domenica 30 marzo 2014

Sarà solo sesso?

Quando lui dice: sei solo "attrazione fisica"


da bellaebrava.it


Una lettrice del blog, S. mi chiede cosa penso della sua storia sentimentale. Ecco la sua domanda. Vorrei capire una cosa: ho una relazione con il mio compagno da tre anni, lui sostiene che è solo sesso, attrazione sessuale ma secondo me no perché lui vuole sapere dove sono, cosa faccio, se non rispondo al telefono pensa che sono con un altro uomo, lei cosa ne pensa?

Se un uomo o una donna afferma che il rapporto di coppia è basato solo sull'attrazione sessuale significa che ha fatto una scelta, quella di non voler mettere in gioco i sentimenti. Non possiamo sapere il perché non conoscendo la persona, il suo vissuto, le sue relazioni passate, dobbiamo solo basarci su queste parole di S. per dire che potrebbe essere l'atteggiamento di chi non vuole impegnarsi emotivamente, magari per non dover soffrire il possibile trauma della fine di una storia. Può essere che i suoi propositi stiano sfumando e il signore in questione stia cambiando idea, forse nemmeno se ne accorge che la donna all'inizio cercata solo per soddisfare il piacere sessuale ora sta diventando una donna da amare e della quale essere gelosi. Oppure c'è un'altra possibilità, quella del maschilismo. “La donna è un mio oggetto di piacere e nessuno deve sottrarmelo”, pensa chi del corpo femminile ne fa oggetto di pura conquista. E allora il suo preoccuparsi dipende solo da un desiderio di possesso. Tra le opzioni esposte c'è probabilmente quella giusta, sta a noi comprendere quale sia la più “giusta per noi”. Quale tra queste sentiamo più affine al nostro caso, diventa quella su cui riflettere e sicuramente la risposta giungerà da sola.

Per approfondire l'argomento suggerisco al lettura di Sesso e Amore di Francesco Alberoni.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 23 marzo 2014

Matrimonio, divorzio, figli

Matrimonio, divorzio, figli: una riflessione per provare a vivere meglio

immagine di globus magazine


La richiesta di una lettrice mi spinge a trattare questo argomento.
Matrimoni finiti, uomini e donne avviliti per il progetto di vita a due fallito in un divorzio. I figli soffrono, i padri separati balzano agli onori della cronaca per la precarietà economica ed emotiva della loro esistenza. I soldi non bastano più, molti di loro devono lasciare la casa alla famiglia e si riducono a dormire in auto. E le madri separate devono accudire i figli ancora più di prima, l’ex marito riesce a vedere i bambini solo nel fine settimana e non può, a volte non vuole, occuparsi di loro. Tutti conducevano una vita dignitosa mentre ora tutto è spazzato via con un colpo di vento, magari odi e risentimenti complicano ancor di più i rapporti. Non sono contro il divorzio e nemmeno avverso il matrimonio, ma rifletto sul fatto che si dovrebbe pensare a lungo prima di fare il grande passo. Riflettere sull’azione che si sta per compiere, riflettere e cercare dentro di sé le ragioni che spingono alla scelta matrimoniale e al desiderio di diventare genitori. È importante comprendere se è la cultura in cui si è immersi a far percorrere il sentiero dell’unione per la vita, oppure se lo si fa perché lo fanno tutti gli amici, lo hanno fatto i genitori o semplicemente perché è la strada più comoda per uscire dalla casa paterna e spiccare il volo verso una maggiore libertà. O magari perché ci si convince di non essere in grado di trovare la persona adatta e allora si sposa chi appare, al momento, come la soluzione migliore. Queste ragioni sono troppo deboli per sposarsi e dove non c’è una forte motivazione, il tracollo è in agguato. E se poi la persona adatta la si trovasse dopo il matrimonio? Un bel guaio! Lo so, se ora vi dico che alla base del matrimonio ci vuole l’amore mi direte in coro: lo sappiamooo! Vero, lo sappiamo tutti, ma allora perché molti, troppi, si sposano per motivi diversi e non per amore? Questo discorso può apparire banale ma non lo è, desidera solo riportare l’attenzione sulle basi solide di un’unione. Gli esseri umani sono, a mio parere, liberi di agire, sbagliare e correggersi senza però coinvolgere persone innocenti come i figli. I figli, nonostante si dica da più parti che prima o poi accettano, capiscono e si adattano, in realtà la separazione dei genitori rimane per loro la promessa disillusa di avere una famiglia. C‘è chi prosegue a vivere insieme nonostante comprenda di non amarsi più, ma anche qui forse non fa la cosa giusta…difficile trovare il comportamento migliore. Ecco perché una sana riflessione sul senso del matrimonio andrebbe fatta a partire dalla scuola: educare alla scelta più consona alla propria natura può rendere migliori molte vite. Per fortuna esistono genitori separati in grado di condurre egregiamente la loro condizione affiancando i figli nella crescita e preoccupandosi di non far loro mancare affetto, vicinanza, comprensione...purtroppo non sono la maggioranza.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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