sabato 26 marzo 2016

Amore sì, amore no. È davvero amore?

Non avere paura


Amore sì, acrilico su tela di Flavio Lappo, 2015


E' davvero amore? Domanda lecita che mi è arrivata da una lettrice del blog, ma è un quesito del tutto inutile se posto con intento teorico. Come si fa a capire se è amore? Anche se viene fornita una spiegazione dettagliata dei fatti, se mi si illustra cosa accade tra due persone in coppia, io non sono lì e posso solo trarre conclusioni per dare suggerimenti generali. Posso aggiungere che bisogna guardarsi dentro con maggior attenzione, posso dire che lui ha dei comportamenti equivoci, ma cosa risolvo infine? Per comprendere se è amore è necessario sperimentare evitando di porsi una catena infinita di domande. Le domande ossessive rovinano la vita, l'eutimia, le buone relazioni e non sono in grado di darci le risposte attese. Chi pone questa domanda in realtà sa già che non è amore, ma per una serie di ragioni vorrebbe lo fosse: questa è la realtà, a volte cruda e dolorosa, ma è l'unica strada per non rimanere ferite e deluse, ciò vale anche per gli uomini nei confronti delle donne. Cerchiamo la forza dentro di noi, allontaniamo la paura di non guardarci dentro, osserviamoci: scopriremo i colori dell'amore che è vita e gioia. Allora potremo sollevarci e renderci conto di quanto siamo importanti: è faticoso rompere il granito, ma poi la soddisfazione è immensa.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

lunedì 29 febbraio 2016

L'amore ha le sue aspirazioni

Intervista a Fabrizio Romagnoli 


Fabrizio Romagnoli è nato a Tolentino (MC). È attore, autore, regista teatrale e insegnante di recitazione, interpretazione canora e di scrittura drammaturgica. Non fuma, mangia curcuma, peperoncino e altre spezie... Ho voluto dialogare con lui sul tema dell'amore.

Foto di Sebastiano Melloni

L'amore si manifesta in tutte le azioni positive e creative della nostra vita, come sei arrivato alla recitazione? Per amore immagino?

Per amore e per odio! Per amore perché la mia fidanzata di quando avevo sedici, diciassette anni faceva danza ed io per seguirla frequentai la scuola con lei dove si faceva anche recitazione: ne rimasi attratto. Devi sapere che fin da piccolo mi facevano, quando c'era l'occasione, raccontare le barzellette. Ero un buffone, mi piaceva far divertire, salivo sui tavoli. Poi durante l'adolescenza, non so cosa sia successo, quando mi facevano quella richiesta sarei fuggito, per me era la cosa più odiosa. Amore e odio mi portarono in quella scuola: rimasi folgorato, la recitazione divenne il più grande amore della mia vita. Abbandonai gli studi, finii il liceo senza problemi, fino in terza andavo benissimo poi campai di rendita. Dopo le superiori i mie libri divennero Cechov e Shakespeare. A diciotto anni i miei amici andavano in discoteca ed io in casa a studiare.

Meglio, no?

Per certi versi sì ma mi sono mancate certe esperienze

Così le hai fatte da grande?

Sì e forse è meglio perché hai un'altra testa

E allora il teatro durante l'adolescenza dove ti ha condotto?

Avevo tantissimi amici di cui ero il capogruppo, ci si trovava al parco per decidere cosa fare, ma quando incontrai il teatro cambiai vita completamente

Quindi è stato un grande amore a spingerti a continuare?

Sì, è lo scopo della mia vita! A parte la mia famiglia, mamma e fratello perché papà è mancato, c'è solo il teatro. Anche la televisione e il cinema, ma sempre nel senso di recitare, non è mai solo imparare a memoria le battute: quella non è recitazione. Per me questo lavoro è qualcosa di appagante, dopo la fatica c'è la soddisfazione di aver fatto qualcosa per qualcun altro

Quindi niente amore nella tua vita a parte il teatro?

Se ti dai in maniera così totale non hai tempo per una moglie... e poi ho fatto la mia scelta egoistica, ho preferito il teatro perché non ti tradisce mai

Ma se trovi la persona di cui ti innamori?

Beh, quello può accadere

Non è che hai paura di finire in “gabbia”? L'amore che dura è privazione di libertà

L'ho provata la gabbia ed è bello rimanerci finché dura l'amore. Il fatto è che io sono legato alla mia famiglia... le cose che tu dici, l'amore incondizionato l'ho provato, ma se giunge il tradimento ti crolla tutto in due secondi ed è lì che mi è scattato il lato egoistico: non mi sono incattivito, ma dato che si vive una sola vita: me la vivo come voglio. Magari stai con una persona e dopo qualche anno ti senti dire - Non ti amo più – allora vado in palestra!

Può succedere il tradimento, del resto bisogna amarsi in due

Mi è successo più volte... che lei trovasse la finestrella della gabbia aperta. Siccome la gabbia non è un contratto a vita, se ho cose che mi danno più soddisfazione preferisco quelle e il teatro, come ti ho già detto, per me è soddisfazione allo stato puro.

Quindi le donne?

Donne che vengono, donne che vanno...

Va beh, ho capito... Prendendo spunto dal cortometraggio La corsa (partecipazione al premio David di Donatello n.d.r.) di cui sei interprete, lì si parla di una piaga come lo stalking, vissuta da due esuli greci in Italia. C'è una relazione extraconiugale e lei usa la legge per liberarsi di lui... Due sono gli argomenti: stalking e tradimento, la seconda è una parola e un atto che si oppone all'amore. Cosa ti ha lasciato questa storia?




Mi ha lasciato una grande amarezza per il fatto di usare l'essere umano come un oggetto, nella nostra società succede anche al contrario ma non è preso tanto in considerazione. Si dice che c'è parità dei diritti ma ci sono cose che hanno un valore diverso se le fa un uomo o una donna. Con questa storia si è voluto mettere in evidenza che lui si innamora e lei vuole solo una relazione extraconiugale. Guardando il filmato si nota anche che il braccialetto che lui le ha regalato, lei lo indossa quando esce per rimorchiare altri uomini. La donna infine usa la legge per liberarsi di lui.

Del resto da come viene messo in scena si capisce che lei non è innamorata e lui sì

Il fatto che siano entrambi sposati è anche dare il messaggio che queste gabbie non sono sigillate, ma si possono rompere

Come hai vissuto il tradimento nella vita quotidiana?

Malissimo, per me il tradimento è la cosa peggiore perché non capisci il perché. Ti viene da dire: ma cosa c'era che io non ti davo? Per me è una forma di omicidio

Quindi non sei uno che tradisce?

No. Mi è capitato di tradire al livello sessuale. Il sesso e l'amore sono due cose distinte. Se è solo sesso lì è l'animale che è in me a dover trovare spazio. Nell'amore, come nell'amicizia, come nella famiglia: non si tradisce.

L'amore di coppia cosa rappresenta per Fabrizio?

È un legame che va oltre la morte e prima della nascita: è il non tradire in sé

Insegnare a recitare: cosa significa veramente? 

È una grandissima responsabilità soprattutto quando insegno ai giovani perché vado a mettere dei tasselli nel loro carattere, è molto più semplice quando insegno agli anziani. La recitazione è la comunicazione in toto

Foto di Sebastiano Melloni

Chi frequenta i tuoi percorsi di insegnamento diventa attore o lo fa solo per fini terapeutici?

Tutte e due, ho insegnato a giovani che poi sono diventati attori e ne sono molto orgoglioso; ho insegnato a ragazzi e ragazze a cantare, non il canto tecnico ma l'interpretazione canora che in Italia non è diffusa

Di cosa si tratta?

L'interpretazione canora è quando sai mettere dentro ad una canzone, che altro non è se non un libro ristretto in pagina, tutta la vita necessaria a quel personaggio

Allora è un po' recitare con la musica?

Certamente, se la canzone non la immagini, non la senti, se non la vivi lasciandoti trasportare dal personaggio, come fai a comunicare una storia d'amore, di tradimento, di passione? È impossibile! È molto più difficile interpretare una canzone che uno spettacolo teatrale.

Tutti abbiamo capacità di recitare?

No, tutti non possiamo fare tutto... nemmeno giocare a nascondino. Mia nipotina mi dice - sei nascosto? - ci vuole capacità anche in questa cosa. Non possiamo fare tutto, ci sono persone che trovano giovamento terapeutico dal teatro, ci sono persone di grande talento che hanno bisogno di recitare per esprimersi. Se quella è la tua strada, io non credo al destino perché il destino si crea ogni giorno, la raggiungerai e se non ci riuscirai è perché in qualche tessera del cammino hai toppato

Quale progetto vorresti a realizzare e ancora non ci sei riuscito?

Mi piacerebbe recitare in un film nei panni di un personaggio turbolento, sai tipo cinematografia americana, ma avendo 46 anni questa fase è passata. Ciò che vorrei fare davvero è un musical. Ho appena finito di scriverlo, adesso mi vedo costantemente con un musicista per le musiche perché non so scrivere la musica anche se la leggo, canto... ma non ho avuto il tempo di imparare a suonare uno strumento. Poi cercheremo la produzione... vorrei quindi fare il musical e far lavorare attori bravi e non chi ha il...

Auguro a Fabrizio la realizzazione del suo progetto, anzi sono certa che andremo a teatro a goderci il suo musical!  www.fabrizioromagnoli.it


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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mercoledì 24 febbraio 2016

Gli amori diversi

La diversità si gestisce con la ragione

Flavio Lappo, I diversi volti di te, olio su tela 2015

L'amore, questa parola grande e semplice, meravigliosa e angosciante ci tiene in vita. Accade fin dalle origini: veniamo al mondo, se tutto fila per il verso giusto, con e per un atto d'amore. Ma il nostro modo di affrontare la vita, e quindi anche l'amore, può trasformare una cosa bella in un calvario se non ci fermiamo un po' a riflettere sulle nostre scelte. Gli amori diversi sono tanti, pensiamo ai matrimoni misti e allo slancio amoroso che unisce due perone anche se di cultura, religione e costumi differenti; allo stesso tempo non possiamo sottovalutare le difficoltà che tali unioni incontrano sul loro percorso di integrazione sociale. Difficoltà che si spingono anche dentro la coppia stessa, il “due cuori e una capanna” è uno stato mentale che si dissolve dopo i primi tempi, mentre le discriminazioni esterne intaccano la felicità dei due innamorati: solo un amore solido insieme alla forza di lottare mantengono unita la coppia. Ci sono però casi in cui l'amore è assolutamente impossibile da vivere appieno, quando non c'è alcuna strada per un vero rapporto di coppia: è il caso in cui uno dei due ha un orientamento sessuale diverso dall'altro. Non serve disperarsi, accanirsi o ancor peggio fare finta di nulla; non ci sono istruzioni per aggirare l'ostacolo. Per vivere meglio una simile esperienza c'è solo l'acquisizione di una consapevole e razionale presa di coscienza: non si possono cambiare le persone. Se a qualcuno di voi capitasse di scoprire di amare una donna o un uomo omosessuale, l'unica cosa è rimanere semplici amici e ognuno seguire la propria inclinazione sessuale. Mi rendo conto di essere un po' dura con questa affermazione, ma per vivere meglio a volte bisogna esserlo.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

sabato 13 febbraio 2016

Prigioniere di un sogno

Primi passi verso l'autonomia


immagine tratta del web


A volte capita di essere prigioniere di un sogno, quello dell'amore incondizionato e per raggiungerlo siamo disposte anche, purtroppo, a soffrire, a lasciarci sottomettere e calpestare nella nostra dignità. 

L'amore, pur nelle sue contraddizioni (non sempre rende felici ma infelici quando si oppone alla sua prerogativa di essere terapia per l'anima) ci chiede di essere vive nel corpo e nella mente. 

La vita vuole libertà ed è questo il punto importante, quello di essere libere. Per essere donne emancipate è necessario, indispensabile, conquistare l'autosufficienza emotiva che si raggiunge solo se ci si convince di farcela davvero. 

Si conquista a partire dalle piccole azioni quotidiane, non accettando ad esempio idee improduttive come: "Oggi sono sola e allora non apparecchio la tavola, non mi pettino, sto in tuta....". 
Non dobbiamo fare qualcosa in funzione della presenza del compagno o del marito, ma imporci di vivere adeguatamente le nostre giornate anche se siamo sole. Prendendo confidenza, conoscenza e stima con il nostro essere profondo possiamo amarci, rispettarci e diventare indipendenti emotivamente. 
Raggiunto questo obiettivo potremo ritenerci donne emancipate perché libere dalla catena del pregiudizio di avere per forza bisogno di qualcuno. Inoltre se saremo davvero libere potremo intraprendere una relazione sentimentale appagante e paritaria. Ma non solo questo: saremo figlie autonome, madri equilibrate e proficue, nonne serene nell'accertare lo scorrere del tempo.


Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata



sabato 16 gennaio 2016

La solitudine sentimentale

Di cosa si tratta?

Solitudine,, acrilico su tela, 2015 di Flavio Lappo


Una vita fatta di relazioni on-line e di amicizie virtuali può condurre in un baratro di solitudine. Sì, perché fin che sei connesso alla rete vivi in un mondo popolato da mille stimoli colorati, sonori... ma poi, spente le luci, ti ritrovi solo e la solitudine sentimentale si pone in primo piano. Non sto demonizzando i media ma solo focalizzando sul suo esclusivo uso per vivere con gli altri. Ma cosa significa davvero essere soli? Non avere una vita interiore soddisfacente perché si è privi di interessi personali, perché si segue l'onda piuttosto che vivere la propria vita. Il mio suggerimento è quindi di cercare l'equilibrio attraverso una vita fatta di piccoli momenti piacevoli vissuti in solitudine per non aver bisogno a tutti i costi di qualcuno. Allora se sarà solitudine, sarà cercata e non imposta da una vita che non riusciamo a vivere nella libertà di essere ciò che siamo. La vera solitudine affettiva è non saper stare con se stessi.

Maria Giovanna Farina © Riproduzione riservata


sabato 26 dicembre 2015

Quando l'amore è una maschera

I due universi, acrilico su tela di Flavio Lappo


La maschera dell'amore o quando l'amore è una maschera, frase che è nata in un momento di relax durante il Natale mentre osservavo il dipinto che Flavio Lappo ha creato per il mio romanzo Dimmi che mi ami, ed. Silele. Effettivamente a volte l'amore è una copertura fatta per nascondere il dolore, il rancore, la sofferenza rappresentata da quel cuore a centro immagine che gronda sangue d'amore e forse dell'amore non ha capito nulla. Quando l'amore ci fa soffrire perdiamo energia e vitalità rappresentate nel dipinto dalle gocce di sangue diventate piccoli cuoricini, a loro volta scaturite da un cuore ferito dalle incomprensioni, dalla gelosia e dal tormento di Leda, la protagonista. Ma se analizziamo la figura soffermandoci sul cuore grande, lo possiamo vedere come un velo che scende sul volto di lei, una maschera che sa occultare altro: ciò che forse non vuole dire neppure a se stessa. Con la maschera lei crede di tenere stretto il suo innamorato, ripetendo il suo amore all'infinito spera di giungere allo scopo, mentre poi si accorgerà che l'amore è forza terapeutica solo se lasciato libero di essere quello che è. Una potenza universale indistruttibile fatta per dare e conservare la vita. L'amore non è un pretesto per mettere le catene all'altro.


Maria Giovanna Farina © Riproduzione riservata

venerdì 4 dicembre 2015

Il giardino delle mele, la violenza non deve vincere

copertina realizzata da Daniela Carcano

Il giardino delle mele, la violenza non deve vincere Silele edizioni è il mio ultimo libro. Un breve saggio divulgativo per prevenire la violenza sulle donne nato da tanti incontri anche in occasione delle presentazioni del romanzo Dimmi che mi ami.

Dalla IV di copertina:
Dobbiamo arrivare prima della violenza, dell'abuso e del massacro del femminile. Il giardino delle mele parte da una riflessione che capovolge ironicamente la storia di Adamo ed Eva e prosegue concentrandosi sulla auspicata parità tra i sessi, sulla prevenzione e sull'amore come antidoto alla violenza. Caratterizzato da istruzioni pratiche evidenti ma anche da cogliere tra le righe, è un libro di prevenzione veloce ed accattivante: un alleato prezioso per aiutare le donne a non diventare vittime della violenza.

Ecco le foto della prima presentazione del 25 novembre 2015 scattate da Giuseppe Turati:



con il sindaco Siria Trezzi e l'assessore alle Pari Opportunità Patrizia Bartolomeo

con Daniela Carcano
con Lucia Isabel Esposito e Daniela Carcano