domenica 15 dicembre 2013

Non rinunciamo all'amore





Mi è giunta una lettera interessante sul tema dell'amore da parte di un uomo di 60 anni uscito con le ossa rotte, come lui afferma, dall'ultima storia d'amore ma forse da tutte quelle della sua vita. Per ovvi motivi di privacy riporto solo un brano che può interessare i lettori di questo blog. Segue la mia risposta riflessione sull'argomento propostomi.
...Ho avuto una vita piuttosto movimentata e mi sono più volte innamorato o, per meglio dire, ho pensato più volte di innamorarmi. L'INNAMORAMENTO, quel periodo-stato a cui fai accenno nel tuo sito e per il quale ho attraversato la vita come se fosse quasi l'unico scopo. A 60 anni penso di poter tirare i remi in barca, almeno da questo punto di vista, anche se ho già fatto questa riflessione allo scoccare dei 40  e dei 50 anni.

Caro amico, leggendo la tua lettera ho fatto l'immediata associazione ad un noto romanzo del passato: La coscienza di Zeno di Italo Svevo. Zeno Cosini, interprete del racconto, voleva smettere di fumare e per cercare di mantenere il suo proposito scriveva sempre U.S. Ultima sigaretta. Non voglio essere riduttiva, ma le tue storie d'amore sembrano qualcosa da cui doversi liberare quasi fossero una dipendenza e il proposito di chiudere ad ogni decennio me lo hanno fatto pensare. Forse sta in questa presunta dipendenza l'impossibilità di uscirne vittoriosi. Quando l'amore non è forza vitale, rigenerante balsamo, può diventare una sostanza che ci tiene legati all'oggetto della nostra passione solo perché ne abbiamo bisogno. Il bisogno rende prigionieri e per questo arriva il momento in cui possiamo decidere che è meglio chiudere il nostro cuore. La dipendenza non si risolve con l'abbandono del progetto amore, bensì armandosi di coraggio e pazienza si può percorrere a piccoli passi quotidiani il percorso di crescita. Sappiamo quanto la dipendenza rimandi alla condizioni infantile, e alcuni incontri possano rievocarla se non la si è risolta. Iniziamo allora a scavare nel nostro modo di amare per comprenderne il senso. Lo so, starete pensando che non è romantico, ma è inevitabile se si vuole capire e pian piano andare oltre.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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mercoledì 27 novembre 2013

La scienza dell'amore



Scienza dell'amore mi sembra un ossimoro, senza alone poetico e senza congruenza logica. Mi sembra e sono sincero. Perdonatemi, se potete.” A.G.

Rispondo all’amico psichiatra e collega Angelo Guarnieri che il discorso è molto più complesso. Il progetto della collana Scienza dell’amore di cui Alberoni è direttore si propone di dare un insegnamento per comprendere il senso dell’amore, la differenza tra amore e innamoramento, infatuazione e così via. È scienza perché, come sappiamo tutti, lui studia il fenomeno in modo rigoroso da studioso ma desidera anche far comprendere le differenze per vivere con consapevolezza la passione amorosa: il fine ultimo posso affermare sia la felicità a cui tutti aneliamo. Se conosciamo l’amore possiamo poi scegliere se accontentarci di una storia qualunque (possiamo farlo e nessuno vuole giudicare) oppure cercare il grande amore. Per scegliere è necessario conoscere in modo più rigoroso possibile. Conoscere non vuol dire togliere poesia all’amore ma viverlo fino in fondo senza paura. E poi credo possa essere utile ai giovani di oggi una fonte di apprendimento come questa.
Grazie per avermi dato l’occasione di specificare il tutto.


 Maria Giovanna Farina

domenica 17 novembre 2013

Fiorella Mannoia omaggia Lucio Dalla

A te



A te, ultimo lavoro discografico di Fiorella Mannoia, è un tributo a Lucio Dalla scomparso due anni fa. Fiorella ha fatto rivivere Lucio Dalla aggiungendo grazia ed eleganza insieme femminile e poetica. Quel femminile che esiste in ognuno di noi, al di là se siamo maschi o femmine, è una parte di sé da preservare e mettere in gioco con gli altri, quelli che ci vivono intorno. Noi umani, non dimentichiamolo, siamo esseri-nel-mondo e come tali non possiamo rinunciare all’incontro. Nella video intervista che metto di seguito, la Mannoia parla della grande generosità con cui Lucio si rivolgeva alle persone, ai suoi concittadini, senza fuggire di fronte agli ammiratori. Senza diventare un divo, ma rimanendo il poeta di sempre. L’omaggio a Lucio Dalla, sottolinea Fiorella, è anche un grande stimolo per la produzione artistica che deve rinnovarsi. Collaborando con altri, lei ha creato qualcosa di nuovo, al contrario di alcuni suoi colleghi non si è chiusa nella propria individualità. Questo tributo a Dalla consente l’ascolto di una Mannoia fin ad ora sconosciuta. Una dolcezza, un’eleganza nella voce e nell'esecuzione, intense più che mai, sanno scendere in fondo all’anima, toccando le corde più sottili. Sublime l’interpretazione de La casa in riva al mare. Nel blog dell’amore questo disco rappresenta l’incontro, l’erotismo, la sensualità e l’amore: stati del mondo importanti per una migliore convivenza.


La cantante non porterà in tour il disco dedicato a Dalla per non far perdere il valore sentimentale del suo omaggio al grande cantante bolognese: unica tappa all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 23 dicembre. La cantante sarà accompagnata dall’orchestra di 30 elementi che ha già lavorato con lei all’album, l’Orchestra Sesto Armonico, con i direttori Beppe Vessicchio, Pippo Caruso, Stefano Zavattoni, Marcello Sirignano e Paolo Buonvino. La Mannoia sarà anche accompagnata dalla band ormai storica formata da  Carlo Di Francesco  alle percussioni, Davide Aru alla chitarra, Fabio Valdemarin al pianoforte, Luca Visigalli al basso e Diego Corradin alla batteria.

I brani del CD:

1. Stella di mare
2. Se io fossi un angelo
3. Chissà se lo sai
4. La casa in riva al mare
5. Anna e Marco
6. Milano
7. Caruso
8. La sera dei miracoli (feat. Alessandra Amoroso)
9. Cara
10. Felicità (feat. Ron)
11. Sulla rotta di Cristoforo Colombo



Intervista video in cui la Mannoia racconta del disco e del suo rapporto con Lucio Dalla.



Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it


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domenica 10 novembre 2013

Esiste un uomo per tutte le stagioni?

Amare lontani dai “luoghi comuni”




Una domanda che sembra presentare il partner come un oggetto di consumo e non una persona d’amare. In realtà si tratta di una frase che rimanda ad una considerazione fattami da Riccardo, un lettore del blog, rammaricato, direi deluso e amareggiato, per essere stato messo da parte dalla compagna più giovane. “Ora lei vuole un ragazzo ed io sono come immondizia”, un’amara presa di coscienza, estrema e senza possibilità di replica. La mia risposta sarà altrettanto senza mezzi termini: sì, per certi versi esiste un uomo per tutte le stagioni. Uno per l’adolescenza, uno per la giovinezza ed uno per la maturità. Nell’adolescenza è adatto, molto spesso, un ragazzo tenero e gentile, da giovani uno che sa capirti e nella maturità uno che sappia farti sentire sempre desiderabile come da giovane. Sono stata schematica perché il punto dove voglio arrivare è rispondere al nostro lettore dicendo che gli umani non sono tutti uguali, così le donne e le relazioni. Forse, semplicemente, la storia d’amore di Riccardo doveva concludersi perché non c’era più nulla che la sostenesse: non è detto si tratti della ricerca da parte della sua compagna di un uomo più prestante ed eccitante. Da filosofa non accetto le idee preconfezionate. È bene quindi analizzare la propria relazione con calma e senza farsi influenzare da dicerie. Fa male ammettere sconfitte, tradimenti e abbandoni ma non credo si possa risolvere il dolore affidandosi alle “stagioni”. L’amore non sempre dura tutta la vita, questa è una possibilità da non dimenticare per evitare cocenti delusioni soprattutto quando la donna amata è molto più giovane.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 3 novembre 2013

Amore e ricerca di noi

Il “destino” dell’amore

immagini tratta da paroledelcuore.com

L’amore è una forza cosmica, questo lo sappiamo già. Non ci possiamo e (vogliamo?) sottrarre alla sua potenza perché l’amore è la vita stessa. Ho ricevuto tra i commenti una poesia molto particolare e ve la voglio proporre. Parla del senso dell’amore, della sua natura, della sua ciclicità



Sull’amore ed altre sponde Di Alma Passarelli Pula
Ho camminato sul pelo d’acqua sfidando la forza di gravità
che avvicina gli opposti lasciare uno spazio
uno spazio profondo che sia lastra e protegga
le giovani incerte Lumache sul fare della notte
ingigantiscono le stelle gli parlo e si svelano i segreti del tempo
Non c’è silenzio nello sfioramento quell’attimo urlo
in cui si assottigliano gli esseri penetrando vita
Accade che la postina scavi le porte coltivare lettere circolari
in ceralacca rossa messaggi criptati degli amanti
La pasticcera screma le torte denudare sensi far vibrare le corde del sesso
Dalla finestra guardiamo i baci delle tarantole e gli accostamenti degli scorpioni
Uomo e donna e essere con essere Amore in amore eros in eros erosioni lave
Per poi tornare allo stato nudo
La terra ha un sotto e un sopra prosegue sconfina
E noi lì elastici senza fine ci tendiamo vero altre sponde
Verso altro amore.


Come sempre non amo commentare le poesie e non lo farò nemmeno ora. Il destino dell’amore non è un “già scritto percorso”, ma è anche una inevitabile ri-cerca di noi. Solo mettendoci in cammino verso l’amore possiamo infine trovarci. O ri-trovarci.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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mercoledì 30 ottobre 2013

Ci pensa Rocco

Ci pensa Rocco, il nuovo reality di Cielo




Martedì 29 ottobre 2013 ho avuto il piacere di moderare la conferenza stampa per conto del Canale di Sky Cielo. Un momento di interazione leggera e ironica per presentare il nuovo reality del canale Ci pensa Rocco, in onda a partire dal 5 novembre ore 23 su Cielo. Avete capito di chi sto parlando? Proprio di lui, di Rocco Siffredi uno degli attori più famosi dell’hard. Già, ma qui veste i panni dell’esperto, del ri-educatore delle coppie in crisi. È un programma leggero, ironico, intelligente dove il noto attore nelle 12 puntate del programma aiuterà le coppie in crisi, coppie in cui il desiderio erotico si è sgretolato. Il programma parla di erotismo ma non è erotico, Siffredi aiuta le coppie a ri-trovare il desiderio dei primi tempi utilizzando varie strategie, tra cui il gioco e l’atto eroico. Ma non solo questo. Tra lui e la coppia si instaura un rapporto di fiducia, lo vedono come un guru dell’erotismo e si affidano ai sui suggerimenti con fiducia. Invito alla visione i giovani per capire cosa significa vivere in coppia, è utile naturalmente a tutte le coppie con qualche difficoltà per cercare il confronto, ma anche come spunto di riflessione utile per iniziare il cammino verso un rinnovamento dell’eros, senza il quale la vita di coppia non può sopravvivere. Allora, appuntamento al 5 novembre con la prima puntata!
Erano presenti alla conferenza il professor Renato Mannheimer che ha presentato uno suo studio sulla crisi di coppia e il calo del desiderio: i risultati sono sorprendenti per l’alta percentuale delle coppie in crisi: ben il 53% del campione. Ha aperto l'incontro la responsabile del marketing Francesca Giuliani e la direttrice di Cielo Antonella D’Errico. Tutto è proseguito con gli interventi di Nils Hartman – Direttore delle produzioni originali SKY Italia e Lorenzo Torraca – CEO di Verve Media Company.
Naturalmente non poteva mancare Rocco Siffredi che ci ha raccontato questa sua nuova esperienza per lui divertente e coinvolgente.


 Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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Immagini by Gina Di Dato, fotografa delle emozioni
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Durante la conferenza stampa con Mannaheimer e i dirigenti di Sky

con Antonella D'Errico direttrice di Cielo

domenica 27 ottobre 2013

Ti amo o non ti amo?

Ti amo non vuol dire “per sempre”


Immagine tratta da millerighe.wordpress


Ti amo: parole scontate? Vuoto luogo comune? O sincera dichiarazione dei sentimenti? Bisognerebbe essere più coscienti prima di pronunciare queste fatidiche due parole così impegnative. Se a questa espressione diamo l’importanza che ha, se il suo significato ci è chiaro, se abbiamo compreso che vuol dire: Io, proprio io, amo te, proprio te e un uno altro/a. Allora ci si penserebbe molto bene prima di impegnarci davvero. Ti amo non prevede il per sempre, ma pretende che non ci sia leggerezza né menzogna perché se qualcuno dice di amarci vuol dire che per lui o per lei siamo la persona migliore, quella con cui vuole trascorrere il suo tempo, con la quale vuole fare l’amore in forma esclusiva. Chi ama non desidera nessun altro all’infuori dell’oggetto amato, anche chi subisce il fascino di altri, resta fedele al suo amore. Altrimenti non è quell’amore per cui dire Ti amo. Tutto questo discorso credo sia utile per mettere l’accento sul fatto che dire Ti amo senza essere innamorati spesso è comodo per accontentare l’altro che si aspetta l’amore, per tenerlo unito a sé, ma rende maggiormente dolorosa l’eventuale separazione: l’altro abbiamo illuso. Un finto Ti amo rende falsa la relazione, impedisce che si realizzi un’esperienza utile di amore di coppia portando anche chi lo pronuncia falsamente a dis-conoscere se stesso, a vivere un falso Sé. Per concludere: chi finge in amore fa male non solo all’altro ma anche a se stesso. Allora impariamo a dare peso alle nostre emozioni, ad essere chiari nel nostri sentimenti, così da vivere una vita più autentica: impariamo ad ammettere, se così è, che non abbiamo voglia di impegnarci, non ce nulla di male.

 Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 20 ottobre 2013

Odio e amore

L'odio è l'opposto dell'amore?

immagine tratta www.blog-msn.it



L'odio è l'opposto dell'amore? A quanto si dice pare proprio di sì. L'odio è un sentimento grande, potente, che ci pervade, quando ne siamo colpiti proviamo forti emozioni e non riusciamo a pensare ad altro che all'oggetto del nostro odio. Ci vergogniamo ad ammettere questo sentimento, Gianna me lo ha scritto in privato, ma desidero condividere con vuoi la riflessione. Odiamo profondamente chi ci ha traditi, chi ci ha fatto credere, giocando con la nostra anima rapita dall'amore, di essere innamorato/a di noi mentre in pochi minuti ha mandato a monte ogni proposito, con un soffio di vento il suo amore si è posato su un altro fiore. Se qualcuno ci illude e distrugge tutto ciò che aveva promesso senza pensarci due volte, provoca in noi reazioni potenti e l'odio entra in scena per occupare il posto di tutto l'amore che nutrivamo. Ora quell'essere per noi unico è divenuto il nostro dolore. L'amore si è trasformato in odio e, finché non si sarà dissolto, noi saremo in uno stato di sofferenza sia per la disillusione sia perché odiare fa male al corpo. Fa bene, al contrario, sfogare il disappunto, il nostro risentimento e la rabbia con tutte le parole del vocabolario, anche quello più volgare: per purificarci, per impedire che il male subito si trasformi in malattia. Allora l'odio pian piano svanirà e il nostro ex amore diventerà una persona qualunque. Lo diventerà se nel nostro percorso di liberazione non avremo omesso di sfogarci, a quel punto l'odio non troverà più terreno fertile su cui proliferare.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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lunedì 14 ottobre 2013

La peste del femminicidio e la sua cura


Ad un anno dalla nascita del blog Filosofia dell’amore erotico festeggiamo questo traguardo con un articolo scritto da Francesco Alberoni per l'occasione. Il tema trattato è tremendamente attuale, il femminicidio, ed è bello se pur triste parlarne in questo contesto. Tutti noi ci chiediamo cosa si possa fare, quale rimedio possa essere più efficace: Alberoni ci dà la sua risposta da studioso dell’amore trattando il tema anche dal punto di vista sociologico.
Maria Giovanna Farina







La  peste del femminicidio e la sua cura  

Quando nel Medioevo scoppiava un’epidemia cercavano un colpevole  e  quando pensavano di averlo trovato lo torturavano e l’uccidevano. Ma non ci comportiamo diversamente oggi nei  riguardi dell’epidemia a cui è stato dato il nome di  femminicidio. Col cambiamento del ruolo della  donna  che  può controllare  la  sua fertilità, che ha acquistato gli stessi diritti del maschio e la piena libertà sessuale, sono cambiati i rapporti sociali erotici ed amorosi fra i due sessi. Uno dei risultati di questo mutamento è stato l’aumento dell’aggressività dei maschi verso le donne, soprattutto dopo una frustrazione amorosa. A questo si è cercato  di  porre  rimedio con una legge che incuta loro timore e li arresterà quando delinqueranno.
Ma come nel Medioevo nei riguardi della peste non si è studiata l’origine del femminicidio, non si è per esempio studiato perché   tanti uomini uccidono una donna, che hanno amato, per  gelosia, perché lei li ha lasciati per un altro. Cosa è successo in quella coppia? Quali sono i fattori che hanno fatto finire un amore   appassionato e lo hanno trasformato in un conflitto? E perché tante coppie che nel passato avrebbero condotto una lunga vita  coniugale oggi durano pochissimo e si rompono, finiscono nel  divorzio o nella violenza? La coppia oggi resta unita solo se i due si amano. Quando non si amano più ciascuno va per conto proprio. Prima c’erano cento legami sociali e legali che la teneva unita, oggi resta solo l’amore. La patologia della coppia è una patologia dell’amore. E allora perché non si studia l’amore? Perché non si studiano le sue forme, i suoi meccanismi, i suoi punti di fragilità, il motivo per cui l’innamoramento alcune volte dura anni ed in altri casi si spegne in pochi mesi? Io personalmente ho dedicato una vita a questi studi: all'innamoramento  alle infatuazioni, alla crisi precoce della  coppia  e  a quella  tardiva, al tradimento e al grande amore erotico che dura. Ed ho fondato una collana La scienza  dell’amore per insegnare alla gente come diventare cosciente dei propri meccanismi amorosi, come evitare gli errori fatali, come far rinascere la passione.
Questa è la via maestra per vincere la peste del femminicidio, non ce ne è un'altra.


Francesco Alberoni © Riproduzione vietata

domenica 6 ottobre 2013

Evita e Faust


La scienza dell'amore



L’editore Sonzogno ha creato una nuova collana La scienza dell’amore diretta da Francesco Alberoni. Apre con la pubblicazione L’arte di amare, il grande amore erotico che dura di Francesco Alberoni, il primo libro al mondo che studia i casi in cui l’innamoramento anziché sfiorire in pochi mesi o anni dura a lungo e si rinnova per decenni. È il seguito e il complemento del suo libro Innamoramento e amore. Una seconda opera significativa è Perché amiamo di Nicola Ghezzani che mostra l’opposizione totale amore-potere. Nella collana e stato poi ripubblicato Ti amo di Francesco Alberoni, uno studio esauriente sulla formazione e lo sviluppo della coppia.        
Nella collana La scienza dell’amore c’e anche una sezione narrativa sull'amore di tipo particolare. Le prime due opere sono da ottobre in libreria Evita e Faust di Alberoni.

Seguite il blog per conoscere le prossime novità.



domenica 29 settembre 2013

È solo sesso o è anche amore?

Come ti accorgi che non è solo sesso ma amore?

 
Amore e Psiche di Bouguereau

Al blog è giunta una riflessione/domanda, Rosy vuole sapere come si fa a capire quando è solo attrazione sessuale o c’è di più: è amore. Rispondiamo con le considerazioni tratte dal libro di Francesco Alberoni Lezioni d’amore, ed. BUR.

Come ti accorgi che non è solo sesso ma amore?
…L’amore è sempre possessivo, è sempre geloso. Dice: “Quest’uomo è mio, questa donna è mia e non posso sostituirli con nessun’altro!” Sei stata prima con l’uno e poi con l’altro per provare, per vedere cosa succede. Ma se era un vero amore, per quanto tu abbia incominciato in modo superficiale, per gioco, se ora scopri che lui va a letto con un’altra, ti senti annientata. Quel sesso che prima ti sembrava così facile, così leggero, ora ti appare una catastrofe e lui ha un bel dirti che non era importante perché, se ami, non puoi accettare che lui scelga volontariamente il piacere sessuale con un’altra, invece che con te. Quel tradimento ti rode, ti avvelena.
Francesco Alberoni © Riproduzione vietata

Cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza?


lunedì 23 settembre 2013

Lo facciamo di venerdì?


L'amore non è organizzazione 



Il nuovo film di Pascal Chaumeil Un piano perfetto è una commedia sentimentale a tratti divertente: non sarà di un'originalità pazzesca ma a volte si ha voglia di cose non troppo complicate e poco impegnate. Sono uscita dal cinema con un bilancio positivo: mi sono un po' divertita e ho portato con me qualche pensiero per il blog dell'amore. La storia è questa: le donne di una famiglia francese da generazioni falliscono con il primo matrimonio, mentre vanno bene col secondo. La causa del rottura sarebbe una “maledizione” così la protagonista, Isabelle, promessa sposa ad un bello, perfettino e un po' stereotipato, decide di organizzare un primo matrimonio...per poi divorziare subito e sposare il suo amore. Convinta di poter aggirare la maledizione. Le cose non andranno come lei aveva previsto....non aggiungo altro per non rovinare il gusto di andare a vederlo se ne avrete voglia. Questo è solo lo spunto per dire che l'amore non nasce, cresce, e si evolve seguendo schemi. Il fidanzato perfettino di Isabelle è super organizzato, la sua settimana è scandita secondo regole ferree che comprendono anche i divertimenti e gli incontri sessuali. Venendo alla vita quotidiana, ho ascoltato molti racconti in cui gli incontri dedicati all'eros vengono stabiliti a tavolino quasi fossero medicine da prendere secondo prescrizione medica. Questo approccio uccide il desiderio e, introducendolo in una schiacciante routine, strappa brutalmente le ali ad Eros. Il dio alato descritto da Platone scaglia frecce all'improvviso, dorme ovunque, non teme le scomodità e non conosce le agendine per gli appuntamenti...L'amore sa fare grandi fatiche per ottenere il suo scopo ma in cambio chiede un libera creatività alla quale, per nutrirlo, dobbiamo cedere: tutti, femmine e maschi. Perché noi siamo qui per parlare d'amore, per salvarlo dalla monotonia, dalla confusione, dall'appiattimento. Perché esso sia nuovamente se stesso e sappia farci ancora emozionare. Credo sia, a volte, la paura di perdere l'innamorato/a a farci accettare certi dettami e non ci rendiamo conto che proprio accettandoli lo/la perdiamo. Il mio discorso può apparire una banalità ma il nostro errore è spesso quello di sottovalutare le ovvietà.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 15 settembre 2013

Ho sbagliato!

Sai ammettere i tuoi errori?

immagine tratta da Deabiday,tv


Ammettere i propri errori, quanti di noi lo sanno fare? Eppure questo passaggio è fondamentale nella vita di coppia. Ci sono casi in cui purtroppo la storia d'amore si consuma a causa di un errore, quello di rimanere ognuno nelle proprie convinzioni, ognuno sicuro di avere subito un torto dall'altro: ci intestardiamo senza andare a fondo per osservare che, forse, anche noi abbiamo una parte in causa. Mettiamo da parte gli stereotipi, dimentichiamo alcune frasi come “Gli uomini sono tutti uguali o le donne vogliono avere sempre ragione”. Siamo qui con il partner ed anche se avesse delle similitudini con altri, non è gli altri o le altre, ma solo la persona che amiamo. Per ammettere i nostri errori bisogna fare un passo in più, dobbiamo trovare nel nostro profondo una dote indispensabile: l'umiltà. Essa ci permette di dire all'altro: “Ho sbagliato”. La reciprocità di questa ammissione dà il via ad un nuovo corso della storia, possiamo insieme liberarci dalle ruggini, dai bocconi amari ingoiati e scoprire insieme se ancora ci amiamo. Credo ne valga la pena mettere in atto un iter apparentemente laborioso e difficile se il risultato sarà il rinnovamento del nostro amore. Esso ci porterà gratificazione, gioia, rinnovata voglia di vivere. Non mi sembra poco!
Non vi dirò chi dei due deve fare il primo passo, sarà facilitato chi è dotato di maggiore umiltà. Se volete mettere in discussione, lavorare per ricostruire e riuscire nell'impresa non fermatevi a pensare: “Vediamo se lo farà lui o se lo farà lei?”. Fatelo e basta.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 8 settembre 2013

Solitudine e vita di coppia

Meglio soli o ...




“Coltivare la solitudine, fin dalla giovane età: questo sarebbe un bellissimo esercizio filosofico ed emotivo”. Così afferma Lucilla una lettrice del blog. Questa considerazione mi ha fatto riflettere sul senso della solitudine e al contempo sulla nostra capacità di stare in coppia. Dobbiamo accontentarci di un amore qualsiasi? No, questo ci conduce ad una solitudine interiore, prima ancora che reale, difficile da gestire. Accettare un amore qualsiasi col timore di non trovare di meglio, per paura di rimanere soli, convinti di non essere in gado di cercare il più soddisfacente…sono tutti comportamenti che remano contro una vita gratificante. Meglio rischiare, ferirci per capire i nostri errori, per comprendere che la persona che abbiamo amato non era adatta a noi, meglio provare il dolore, superarlo per poi ri-nascere, che vivere nell'apatia  Che vivere in uno stato di finto equilibrio sperando di essere al riparo dalle delusioni. Le delusioni ci rincorreranno ugualmente e saranno delusioni per il nostro essere frenati dalla paura piuttosto che dolenti per colpa di un partner che non ci ha amato. Allora sì, è meglio imparare a vivere soli, impararlo fin da piccoli per non cercare l’altro solo per riempire i nostri vuoti, per non usarlo come narcotico delle nostre paure. L’altro dovrà essere il meglio per noi e allora, chi sa vivere solo, possiede qualche chance per stare bene in due. Vivere bene soli significa imparare a stare bene con se stessi, ad essere felici per piccole cose quotidiane senza dipendere da qualcuno: la nostra vita non può diventare un’altalena che va su e giù seguendo l’umore di qualcun altro. Forse questo obiettivo è difficile per molti, per quelli che solo con un partner si sentono completi, socialmente accettabili, a loro dico: impara a vivere bene in solitudine, questo ti salverà preparandoti a vivere bene con l’altro.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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lunedì 2 settembre 2013

La ferita del tradimento

Tradimento: Perché anche se mi sono liberata di lui ora soffro così tanto?


Immagine tratta da www.wwtu.it

Come si può reagire al tradimento del partner quando il rapporto non può continuare: “Perché anche se mi sono liberata di lui ora soffro così tanto?” Questa è una domanda molto comune alla quale si fatica a trovare una risposta. La ferita del tradimento a volte è per noi insanabile e sappiamo di non essere in grado di perdonare il nostro partner per cui decidiamo di lasciarlo. Spesso fin qui tutto, o quasi, accade sull’onda dell’emotività, siamo preda della rabbia e agiamo senza molta consapevolezza. Anche separazioni come queste creano però una buona dose di sofferenza e spesso ci si chiede il perché ciò procuri tanto dolore. In realtà ci aspetteremmo che, dopo il senso di liberazione iniziale, prendesse posto nella nostra anima ferita la quiete e la soddisfazione per aver fatto quella che ritenevamo essere l’unica scelta possibile. Ma la sofferenza sembra non averci abbandonato e ciò perché non abbiamo fatto i conti con quello che abbiamo perduto che non è solo il traditore. Durante la fase costruttiva del nostro legame era nata una nuova parte di noi, il noi-come-coppia, che sanciva l’unione e ne dava una valenza reale. Dal quel momento il noi-come-coppia ha iniziato a sperimentare non solo la vita tra due, ma è cresciuto anche nella relazione con il mondo, è cresciuto grazie a tutte le relazioni che noi, in due, abbiamo instaurato con gli altri. Ora questo noi si è spezzato, è dovuto soccombere a causa della fine dell’unione e una parte di noi stessi è scomparsa con esso. È come se avessimo perduto qualcuno che ci era caro e la sofferenza non è che il segnale della perdita. Non ci resta quindi che operare concretamente su questa perdita.
Ci sono dei passi fondamentali da compiere:
1.     La perdita è avvenuta, non continuiamo a ragionare come se il partner facesse parte ancora della nostra vita
2.     Una parte di noi se ne è andata, non continuiamo a rievocarla con nostalgia
3.    Cerchiamo qualcosa di nuovo su cui riporre le nostre energie, è un modo per credere ancora nelle nostre risorse
A questo punto possiamo ri-considerare almeno mentalmente la possibilità di impegnarci in un nuovo amore e da questo punto siamo pronti, forse, per un nuovo amore, ma ricordiamo che il nuovo noi che nascerà non dovrà annientare la nostra individualità.
Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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giovedì 15 agosto 2013

Arrivederci a settembre!



Il blog dell'amore torna a settembre con le risposte di Maria Giovanna Farina ai vostri quesiti. Potete spedire le vostre mail a mg.farina2@alice.it
A presto!


lunedì 29 luglio 2013

Quando siamo davvero innamorati?

La lontananza




C’è un criterio unico finale in base al quale possiamo decidere che sì, siamo veramente innamorati? Mi sembra che la miglior risposta ce la dia questo delicato brano di Barthes “Sono innamorato? Sì, perché sto aspettando. L’altro invece non aspetta mai. Talvolta ho voglia di giocare a quello che non aspetta, cerco allora di tenermi occupato, di arrivare in ritardo, ma a questo gioco io perdo sempre, qualunque cosa io faccia mi ritrovo sempre sfaccendato. La fatale identità dell’innamorato non è altro che ‘io sono quello che aspetta’.
Ma spesso la vera prova, quella che non lascia dubbi, la troviamo solo nel dolore della distanza, nell’attesa in cui il tuo amato non viene. Anche l’amore nato dall’erotismo più scanzonato e giocoso diventa certezza d’amore solo quando viene sottoposto alla prova del distacco. Separati proviamo un dolore atroce e comprendiamo che, senza il nostro amato, non possiamo vivere, non possiamo respirare. Abbiamo assoluto bisogno della sua presenza fisica, di sentirci dire ti amo. Ma il distacco ci insegna molte altre cose. Ci fa conoscere meglio noi stessi e l’altro, i nostri e i suoi limiti, ci insegna a essere forti, ma anche prudenti. L’amore nasce dal piacere, ma si forgia nella realtà della sofferenza.

Francesco Alberoni (L’arte di amare, ed Sonzogno) © Riproduzione vietata


lunedì 22 luglio 2013

Cos’è l’amore

Risposta ai vostri commenti




Grazie per tutti i vostri commenti interessanti e ricchi di riflessione. Parto da Giusy e dal suo indirizzarci alla ri-educazione all’amore: è proprio quello che si propone il blog! Abbiamo bisogno di comprendere cosa sia l’amore perché in parte, forse, ce lo siamo scordato, esso è libertà di espressione, libertà condivisa come dice Paola e sottolinea Paolo. Il grande amore quello di tutta una vita, è una scelta consapevole e condivisa ogni giorno afferma Zenone. Iris sostiene che l’amore sia sempre una gabbia. Così Silvia e Lucia parlano di libertà. Siamo tutti d’accordo che l’amore sia libertà, non riusciamo a concepirlo come gabbia per via della sua natura dedita al “volo”. Ricordiamo che Amore (Eros) è un semidio, così lo descrive Platone nel Simposio per bocca di Diotima di Mantinea, che non è mai pago: vive di espedienti, dorme ovunque anche per terra ed è sempre alla ricerca della propria parte mancante. L’altro che lo completa. Una descrizione metaforica che dice tutto sull’origine dell’Amore. L’amore sa rendere migliore la nostra vita? Sì, a patto di sapere cosa stiamo cercando. Ognuno può scegliere la vita che preferisce, se vivere amori passeggeri, occasionali o di puro incontro sessuale, ma se vogliamo il grande amore entriamo in un altro ambito. Allora dobbiamo impegnarci a cercarlo, a riconoscerlo, a catturarlo, a custodirlo, ad alimentarlo e a farlo vivere il più a lungo possibile: un bell’impegno! Per questo un po’ provocatoriamente ho ipotizzato potesse essere anche una gabbia: l’amore è un faticoso impegno e se lo si vuole si deve essere consapevoli della cura che ci attende. D’altro canto in cambio sa darci sensazioni, sentimenti, una nuova Weltanschauung, una nuova visione del mondo che noi stessi con il/la nostra partner possiamo plasmare. Con il vero amore perdiamo lo status dei “comuni mortali” per elevarci al sublime e, finché ameremo così intensamente, non ci sarà spazio per nessun altro affetto passeggero, fuggevole, evanescente. Il nostro essere sarà solo per quell’amore che ci ha catturati.

Maria Giovanna Farina  www.mariagiovannafarina.it  © Riproduzione vietata



Weltanschauung, poesia ispirata all'articolo, di Silvia Calzolari


Frodi di niente
a maturo vuoto
di chiaronulla
ri-fiutano tormento
snaturato come agguato
a braccia di semidio
impalpabile insinuante.
Cosca gabbiafiorita
lucida a fulgida natura
confusa mancante
libera d'essere in essere.
?Cosa cerca?
immobile spaurito
pregno di dolore scalzato
se non sola(re) spinta
vaga a debordante luce…
Nuovo mondo dipinto
cura colori senza risposta 
come sfera sdoppiata
rossa di fortecarne fragile
a sorriso d'azzurri
ri-succhia-nti
d'im-mortalelevazione
…come fosse infinito.

Silvia Calzolari

domenica 14 luglio 2013

Libertà o gabbia?

Fa bene il grande amore? O è una gabbia?


“Ma siamo sicuri che il grande amore che dura possa essere la cosa migliore? È per forza un bene per noi?” Mi chiede G. (non vuole essere identificata). Non siamo sicuri di nulla a questo mondo! La cosa importante è posta nella domanda, dobbiamo capire se è un bene per noi. Per far ciò è necessario partire da due aspetti importanti:
primo - l'amore è impegnativo specialmente se si manifesta come qualcosa di forte che travolge
secondo - è molto bello e molto difficile allo stesso tempo.
Il lato negativo più evidente è quello di farci sentire in prigione, in una situazione in cui non possiamo uscire se non perdendo la passione che stiamo vivendo; ogni cosa, anche la più bella, ha il suo lato negativo. 
Il grande amore ci tiene legati e ciò può non piacere a tutti, allo stesso tempo quando ne siamo coinvolti non vorremmo essere uniti se non a quella persona. 
Questa riflessione mi ha fatto venire in mente un bellissimo romanzo che vi suggerisco: La lettera d'amore, Cathleen Schine, Adelphi 1996
Siamo in una classica cittadina di provincia sulla costa atlantica degli Stati Uniti, Helen, un’affascinante cinquantenne divorziata, crea una delle più accoglienti librerie che si possano immaginare. Helen è una donna carismatica che tutti gli uomini la sognano. Un giorno trova una lettera d’amore tra la sua corrispondenza. Si tratta di un semplice foglietto piegato in malo modo senza busta e firmato con uno pseudonimo. Sembra una lettera comune ma la colpisce fino all’ossessione e da lì inizia a supporre chi possa averla scritta e a chi sia ispirata. La libraia apparentemente non cerca più l’amore, ma non disdegna incontri galanti con i clienti della libreria a patto che non si trasformino in relazioni vere e proprie. Finché un giorno…tutto cambierà. Una piacevole lettura che può dare spunti di riflessione sia ai maschi che alle femmine, riflessione sull'amore e i rapporti di coppia utile per capire che cosa sia meglio per noi: il grande amore o solo l'avventura?


Maria Giovanna Farina  www.mariagiovannafarina.it  © Riproduzione vietata

domenica 7 luglio 2013

Amori e vacanze

Quando l'amore nasce sotto l'ombrellone




Cinzia, una lettrice del blog, mi parla del suo amore con un uomo che dura da cinque anni “contro ogni previsione”: si sono conosciuti al mare ed ora convivono felicemente. È vero, si dice che gli amori nati sotto l'ombrellone siano sempre frivoli, passeggeri e durino il tempo della vacanza. Ciò si può osservare con l'esperienza, durante le vacanze si ha voglia di evasione, di vivere avventure nuove, di conoscere nuovi mondi anche se si tratta solo del nostro vicino o vicina di ombrellone. È bene non rinunciare ai nostri desideri, l'importante è diventarne consapevoli e non aspettarci con certezza che il grande amore sia la persona gentile e seducente incontrata in un periodo dell'anno in cui un po' tutti, anche chi è impegnato, può aver voglia di sfarfalleggiare. Bisogna imparare a distinguere chi cerca solo evasione da chi desidera una relazione seria. Ma non è facile ancor più a causa del contesto vacanziero. Allora che fare? Per prima cosa goderci la vacanza senza porci troppe domande, almeno per questi giorni mettiamo un po' a riposo anche il questionario. Secondo non farsi troppo abbagliare dagli incantatori di serpenti. Terzo, una volta conosciuto qualcuno che ci piace non scopriamo subito le nostre carte e viviamo la conoscenza o la storia con leggerezza senza pensare al domani. Alla fine della vacanza, quando ognuno tornerà alle proprie occupazioni, potremo comprendere se c'è amore o è stata solo una piacevole parentesi. Ma se vi capitasse un grande stravolgimento e l'amore dovesse scoccare la freccia non scappate per dar ascolto ai detti popolari: il grande amore può nascere ovunque, anche sotto l'ombrellone!
Maria Giovanna Farina - www.mariagiovannafarina.it  © Riproduzione vietata

per inviare i vostri quesiti e raccontare le vostre esperienze mg.farina2@alice.it