcuno di voi capitasse di scoprire di amare una donna o un uomo omosessuale, l'unica cosa è rimanere semplici amici e ognuno seguire la propria inclinazione sessuale. Mi rendo conto di essere un po' dura con questa affermazione, ma per vivere meglio a volte bisogna esserlo.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata