domenica 26 febbraio 2017

Quando una donna è madre

L’amore materno è diverso da quello per un uomo


La madre, acrilico su tela di Flavio Lappo




L’amore materno, quello del rapporto madre-bambino, è considerato uno dei più intensi che una donna possa provare: le madri affermano di essere disposte a morire per il proprio figlio. Quando una donna diventa madre normalmente, sottolineo normalmente per via delle dovute eccezioni, mette al primo posto l’esserino che ha partorito e nelle prime fasi della crescita il padre, nonché compagno di vita, scende nella scala delle priorità, a volte anche estromesso in modo permanente. Ciò spiega il valore e la forza di una madre, del suo infinito amore, del suo darsi senza condizioni. Una madre ama e si adopera senza nulla chiedere in cambio, credo sia questa la definizione più calzante per definire una femmina madre. Ho parlato con tante mamme e questa affermazione l’hanno avvertita come vera, emozionante e calzante come poche altre. La biologia supporta questa “missione”, c’è qualcosa di naturale e legato alla sopravvivenza nell’accudimento, ma la ragione e il sentimento umano vanno oltre e sono capaci di mostrarci la differenza. Quando una donna ama un uomo può giungere ad annichilirsi, a prostrarsi, a donarsi fino a rinnegare se stessa, ma un amore di questo tipo è squilibrato e rimanda ad una bassa considerazione di sé. Se la stessa situazione la riportiamo al suo rapporto con il figlio, ci accorgiamo che diventa normale. Ciò ci può far immediatamente cogliere un’importante prima e prioritaria differenza con l’amore erotico: la dedizione totale, sana e naturale, oltre se stessi.


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

martedì 21 febbraio 2017

L'evoluzione dell'amore

Amore erotico e universale: il blog si trasforma


Le diverse direzioni dell'amore, acrilico su tela di Flavio Lappo

Anni fa ho aperto questo blog per parlare, analizzare e studiare l'amore di coppia in compagnia e col sostegno di un sociologo esperto come Francesco Alberoni, studioso e ideatore dei movimenti collettivi di cui l'amore ne è un'espressione. Continuerò su questa strada che mi ha portato molte soddisfazione e a riflessioni per me importanti. Ma, c'è un ma. L'amore si esprime in varie espressioni, anche se è fuori dalla coppia è pur sempre amore. Come filosofa sento la necessità di andare oltre per parlare, analizzare e studiare altri tipi di amore ispirandomi a chi per per primo trattò Eros in tal senso: Platone. Non tralascerò la coppia, mia fonte continua e inarrestabile di energia erotica, ma non mi soffermerò soltanto sulle sue dinamiche.
Cos'è l'amore? Dove ci conduce? Perché fa paura? Soccomberà mai all'Odio? A queste e ad altre domande cercherò di dare risposte per evidenziare la differenza tra amore di coppia e amore verso i figli, l'arte, la cultura, gli animali...

Evviva l'amore!  

Maria Giovanna Farina

giovedì 9 febbraio 2017

L’amore e gli amori

L’amore e gli amori. Tanti tipi di amore, proviamo a conoscerli 




Il 2017 segna una nuova tappa del percorso culturale di Francesco Alberoni: l'Opera Omnia sta iniziando il suo ingresso nel mondo delle pubblicazioni con un nuovo primo volume dedicato all'amore e alle sue possibili modalità espressive. L'amore e gli amori è un testo capace, con leggerezza e piglio scientifico al contempo, di fornire al lettore la descrizione delle principali forme di amore erotico in modo che ciascuno di noi possa riconoscere, anche grazie agli esempi pratici, che tipo di esperienza sta vivendo e quali siano le possibili conseguenze. Alberoni, il sociologo di fama mondiale, è studioso dei movimenti collettivi di cui l'amore è appunto da lui definito un movimento collettivo a due. In questo nuovo libro parte dagli amori dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza per poi passare alle fantasie amorose, alle relazioni puramente sessuali, agli amori senza passione e senza gelosia e a quelli che invece vivono tormentati da questo tarlo. Il sociologo esamina le varie forme dell’amicizia erotica, le infatuazioni, fra cui quella da perdita, quella competitiva, quella divistica e quella da dominio. Infine esamina il vero innamoramento, quello che aveva teorizzato nel celebre saggio Innamoramento e amore nel '79, il movimento collettivo a due capace di farci cambiare: noi ci innamoriamo quando siamo pronti a mutare, quando i tentativi di salvare le nostre relazioni amorose precedenti sono falliti. L'amore a volte è però una grande fiammata che dura poco, ma altre si conserva vivo perché rinasce.
Un libro da consegnare anche ai giovani perché possano preparasi con facilità al rapporto più complesso della vita, ma tanto importante perché capace di nutrire la parte meno evidente della nostra essenza. L'amore, quello che rende migliore la nostra vita, di cui Alberoni ancora una volta ci fornisce le chiavi, è quello che, se sapremo custodire, si rivelerà la vera e straordinaria possibilità di un'esistenza gratificante da più e svariati punti di vista.

Maria Giovanna Farina

L’amore e gli amori. Tanti tipi di amore, proviamo a conoscerli (ed. Leima), 2017, Opera Omnia



martedì 27 dicembre 2016

Amore in poesia


Ricordi

Ricordi d'amore, disegno a matita di Flavio Lappo, 2016


Dolci suoni, melodie antiche
tornano a far vibrare le corde
della tua anima.
Cosa ti suscitano
se non memorie di ciò che é stato?
A volte tornano per ronzare
nel presente e confondere ciò che hai
con ciò che non ti appartiene più.



Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

sabato 10 dicembre 2016

Si può amare l'amore?

Facciamo attenzione a non perderlo


La disfatta di Eros, Flavio Lappo, disegno a matita, 2016


Il primo passo per trovare l'amore è imparare ad amarlo. Vi può sembrare una frase al limite dell'assurdo, ma non è così.

Cosa significa amare l'amore? Prima di tutto dobbiamo definire il senso della parola amore: in Occidente fu Empedocle di Agrigento (V sec. a. C) il primo a parlarne contrapponendolo, come principio cosmico, all'antitetico principio cosmico dell’Odio. Possiamo affermare che l'amore prima di elevarsi alla spiritualità parta dal corpo; è il corpo a donarci la passione, la follia dell'amore, ma dire che sia solo carnale è un errore. Quando amiamo, amiamo con tutto ciò che siamo e noi siamo anche anima, psiche. I Romani distinguevano l'amore passionale, amāre, dalla stima usando il verbo diligere, che porta alla scelta; e se l'amore è una scelta di amare quella persona anziché un'altra non possiamo nemmeno dire che esso sia una scelta dettata dalla ragione. Credo si debba andare oltre il passato pur accogliendolo come preziosa origine del nostro amare e dedurre che amare l'amore voglia dire scegliere con il cuore, l'istinto e un pizzico di ragione di amare l'amore: il dio alato Eros che rappresenta simbolicamente il senso profondo dell'amore. Per amare l'amore/Eros dobbiamo possedere e donare la libertà, non aver timore di esprimere i nostri sentimenti, essere generosi nel donare senza pensare al tornaconto... Amare Eros significa infine non rimanere abbagliati dalle apparenze e dall'effimero. 
Eros è sempre pronto ad accoglierci, non possiamo rischiare di perderlo!

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

domenica 16 ottobre 2016

Chi uccide una donna, l’ha mai amata?

Quella sottile linea di confine tra amore e odio

               Contro il massacro del femminile, acrilico su tela di Flavio Lappo, 
(produzione: anni’80) -  Il quadro rappresenta l’oggettivazione violenta del femminile -


Come sappiamo la linea di demarcazione tra amore e odio è molto sottile per il fatto che entrambi i sentimenti convivono nelle nostre potenzialità affettive. Amare è slancio positivo verso la creazione, odiare è l’opposto, è un sentire distruttivo contro ciò che di bello c’era stato. Quando sento dire che laddove c’è violenza non c’è mai stato amore, mi trovo in disaccordo. Giudicare le passioni altrui è troppo complicato, il privato amare di un individuo può solo essere valutato da lui stesso: chi lo può stabilire dal di fuori senza incorrere in errore? Per contrastare il femminicidio, il massacro del femminile, dobbiamo muoverci nell'ambito della ri-educazione sentimentale partendo da basi culturali solide e chiare. Chi ha amato una donna, o crede di averla amata, prova le emozioni che tutti conosciamo ed è convinto di ciò che sente. Il suo problema è la gestione del rifiuto. In genere, quando un amore finisce, si prova dolore, solitudine, mancamento, vuoto, e per superare questa condizione non ci resta che percorrere le tappe di quella pratica definita da Sigmund Freud “Elaborazione del lutto”. Consiste, in due parole, nell'accettare che la persona amata non c’è più perché ha deciso di lasciare il suo partner. Chi è preda del maschilismo è convinto di possedere la donna e il suo allontanamento lo vive come “Mi hanno rubato la moglie, la fidanzata…”. Se ti rubano qualcosa agisci con brutalità arcaica per riprenderti il “mal tolto” e di elaborare del lutto non ne puoi capire nemmeno il senso letterale. È qui che deve interviene la cultura per liberare, depurare, la cattiva educazione dall'idea assurda della donna come oggetto di dominio maschile. Non è l’amore ad essere malato, ma lo è l’essere umano violento da ri-educare: sembra una sottile differenza ma è una profonda diversità teorica.


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

sabato 27 agosto 2016

Quando l'arte esprime l'amore

Vita di coppia: l'innamoramento

La bolla, disegno di Flavio Lappo, 2016


Due innamorati vivono come in una bolla dove il resto del mondo non ha accesso, in quel luogo c'è spazio solo per loro due. Questo concetto, che ho estrapolato della teoria di Francesco Alberoni contenuta per la prima volta nel suo noto saggio Innamoramento e amore uscito nel 1979, dice qualcosa di fondamentale che si può esprime anche con l'arte: così come nel disegno di Flavio Lappo abbinato a questo articolo. Ma cosa significa concretamente vivere nella bolla? Se si trova coinvolta in un vero innamoramento, la coppia sperimenta una fase del movimento collettivo a due, sempre per citare Alberoni, che necessita di escludere tutto il resto per realizzare, in due, il progetto, per compiere una rivoluzione dell'esistenza. In questa condizione si possono perdere gli amici, è molto probabile che accada se le persone frequentate non riescono a comprendere che la fase dell'innamoramento non durerà per sempre. I due innamorati non si preoccupano di perdere tutto il resto, anzi non si accorgono nemmeno tanto sono presi reciprocamente da loro stessi. Se dall'innamoramento si passa alla fase sociale della relazione e si esce dalla bolla, gli altri ricompaiono con tutto il loro valore di relazione. Può accadere che l'averli messi da parte, specialmente se l'innamoramento non si è trasformato in amore e la coppia si è sfasciata, consegni ai due ex innamorati il vuoto. Ciò provoca un sentimento di esclusione, disagio, dolore. Che fare dunque per prevenire? Se l'amore ci prende, ci rapisce, viviamolo con tutti i suoi rischi e comunichiamolo, diciamolo agli amici che ci è capita questa straordinaria occasione. Se gli altri non vorranno capirci vuol dire che non tengono abbastanza alla nostra amicizia. Nel dipinto potete notare un sole rosso che arde e illumina la città in lontananza, mentre tutto intorno alla coppia c'è il deserto: per i due nella bolla non esiste nulla al di fuori di loro. Sotto i due, l'artista ha posizionato un materassino, di quelli con cui si salta e rimbalza, per attutire la caduta qualora l'uscita dalla bolla fosse traumatica. Il disegno è un fermo immagine, tra qualche istante la bolla si dissolverà. In caso di lieto fine, tutto intorno si ripopolerà perché loro due daranno origine ad un nuovo mondo. L'amore è ri-nascita e creazione e la città appena abbozzata, che si scorge in lontananza, diverrà un luogo di ritorno alla vita sociale.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata