lunedì 15 dicembre 2014

Amore erotico


Articolo tra i primi pubblicati ripreso per fare il punto su l'amore che dura.



Ho sostenuto che l’innamoramento è l’unica esperienza umana in cui abbandoniamo il nostro l’egoismo, il nostro narcisismo e ci dedichiamo ad un altra persona adulta, che vediamo stupenda, migliore di noi stessi a cui doneremmo tutto ciò che possiamo. Solo nell'esperienza dell’innamoramento ci liberiamo della volontà di potenza, ci sottraiamo al mondo della violenza e del dominio. Ce lo ricorda Sartre ne L’essere e il nulla quando dice “l’altro mi soggioga ed io, per liberarmi, tento di soggiogare lui. Solo nell'amore ci si può sottrarre a questa necessità di conflitto”. Ma l’amore è molto di più, trasfigura non solo la persona amata, ma tutti. Quando amiamo e siamo riamati, ci immettiamo nel grande respiro dell’universo... Diventiamo parte del suo moto e della sua armonia. Siamo come una nota musicale di una grande sinfonia. Ma perché limitare questa, l’abbandono della competizione della lotta al piacere di dare all'altro nell’innamoramento? Non basta l’incontro erotico, l’amore connesso con il rapporto sessuale? Due persone che fanno all’amore sono felici di stare insieme, non vogliono prevalere l’una sull’altra, cercano e si danno solo piacere. Perché non basta e chiamo in causa l’innamoramento? Perché l’incontro erotico in quanto tale non produce uno stato duraturo di amore. Finito il rapporto e il piacere sessuale due persone possono lasciarsi e non incontrarsi mai più. Oppure invidiarsi, entrare in conflitto. Per quanto bella, l’esperienza provata svanisce. La pura sessualità, per quanto importante, meravigliosa, non può essere una esperienza fondante. In precedenza abbiamo detto “nell’innamoramento ci immettiamo nel grande respiro dell’universo, diventiamo parte del suo moto e della sua armonia”. Ma questa esperienza è il prodotto dello “stato nascente“ da cui sorgono tutte le formazioni sociali. È il momento divino delle origini, della nascita della società, della creazione di una nuova comunità. L‘incipit vita nova, tutto ci appare trasfigurato, rinnovato, puro, felice, perfetto. Io sostengo che l’essere umano è pienamente se stesso solo grazie a questa esperienza fondante perché solo così sperimenta il valore assoluto della persona umana, la straordinaria bellezza del mondo, la fondamentale bontà dell’uomo. Solo così crede che sia possibile superare le malvagità di cui siamo impregnati, che hanno insanguinato la nostra storia e che inaridiscono la nostra vita sociale. E’ perciò alla base della speranza. Questo può avvenire sul piano collettivo al nascere di un nuova fede, di una nuova religione, di una nuova nazione, ma solo eccezionalmente e spesso con esperienze violente e crudeli. Mentre viene sperimentato da qualsiasi essere umano nel corso della sua vita proprio attraverso l’innamoramento. Per questo Nel libro Innamoramento e amore io ho definito l’innamoramento lo stato nascente di un movimento collettivo formato da due sole persone. Per questo occorre però distinguere il vero innamoramento da altre esperienze amorose dove sono in gioco altri meccanismi come le attrazioni momentanee e le infatuazioni. Di qui la necessità di elaborare un sapere sull'amore  una fenomenologia, una tipologia, una tassonomia.
Per porci il problema del grande amore erotico trattato nel mio libro l’arte d’amare, noi dobbiamo avere queste conoscenze. Il grande amore erotico che dura infatti è possibile solo a partire dal vero innamoramento però non ne è un semplice prolungamento. L’innamoramento stesso infatti non è un processo e il grande amore erotico che dura è un processo ancora più complesso che si alimenta anche da altre fonti e si rafforza anche con altri legami e altre regole. Il libro L’arte di amare è perciò una completa teoria dell’amore che dura conservando molte proprietà della passione, dell’incantesimo delle origini. A cui si arriva solo attraverso un sapere grazie cui si possono evitare molti errori che avvelenano la coppia e che invece suggerisce le azioni che consentono alla coppia innamorata di rinnovarsi e di rinascere. A conclusioni di questo breve scritto aggiungerò che il grande amore erotico che dura è l’unico tipo di rapporto che consente di continuare a provare un piacere erotico elevatissimo, ogni volta una vera e propria beatitudine. E questo spiega lo slogan del libro: il grande amore erotico dura perché rinasce e ogni volta ti incanta e ti stupisce.








Francesco Alberoni, sociologo e scrittore
www.alberoni.it



Tutti i diritti riservati

mercoledì 10 dicembre 2014

Amore ed erotismo


In una coppia può smettere di esistere il connubio amore ed erotismo? 

acquarello di Daniela Lorusso

Questa la domanda di una lettrice, Susi, giunta al blog. Sì, l’amore può trasformarsi in amore fraterno, forte, intenso, avvolgente ma non più erotico. E allora tutto cambia, l’unione si deve reinventare altrimenti finisce. Però ci sono anche momenti in cui l’erotismo si interrompe per fattori esterni alla coppia come ad esempio quando nasce un figlio e la mamma è completamente assorbita dal suo cucciolo: in questi casi non bisogna allarmarsi ma attendere che tutto ritorni all’originario equilibrio. Non è facile trasformare il rapporto di coppia, fatto di slanci appassionati creati da amore ed erotismo, in amore fraterno, ma a volte accade. Succede che il nostro oggetto d’amore perda il suo significato, viene come dice la psicoanalisi “disinvestito”, vale a dire spogliato di tutta la carica erotica di cui lo si aveva ricoperto. Ora ciò che abbiamo di fronte è un uomo o una donna a cui magari vogliamo ancora bene, ma non ci attrae più e la cosa può spingere in uno stato angoscioso: ci dispiace ma non possiamo recitare la parte degli innamorati se non lo siamo più. Non ne siamo capaci e forse non ci sembra onesto. E allora? Allora cadiamo nel dilemma: ci lasciamo o stiamo insieme come fratelli? Questa è una scelta troppo personale, seria, totale per dare un suggerimento valido per tutti. L’unico spunto che mi sento di dare è: valutate se tutti e due siete in grado di trasformare il vostro rapporto altrimenti per chi non può accettare il cambiamento diventa troppo doloroso.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 30 novembre 2014

Dimmi che mi ami: i vostri messaggi sull'amore

ABBI CURA DELL'AMORE



25 novembre 2014. Durante la presentazione del mio romanzo Dimmi che mi ami, Silele Edizioni abbiamo dato inizio al movimento di educazione sentimentale ABBI CURA DELL'AMORE. Ecco i bigliettini dei partecipanti che ho trascritto. Alcuni non sono riuscita a decifrarli....Vi invito a scriverne ancora nel blog. Grazie per la sentita partecipazione con la scrittura! Maria Giovanna

  • I folli che non sanno che sei proprio tu a guidare il loro amore
  • Scoprire di non aver bisogno di te mi fa scoprire quanto ti amo!
  • La donna...il sesso debole...(ma dove?)
  • La donna genera e dà la vita, maltrattandola e violandola, maltratta e viola la vita e quindi noi stessi (Nino)
  • Amore/amare con rispetto e umiltà
  • Lo stereotipo ci rende prigionieri di noi stessi impedendoci di amare
  • Vorrei uscire di casa senza essere considerata un oggetto (MT)
  • Fino ad ora pensavo che la parità dei sessi fosse solo una rincorsa a fare quello che gli uomini fanno da sempre nel contesto lavorativo a cui si aggiunge l'arcaico lavoro femminile e invece scopro che devo accettare che anche l'uomo faccia ciò che è rosa (LD)
  • Vorrei saper amare di più ma è difficile
  • Femminile e non femminista!
  • Contraddittorio convincente intrinseco umano (CD)
  • Mi sento tanto amata quando sono rispettata!!!
  • Cercando i punti di contatto delle due metà, si tende a perdere l'istintualità che aveva fatto nascere l'amore (Mirella Manca)
  • Dialogando e soffrendo nel reciproco rispetto. Vi siete amati per tanti anni. E io a guardarvi. Questi erano i miei genitori. (CC)
  • La differenza tra un uomo e una donna rappresentano la principale risorsa a cui attingere nelle difficoltà (EC)
  • L'amore è dirsi anche Ti amo
  • Il vero amore è grande
  • L'amore non espresso non lascia traccia
  • L'amore va curato sempre
  • Alla fine di ogni storia resta solo l'amore dato e ricevuto e dopo 33 anni ci sorridiamo ancora (R e M)
  • Amore= distruzione dell'Io (pronome personale singolare) e costruzione del noi (pronome personale plurale)
  • La libertà è essenziale come l'aria, la gelosia invece soffoca il vero amore (firma non comprensibile)
  • Non credo nell'amore persistentemente folle perché può degenerare nella gelosia e nella violenza mi piace la tenerezza delle mie coppie di anziani che insieme hanno superato difficoltà e creato
  • Voglio amare con un cuore grande come la mia mamma. Viziati d'amore. (Nuccia)
  • L'amore è una qualità radiante come il sole (Antonella)
  • Amare è distinguere le pozzanghere dai fossi
  • La libertà è la base dell'amore
  • Amare è Amore, Amore è Amare (Rc)
  • L'amore è la forza di un bosone (T)
  • Ogni giorno, imparando ad amarmi come sono, imparo ad amare l'altro, rispettando la sua libertà di essere se stesso. Serenamente. (Anna)
  • L'amore è mangiare cucchiaini di Nutella quando prima odiavi il cioccolato.
  • Si parla sempre di uomini che odiano le donne, ma se noi donne fossimo più complete, consapevoli, molte situazioni spiacevoli potrebbero non accadere. Siamo parte attiva, tocca anche a noi.
  • A.M.O.R.E. Amare Mai Ovunque Rinascita Eterna (Loredana)   

lunedì 17 novembre 2014

Dimmi che mi ami

Dimmi che mi ami, il mio nuovo romanzo

Maria Giovanna Farina fotografata da Rosa Colacoci


Dimmi che mi ami, Silele edizioni, è una storia d'amore che mostra il percorso di una donna e di un uomo appartenerti a mondi differenti che si incontrano, si innamorano e crescono insieme dal punto di vista sentimentale. Lei una trentenne stilista di moda, lui un pilota di linea, entrambi realizzati dal punto di vista professionale sono completamente impreparati a gestire un vero amore. In questa cornice si snoda la storia che, a tratti avventurosa e con colpi di scena, conduce alla scoperta di un sentimento che sa essere terapeutico. Questo il nucleo centrale del romanzo, poi le varie sfaccettature del racconto conducono il lettore a riflettere filosoficamente e psicologicamente sul disvelamento dell’interiorità dei personaggi, sul loro passato che influenza il presente, sul loro imparare a conoscersi reciprocamente. Attraverso il dialogo fatto di parole, gesti e atti d’amore erotici i due giungeranno alla maturità affettiva.
Maria Giovanna Farina

Scheda di Dimmi che mi ami, Silele edizioni


venerdì 14 novembre 2014

Dimmi che mi ami

Da quando ho letto il Simposio di Platone l'Amore mi ha colpita con la sua freccia appuntita e non mi ha più abbandonata. Vi presento il book-trailer del mio nuovo romanzo "Dimmi che mi ami" Silele Editore.

Maria Giovanna Farina

domenica 26 ottobre 2014

Nessuno mi ama


Non smettiamo di cercare Amore...


Rispondo a Roberta e a chi mi ha fatto questa domanda più volte: "Perché nessuno mi ama?" Il discorso è lungo e richiederebbe una conoscenza approfondita del singolo caso, ecco quindi una riflessione che può essere il punto di partenza per una ricerca individuale. Ognuno può partire dalla propria esperienza.

Amor che a nullo amato amar perdona” così parla Francesca da Rimini nel celebre discorso del V canto dell’Inferno di Dante. “L’amore fa sì che chi è amato a sua volta riami”, ma c’è sempre reciprocità in campo amoroso? Pensiamo a quanto tempo hanno perduto uomini e donne nell’attesa speranzosa che la persona oggetto del loro amore ricambiasse lo stesso sentimento. Certe attese consumano l’anima (e il corpo). L’amore non ha quindi in sé capacità curativa, siamo solo noi a poter incanalare questa forza vitale e scegliere di non sprecarla in situazioni che non la meritano. Pensiamo a tutti quei legami che stanno in piedi grazie al sacrificio di uno solo dei partner. L’amore è una potente forza vitale, lo aveva compreso già Platone (428-348 a.C.), ma quando lo si lascia operare attraverso la pura illusione può diventare una forza distruttiva fino ai casi estremi in cui diventa forza omicida. Non dobbiamo sprecare la sacralità dell’amore altrimenti tutti i lati eccezionali della passione amorosa, come ad esempio l’esplodere della creatività, si annullano tristemente. Può sembrare banale ma non smettiamo di cercare: troveremo sicuramente qualcuno che ci ama.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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martedì 21 ottobre 2014

I lucchetti e l’amore


Amore e serrature


Immagine da si24.it



I ponti presi d’assalto dai lucchetti dell’amore: un’usanza che all’inizio mi ha fatto sorridere pensando all’amore adolescenziale. Poi con il tempo mi sono interrogata, la filosofia mi “impone” di farlo. Ma che amore sarà quello che ci ordina di amarci per sempre con l’obbligo di farlo! Ora l’abitudine è arrivata fino a Bagdad…che meraviglia! Chi mette il lucchetto butta via la chiave, quindi simbolicamente non lascia possibilità a se stesso e neppure all’altro di ripensare la relazione. Questa azione rema contro la libertà e favorisce il prosperare della mentalità stereotipata del “Sei mia/mio per sempre anche se non lo vuoi più”.

Non mi dilungo con questa riflessione, il mio desiderio è solo lanciare lo spunto e concludere con un suggerimento: se proprio volete mettere un lucchetto al vostro amore ricordate che non sarà una serratura a conservarlo e, se proprio volete sto benedetto lucchetto, non commettete la follia di buttare la chiave….!

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 12 ottobre 2014

Quando lui ama i tuoi soldi

Amore  e denaro
immagine tratta da torange-it.com

Siamo su un altro pianeta che non si chiama amore, ma interesse. Con la crisi economica aumentano i cacciatori di dote, o per meglio dire di quattrini da sottrarre ad illuse signore. Mi sono arrivate più d’una lettera con questo triste contenuto: uomini che cercano non un amore, ma il denaro da spendere. Certamente questo accade anche nell'altro sesso: ci sono anche donne cacciatrici di dote, non è una novità. Ma non è questo il caso che mi è stato segnalato in più occasioni. Quanto è facile cadere in certe reti, quanto è facile credere all'apparenza quando si è fragili e alla ricerca di un equilibrio interiore, di una gratificazione sentimentale magari dopo una brutta delusione. Si diventa facili prede non solo di Don Giovanni, ma di volgari predatori capaci di raccontare un bella favola. La favola dell’amore che lui stava cercando e finalmente ha trovato, ma è una menzogna difficile da affrontare quando ci si accorge della trappola dove si è caduti. Una volta cascate in un simile tranello si finge che non sia vero e si trovano scuse per giustificare il comportamento spregiudicato di lui. Si può immaginare con facilità quanto sia pesante accettare di essere oggetto di interesse solo economico, quindi è meglio negare l’evidenza. Come sappiamo, anche in altri casi della vita, negare la verità conduce in un baratro sempre più profondo, allo stesso tempo come si fa a trovare la forza di reagire ad una situazione così contraria alla buona considerazione di sé? Per prima cosa ricordiamo una semplice regola: meglio soli che male accompagnati. Odo già la risposta: ma se mi sento sola, è logico che cerco compagni. Invece, non è logico, non è sano, non è ciò di cui si ha bisogno. La prima regola della buona vita è imparare a stare bene da soli: quando si sta bene con se stessi non si accetta un uomo qualunque, non si chiudono gli occhi di fronte a certi comportamenti ambigui di lui, non si crede più alle favole. È fondamentale raggiungere un buon equilibrio, solo così si è pronti ad incontrare una persona degna della nostra fiducia. Non ci sono altri suggerimenti utili se non promuovere l’indipendenza fin dalla più tenera età e poi lavorare per farla crescere.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 21 settembre 2014

Non credo più all'amore

Non credo più all'amore! E tu ci credi?

Immagine tratta da www.grafiksmania.com

Questa è una tra le domande, ahimè, più “gettonate” che mi arrivano un po' da tutte le parti alla quale desidero dare la mia risposta.
Cosa vuol dire credere? Vocabolario alla mano, credere significa dare credito, di conseguenza avere fiducia in qualcuno o in qualche cosa. Chi è sfiduciato ha subito una disillusione e non crede più nell'amore e (nella) nelle persone con le quali ha vissuto una relazione. Direi che il verbo credere debba essere cancellato, senza più aspettare un attimo, dal vocabolario amoroso. Credere vuol dire esser sicuri di qualcosa, chi crede in Dio è certo che Egli esista. Ma come si fa a credere in qualcosa che per esistere ha bisogno di libertà? Non a caso Eros, il dio greco dell'amore, è munito di ali e svolazzando qua e là lancia frecce portatitici di innamoramenti. Con ciò voglio dire che l'amore per sua natura non può essere imbrigliato “nell'eterno” e le nostre delusioni nascono dal fatto che vorremmo lo sia. Se il partner ci confessa di considerarci l'amore più grande che abbia mai incontrato è senz'altro vero, il problema è spesso nostro che in questa dichiarazione leggiamo le due parole “Per sempre”. È la condizione mentale descritta ad ingannarci, il nostro preconcetto dell'eterno amore ci conduce lontani dall'attimo che stiamo vivendo. Se invece ci avvicinassimo all'amore nel rispetto e nella sincerità, ma senza pensare troppo al domani, potremmo costruire un rapporto piacevole e se poi durerà: tanto meglio. A quel punto, quando avremo in mano delle prove che è un amore con le caratteristiche della durata, dovremmo impegnarci tutti e due per mantenerlo giovane, fresco, appassionato, eroticamente attivo, sentimentalmente solido... certo il “Per sempre” sa metterci al riparo dalla paura della perdita, ma è proprio questo preconcetto a condurci in una posizione interiore non adatta all'amore. Non voglio dirvi che l'amore deve essere effimero, tutti noi vogliamo amare ed essere amati, ma ricordiamo che serrature, sbarre, lucchetti...non confanno all'Amore.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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mercoledì 17 settembre 2014

L'amore mancato

Come si fa a "riempire" il vuoto se il ti amo ci è stato negato nell'infanzia?




Questa è la domanda semplice, precisa e lapidaria che è giunta al blog dell'amore. Rispondere con altrettanta sintesi è molto complicato, ma proverò a dare un suggerimento praticabile come sono solita fare. La prima cosa da non fare è riempire quel vuoto con un innamorato o un'innamorata: quel vuoto è incolmabile, ciò che nell'infanzia ci è stato negato non potrà ridarcelo nessuno. Solo una presa di coscienza lucida e davvero percepita nel profondo di noi, ci può far compiere il primo passo. Quando da bambini non ci hanno amato, o non sono stati capaci di trasmetterci l'amore che ci era dovuto, diventiamo adulti con carenze affettive e per superare il nostro vuoto abbiamo bisogno, piano piano, di imparare ad accettare questa realtà; possiamo tentare di farlo, nei casi meno gravi, anche da soli cercando di scoprire il perché del non amore. Se è vero che dobbiamo “perdonare” chi non ha saputo amarci, allo stesso tempo proponiamoci di smettere di desiderare la mancanza. Liberiamoci dal marchio del non amore. Come ho già più volte ripetuto, l'amore prevede una buona dose di libertà, anche la libertà dalla schiavitù di un amore a tutti i costi. So che non è semplice da realizzare, ma solo se ci sapremo riscattare dal bisogno potremo riuscire ad amare qualcuno davvero e non desiderarlo come un sostituto, come un oggetto da cui dipendere per riempire il vuoto. Il vuoto si riempe con un amore libero che sa essere scambio, confronto e simmetria.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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lunedì 28 luglio 2014

Il blog ritorna a settembre

Non scordiamo l'amore



Il blog dell’amore torna a settembre, nel frattempo chi vuole scrivermi lo può fare a mg.farina2@alice.it
Risponderò con piacere alle vostre domande attraverso il blog. Buon agosto a tutti…e non dimenticate mai l’amore!

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

domenica 15 giugno 2014

Amori estivi

Amori sotto l’ombrellone…si comincia da lì


Immagine tratta da tuttosuilibri.com


Siamo in estate, è l’epoca classica degli amori delle vacanze non solo per gli adolescenti ma anche per tutti gli adulti alla ricerca di un po’ di evasione, cambiamento, novità. Gli amori estivi si ritiene non possano durare, così pensa soprattutto la tradizione popolare e anche se una qualche ragione ce l’ha, non sempre vale il detto vox populi vox dei. Può essere che un amore estivo giunga alla sua fase più matura e si trasformi in qualcosa di profondo e magari per la vita? Perché no! Mai dare nulla per scontato. La stagione calda porta a spogliarsi degli abiti pensanti del freddo inverno e a mettere a nudo il corpo, ciò favorisce l’approccio. Metaforicamente può rappresentare il desiderio di incontrare l’altro con meno barriere. Spogliarsi dei rigidi atteggiamenti significa essere più disponibili e di conseguenza meno timorosi, più liberi nel senso ampio del termine: la mente e il corpo ri-tornano favorevolmente sintonia con l’ambiente, si diventa più malleabili. E così si incontra l’altro che vive accanto, magari il vicino o la vicina di ombrellone. Non confondiamo libertà con frivolezza; la libertà porta ad essere quello che si è e, proprio per questa ragione, viene favorito l’incontro: l’altro o l’altra ci percepisce più veri anche se quando scatta il corteggiamento iniziano tutte quelle pratiche per apparire migliori rispetto a come si è veramente. Gli amori estivi possono sembrare momenti di evasione e per questa ragione ci si butta senza grossi freni ed anche per questa ragione si può trovare l’amore di cui si è alla ricerca. Suggerimento pratico: non pensate se durerà o no, vivetelo e poi alla fine dell’estate capirete qualcosa di più.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 8 giugno 2014

Amore: anche lui può essere la vittima?

immagine tratta da caffé.ch 


Rispondo alla richiesta di un lettore del blog che mi chiede di affrontare l'argomento Violenza sui maschi di cui lui lui stesso è stato vittima. Un aspetto delle reazioni donna uomo che interessa tutti noi, qui metto in luce due motivazioni che considero più diffuse.

Uno dei lati più cupi dell'amore è il maltrattamento. Sono casi in cui non si può più parlare di amore ma di rabbia, possesso e in certi casi persino violenza: è il momento in cui si esce dal rapporto di coppia costruttivo per cadere nella distruzione del progetto attraverso la mente e il corpo dell'altro. Tali esperienze negative si vivono anche dal punto di vista maschile, sembra impossibile ma ci sono donne che usano violenza sui loro mariti, compagni, fidanzati. Questa realtà è più frequente di quanto ci si immagini ma non emerge facilmente dal sommerso perché è una violenza spesso più psicologica che fisica, violenza che affonda le radici nella maternità più negativa.
Pensiamo al bambino manipolato contro il padre magari colpevole del fallimento famigliare ma non per questo, e non sempre, da denigrare come padre. Pensiamo alle madri padrone del tempo, del pensiero e delle azioni dei loro figli, madri che pretendono di condurre un figlio per sempre, donne incapaci di accettare che il loro ragazzo è ormai un adulto separato e autonomo.
Ci sono casi in cui le donne sanno addirittura percuotere un uomo e ci riescono perché lui non ha il coraggio di difendersi: consapevole della propria superiorità fisica non osa restituire l'atto di abuso. Nello sterminato universo emotivo e sentimentale esistono anche casi di violenza sui maschi, casi in cui il sesso forte si fa debole e le donne diventano portatrici di brutalità. Non dobbiamo e non possiamo dimenticare questi casi se vogliamo costruire dei rapporti armonici tra i sessi. Ecco perché, culturalmente fin dall'infanzia, il Paritismo si mostra come la nostra unica possibilità di salvezza: non ci si salva e non si supera la brutalità di certi maschi prendendo spunto e modello dai loro comportamenti, ma cercando un rapporto di vera parità fin dalla più tenera età.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 18 maggio 2014

L'amore ha una grande importanza

Website Award 2014 Scritto con Amore
Il blog è stato premiato



Questo blog, Filosofia dell'amore erotico, è stato premiato: con molta gioia lo annuncio a voi lettori! Ecco il titolo del premio: Website Award 2014 Scritto con Amore. http://blog.kijiji.it/scritto-amore/
Questo piacevole evento accade in occasione dell'uscita del mio nuovo libro
Da zero alle stelle, Eden Editori, ciò è ancora più bello. Il libro parla, tra altri argomenti, anche d'amore, non poteva essere diversamente visto il tema dell'amore così presente nei testi delle canzoni. Amore-musica è un binomio che può apparire scontato, ma non lo è se consideriamo l'amore non solo esclusivamente nel contesto di una storia sentimentale fantasticata. L'amore è vita quotidiana. Nel libro parlando di musica e, grazie ai quattro musicisti, affronto le varie tappe dell'amore a partire da quello platonico per giungere all'unione erotica più appagante e completa resa possibile dalla maturazione degli individui, dal loro conoscersi come singole persone prima e come coppia poi. Si può scorgere un insegnamento, uno spunto anche ascoltando semplicemente un brano musicale: attraverso la musica ho potuto parlare di un'unione erotica appagante per mostrare come si manifesta una simile accordo di anime. Ma l'amore può portare in sé il tradimento e la rottura definitiva di un legame...come affrontarlo? Come comprenderne la differenza con l'amicizia? Da zero alle stelle è, in ultima analisi, il viaggio nella vita che ognuno noi compie dall'inesperienza alla più completa maturazione come individui. E in tutto ciò l'amore ha una grande importanza.

Presentazione numero zero 27 maggio 2014 ore 21
per info http://www.mariagiovannafarina.it/appuntamenti.htm



domenica 20 aprile 2014

Ti amo da morire

Uno degli articoli più letti pubblicato nel blog 
nell'ottobre del 2012, ve lo ripropongo!


Ti amo da morire: chi dei due deve morire?

Gocce d'amore, disegno di Flavio Lappo


Ti amo da morire”. Quando chi ti ama pronuncia questa frase la prima cosa da chiedersi è: chi dei due deve morire lei/lui o noi? Se morir d'amore è uno spasmo che tende alla vita sognata e agognata, tutto va bene, ma se significa soccombere alla follia dell'altro, allora non è amore. Per conoscere l'amore e distinguerlo dal non amore è bene tornare alle origini, fare quattro passi dalle parti di Socrate per conoscere, nel Simposio, il racconto della nascita di Eros.
Nella mitologia greca Eros è figlio di Povertà ed Espediente, come la madre è mancante di qualcosa, ma come il padre se la cava in ogni circostanza avversa: non è proprio così l'amore? E poi Eros è scalzo, non teme il freddo e le asperità...l'amore vero sa affrontare ogni ostacolo pur di colmare la mancanza dell'altro, quell'altro che amiamo. Siamo disposti a questo? Se la risposta è affermativa, allora amiamo e il ti amo da morire altro non è se non quel sottile confine tra la vita e la morte, che il grande amore avverte ogni volta che l'amato si allontana per poi riavvicinarsi: con il corpo e con la mente.
Ma se il ti amo da morire significa ti amo al punto da distruggere il tuo equilibrio e per farti diventare uno strumento dei miei voleri fino ad ucciderti se non corrispondi più a ciò che mi aspetto da te: allora no, non è amore ma egoismo che sa di morte.
Nella frase ti amo da morire troviamo anche le due grandi pulsioni freudiane di Amore e Morte che avrebbero il compito di dare equilibrio al mondo e al singolo individuo, nella loro eterna lotta per strapparsi il primato a vicenda. Non è quello che ci accade quando l'oggetto d'amore è così desiderabile da volerlo inglobare? Quel ti mangerei detto con passione è un'influenza dell'istinto di morte che vuole prendere il sopravvento, senza mettere in atto il proposito. Ma qui, a parte casi patologici, è solo il voler possedere l'innamorato senza giungere alla sua distruzione che ci priverebbe della sua presenza.
Amor ca nulla amato amar perdona, l'amore non consente a chi è amato di non riamare, sono le parole che Dante fa pronunciare, nel VI canto dell'Inferno, a Francesca da Rimini follemente innamorata, e ricambiata, del cognato Paolo. Come se il grande amore per qualcuno fosse sufficiente per essere corrisposti. Questa idea ci riporta ad un ti amo da morire pericoloso se si insinua in un animo predisposto alla sottomissione dell'altro.
C'è anche il caso in cui il ti amo da morire si riferisce a noi stessi avvinti da un amore così potente da renderci disponibili all'annullamento per fonderci in un noi-come-coppia. Questo genere di ti amo da morire non ha nulla di egoistico, ma al contrario è una manifestazione potente di chi darebbe la vita per l'altro o quantomeno di chi avverte in alcuni momenti di estasi il desiderio di farlo.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it
© Riproduzione riservata

mercoledì 9 aprile 2014

Sarà solo sesso? Rispondo ai commenti

Rispondo ai commenti all'articolo:

Sarà solo sesso?

Quando lui dice: sei solo "attrazione fisica"



Grazie ai commenti generosi che avete lasciato l’argomento è stato osservato da diversi punti di osservazione. Dal professionale pensiero di Angelo Guarnieri passando per Silvia Calzolari che ci dice quanto gli uomini abbiano bisogno di molto più tempo per comprendere il loro sentire…l’insicurezza di lui emerge dal commento di Giuliano Beretta, ma c’è chi non crede al solo sesso come Maria Teresa Vergani. Mentre Roberto Rossi ritiene valida la mia opzione maschilismo, Lella invece ci ricorda che è meglio godersi il sesso fintanto che c’è. Infine la risposta di Max Bonfanti è da un punto di vista inequivocabilmente pragmatico.

Maria Giovanna Farina

domenica 30 marzo 2014

Sarà solo sesso?

Quando lui dice: sei solo "attrazione fisica"


da bellaebrava.it


Una lettrice del blog, S. mi chiede cosa penso della sua storia sentimentale. Ecco la sua domanda. Vorrei capire una cosa: ho una relazione con il mio compagno da tre anni, lui sostiene che è solo sesso, attrazione sessuale ma secondo me no perché lui vuole sapere dove sono, cosa faccio, se non rispondo al telefono pensa che sono con un altro uomo, lei cosa ne pensa?

Se un uomo o una donna afferma che il rapporto di coppia è basato solo sull'attrazione sessuale significa che ha fatto una scelta, quella di non voler mettere in gioco i sentimenti. Non possiamo sapere il perché non conoscendo la persona, il suo vissuto, le sue relazioni passate, dobbiamo solo basarci su queste parole di S. per dire che potrebbe essere l'atteggiamento di chi non vuole impegnarsi emotivamente, magari per non dover soffrire il possibile trauma della fine di una storia. Può essere che i suoi propositi stiano sfumando e il signore in questione stia cambiando idea, forse nemmeno se ne accorge che la donna all'inizio cercata solo per soddisfare il piacere sessuale ora sta diventando una donna da amare e della quale essere gelosi. Oppure c'è un'altra possibilità, quella del maschilismo. “La donna è un mio oggetto di piacere e nessuno deve sottrarmelo”, pensa chi del corpo femminile ne fa oggetto di pura conquista. E allora il suo preoccuparsi dipende solo da un desiderio di possesso. Tra le opzioni esposte c'è probabilmente quella giusta, sta a noi comprendere quale sia la più “giusta per noi”. Quale tra queste sentiamo più affine al nostro caso, diventa quella su cui riflettere e sicuramente la risposta giungerà da sola.

Per approfondire l'argomento suggerisco al lettura di Sesso e Amore di Francesco Alberoni.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

© Riproduzione riservata

domenica 23 marzo 2014

Matrimonio, divorzio, figli

Matrimonio, divorzio, figli: una riflessione per provare a vivere meglio

immagine di globus magazine


La richiesta di una lettrice mi spinge a trattare questo argomento.
Matrimoni finiti, uomini e donne avviliti per il progetto di vita a due fallito in un divorzio. I figli soffrono, i padri separati balzano agli onori della cronaca per la precarietà economica ed emotiva della loro esistenza. I soldi non bastano più, molti di loro devono lasciare la casa alla famiglia e si riducono a dormire in auto. E le madri separate devono accudire i figli ancora più di prima, l’ex marito riesce a vedere i bambini solo nel fine settimana e non può, a volte non vuole, occuparsi di loro. Tutti conducevano una vita dignitosa mentre ora tutto è spazzato via con un colpo di vento, magari odi e risentimenti complicano ancor di più i rapporti. Non sono contro il divorzio e nemmeno avverso il matrimonio, ma rifletto sul fatto che si dovrebbe pensare a lungo prima di fare il grande passo. Riflettere sull’azione che si sta per compiere, riflettere e cercare dentro di sé le ragioni che spingono alla scelta matrimoniale e al desiderio di diventare genitori. È importante comprendere se è la cultura in cui si è immersi a far percorrere il sentiero dell’unione per la vita, oppure se lo si fa perché lo fanno tutti gli amici, lo hanno fatto i genitori o semplicemente perché è la strada più comoda per uscire dalla casa paterna e spiccare il volo verso una maggiore libertà. O magari perché ci si convince di non essere in grado di trovare la persona adatta e allora si sposa chi appare, al momento, come la soluzione migliore. Queste ragioni sono troppo deboli per sposarsi e dove non c’è una forte motivazione, il tracollo è in agguato. E se poi la persona adatta la si trovasse dopo il matrimonio? Un bel guaio! Lo so, se ora vi dico che alla base del matrimonio ci vuole l’amore mi direte in coro: lo sappiamooo! Vero, lo sappiamo tutti, ma allora perché molti, troppi, si sposano per motivi diversi e non per amore? Questo discorso può apparire banale ma non lo è, desidera solo riportare l’attenzione sulle basi solide di un’unione. Gli esseri umani sono, a mio parere, liberi di agire, sbagliare e correggersi senza però coinvolgere persone innocenti come i figli. I figli, nonostante si dica da più parti che prima o poi accettano, capiscono e si adattano, in realtà la separazione dei genitori rimane per loro la promessa disillusa di avere una famiglia. C‘è chi prosegue a vivere insieme nonostante comprenda di non amarsi più, ma anche qui forse non fa la cosa giusta…difficile trovare il comportamento migliore. Ecco perché una sana riflessione sul senso del matrimonio andrebbe fatta a partire dalla scuola: educare alla scelta più consona alla propria natura può rendere migliori molte vite. Per fortuna esistono genitori separati in grado di condurre egregiamente la loro condizione affiancando i figli nella crescita e preoccupandosi di non far loro mancare affetto, vicinanza, comprensione...purtroppo non sono la maggioranza.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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mercoledì 26 febbraio 2014

Non mi ascolta? Scopriamo l'origine del dialogo


Il partner non ti ascolta? Leggi Il Simposio




Il dialogo è lo strumento di comunicazione più adatto all'interazione umana e più utile per la vita quotidiana. Mi si chiede “Mi dicono di dialogare col partner, ma come si dialoga se dall'altra parte non c'è volontà di ascolto?” Con l’ausilio del dialogo si possono appianare i conflitti, si impara a conoscere chi ci vive accanto, si ascolta la nostra voce e quella altrui. Giusto, ma se lui o lei non mi scolta? Dobbiamo prima di tutto risalire all'origine del dialogo. Direi che Il Simposio può dirci qualcosa di utile. Il Simposio è una delle opere più celebri di Platone, è un banchetto dove si celebra l’Amore a partire da quello fisico per giungere, attraverso la riflessione ed il dialogo appunto, alla rappresentazione più alta ed ideale di Eros. Eros è un dio dall'importanza straordinaria e nel Dialogo vengono descritte le sue implicazioni positive con la realtà umana: dove c’è Eros/Amore c’è pace, serenità e armonia. Una proposta di lettura molto utile se affrontata con la giusta predisposizione: ci troviamo di fronte ad un testo scritto qualche centinaio di anni prima di Cristo ricco di simbologia e con un linguaggio diverso dal nostro, ma ancor valido per noi uomini del terzo millennio. Leggerlo può aiutarci a comprendere molte sfumature del nostro essere. Importante è il discorso di Socrate che dà delle precisazioni al significato dell’amore, esso è prima di tutto amore per qualcosa e non può mai essere amore fine a se stesso. Eros è amore di qualcosa di cui si sente la mancanza. In ultima analisi se l'altro non ci ascolta può dipendere anche da noi: forse non ci poniamo con il desiderio di farci capire, forse parliamo al momento sbagliato quando l'altro ha sonno, fame...o forse Eros è volato via e il non ascolto è solo disinteresse. 

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 2 febbraio 2014

Che cosa è l'amore?

Risponde la cantante Selene Lungarella



Cerco una definizione da donare all’Amore: chiudendo gli occhi l’unica visione che riesco ad avere è una pagina bianca in cui il senso è disegnato dalle Emozioni. Potrei probabilmente usare la citazione di qualche poeta o partire da una qualsiasi canzone che ha cercato di coglierne l’essenza; potrei usare la fotografia di un cielo stellato o il respiro di una vita al suo nascere o al suo appassire, nel tempo e nel percorso della nostra storia. Invece mi ritrovo con lo sguardo perso nel vuoto per capire che l’AMORE E’ … TUTTO! L’Amore è tutto ciò che da significato al nostro esistere, che dipinge il nostro vivere quotidiano. 

Il 10 febbraio 2014 Selene sarà a Milano in concerto al Teatro Out Off. 
Per info www.selenelungarella.com

lunedì 27 gennaio 2014

Una svolta epocale




Quando un italiano fa successo all’estero ne siamo tutti orgogliosi, se poi si tratta di cultura dovremmo esserlo ancora di più. Sto per darvi una notizia che non troverete sui giornali perché me l’ha raccontata il celeberrimo autore di un famoso libro dal titolo Ti amo. Avrete già capito che si tratta di Francesco Alberoni. I suoi libri sono tradotti in venti lingue, sono arrivati ai confini del mondo conosciuto. In Giappone e non solo, sono diventati best-seller. Ma non è questa la notizia. Ora il libro Ti amo sarà tradotto in cinese, ma non è questa ancora la notizia. L’idea di tradurlo in cinese non è di una qualunque casa editrice del paese della muraglia, ma è dell’Accademia delle Scienze Sociali della Repubblica Popolare Cinese. Scienziati del "partito" hanno deciso che Alberoni è ammesso, la sua teoria dell’amore è ben accetta. Ecco la notizia, ecco la svolta culturale epocale ed è l’amore ad aver vinto.  E se non avete ancora letto la versione italiana fatelo prima dei cinesi.

ti amo in cinese


Maria Giovanna Farina

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