lunedì 17 novembre 2014

Dimmi che mi ami

Dimmi che mi ami, il mio nuovo romanzo

Maria Giovanna Farina fotografata da Rosa Colacoci


Dimmi che mi ami, Silele edizioni, è una storia d'amore che mostra il percorso di una donna e di un uomo appartenerti a mondi differenti che si incontrano, si innamorano e crescono insieme dal punto di vista sentimentale. Lei una trentenne stilista di moda, lui un pilota di linea, entrambi realizzati dal punto di vista professionale sono completamente impreparati a gestire un vero amore. In questa cornice si snoda la storia che, a tratti avventurosa e con colpi di scena, conduce alla scoperta di un sentimento che sa essere terapeutico. Questo il nucleo centrale del romanzo, poi le varie sfaccettature del racconto conducono il lettore a riflettere filosoficamente e psicologicamente sul disvelamento dell’interiorità dei personaggi, sul loro passato che influenza il presente, sul loro imparare a conoscersi reciprocamente. Attraverso il dialogo fatto di parole, gesti e atti d’amore erotici i due giungeranno alla maturità affettiva.
Maria Giovanna Farina

Scheda di Dimmi che mi ami, Silele edizioni


venerdì 14 novembre 2014

Dimmi che mi ami

Da quando ho letto il Simposio di Platone l'Amore mi ha colpita con la sua freccia appuntita e non mi ha più abbandonata. Vi presento il book-trailer del mio nuovo romanzo "Dimmi che mi ami" Silele Editore.

Maria Giovanna Farina

domenica 26 ottobre 2014

Nessuno mi ama


Non smettiamo di cercare Amore...


Rispondo a Roberta e a chi mi ha fatto questa domanda più volte: "Perché nessuno mi ama?" Il discorso è lungo e richiederebbe una conoscenza approfondita del singolo caso, ecco quindi una riflessione che può essere il punto di partenza per una ricerca individuale. Ognuno può partire dalla propria esperienza.

Amor che a nullo amato amar perdona” così parla Francesca da Rimini nel celebre discorso del V canto dell’Inferno di Dante. “L’amore fa sì che chi è amato a sua volta riami”, ma c’è sempre reciprocità in campo amoroso? Pensiamo a quanto tempo hanno perduto uomini e donne nell’attesa speranzosa che la persona oggetto del loro amore ricambiasse lo stesso sentimento. Certe attese consumano l’anima (e il corpo). L’amore non ha quindi in sé capacità curativa, siamo solo noi a poter incanalare questa forza vitale e scegliere di non sprecarla in situazioni che non la meritano. Pensiamo a tutti quei legami che stanno in piedi grazie al sacrificio di uno solo dei partner. L’amore è una potente forza vitale, lo aveva compreso già Platone (428-348 a.C.), ma quando lo si lascia operare attraverso la pura illusione può diventare una forza distruttiva fino ai casi estremi in cui diventa forza omicida. Non dobbiamo sprecare la sacralità dell’amore altrimenti tutti i lati eccezionali della passione amorosa, come ad esempio l’esplodere della creatività, si annullano tristemente. Può sembrare banale ma non smettiamo di cercare: troveremo sicuramente qualcuno che ci ama.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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martedì 21 ottobre 2014

I lucchetti e l’amore


Amore e serrature


Immagine da si24.it



I ponti presi d’assalto dai lucchetti dell’amore: un’usanza che all’inizio mi ha fatto sorridere pensando all’amore adolescenziale. Poi con il tempo mi sono interrogata, la filosofia mi “impone” di farlo. Ma che amore sarà quello che ci ordina di amarci per sempre con l’obbligo di farlo! Ora l’abitudine è arrivata fino a Bagdad…che meraviglia! Chi mette il lucchetto butta via la chiave, quindi simbolicamente non lascia possibilità a se stesso e neppure all’altro di ripensare la relazione. Questa azione rema contro la libertà e favorisce il prosperare della mentalità stereotipata del “Sei mia/mio per sempre anche se non lo vuoi più”.

Non mi dilungo con questa riflessione, il mio desiderio è solo lanciare lo spunto e concludere con un suggerimento: se proprio volete mettere un lucchetto al vostro amore ricordate che non sarà una serratura a conservarlo e, se proprio volete sto benedetto lucchetto, non commettete la follia di buttare la chiave….!

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

© Riproduzione riservata

domenica 12 ottobre 2014

Quando lui ama i tuoi soldi

Amore  e denaro
immagine tratta da torange-it.com

Siamo su un altro pianeta che non si chiama amore, ma interesse. Con la crisi economica aumentano i cacciatori di dote, o per meglio dire di quattrini da sottrarre ad illuse signore. Mi sono arrivate più d’una lettera con questo triste contenuto: uomini che cercano non un amore, ma il denaro da spendere. Certamente questo accade anche nell'altro sesso: ci sono anche donne cacciatrici di dote, non è una novità. Ma non è questo il caso che mi è stato segnalato in più occasioni. Quanto è facile cadere in certe reti, quanto è facile credere all'apparenza quando si è fragili e alla ricerca di un equilibrio interiore, di una gratificazione sentimentale magari dopo una brutta delusione. Si diventa facili prede non solo di Don Giovanni, ma di volgari predatori capaci di raccontare un bella favola. La favola dell’amore che lui stava cercando e finalmente ha trovato, ma è una menzogna difficile da affrontare quando ci si accorge della trappola dove si è caduti. Una volta cascate in un simile tranello si finge che non sia vero e si trovano scuse per giustificare il comportamento spregiudicato di lui. Si può immaginare con facilità quanto sia pesante accettare di essere oggetto di interesse solo economico, quindi è meglio negare l’evidenza. Come sappiamo, anche in altri casi della vita, negare la verità conduce in un baratro sempre più profondo, allo stesso tempo come si fa a trovare la forza di reagire ad una situazione così contraria alla buona considerazione di sé? Per prima cosa ricordiamo una semplice regola: meglio soli che male accompagnati. Odo già la risposta: ma se mi sento sola, è logico che cerco compagni. Invece, non è logico, non è sano, non è ciò di cui si ha bisogno. La prima regola della buona vita è imparare a stare bene da soli: quando si sta bene con se stessi non si accetta un uomo qualunque, non si chiudono gli occhi di fronte a certi comportamenti ambigui di lui, non si crede più alle favole. È fondamentale raggiungere un buon equilibrio, solo così si è pronti ad incontrare una persona degna della nostra fiducia. Non ci sono altri suggerimenti utili se non promuovere l’indipendenza fin dalla più tenera età e poi lavorare per farla crescere.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 21 settembre 2014

Non credo più all'amore

Non credo più all'amore! E tu ci credi?

Immagine tratta da www.grafiksmania.com

Questa è una tra le domande, ahimè, più “gettonate” che mi arrivano un po' da tutte le parti alla quale desidero dare la mia risposta.
Cosa vuol dire credere? Vocabolario alla mano, credere significa dare credito, di conseguenza avere fiducia in qualcuno o in qualche cosa. Chi è sfiduciato ha subito una disillusione e non crede più nell'amore e (nella) nelle persone con le quali ha vissuto una relazione. Direi che il verbo credere debba essere cancellato, senza più aspettare un attimo, dal vocabolario amoroso. Credere vuol dire esser sicuri di qualcosa, chi crede in Dio è certo che Egli esista. Ma come si fa a credere in qualcosa che per esistere ha bisogno di libertà? Non a caso Eros, il dio greco dell'amore, è munito di ali e svolazzando qua e là lancia frecce portatitici di innamoramenti. Con ciò voglio dire che l'amore per sua natura non può essere imbrigliato “nell'eterno” e le nostre delusioni nascono dal fatto che vorremmo lo sia. Se il partner ci confessa di considerarci l'amore più grande che abbia mai incontrato è senz'altro vero, il problema è spesso nostro che in questa dichiarazione leggiamo le due parole “Per sempre”. È la condizione mentale descritta ad ingannarci, il nostro preconcetto dell'eterno amore ci conduce lontani dall'attimo che stiamo vivendo. Se invece ci avvicinassimo all'amore nel rispetto e nella sincerità, ma senza pensare troppo al domani, potremmo costruire un rapporto piacevole e se poi durerà: tanto meglio. A quel punto, quando avremo in mano delle prove che è un amore con le caratteristiche della durata, dovremmo impegnarci tutti e due per mantenerlo giovane, fresco, appassionato, eroticamente attivo, sentimentalmente solido... certo il “Per sempre” sa metterci al riparo dalla paura della perdita, ma è proprio questo preconcetto a condurci in una posizione interiore non adatta all'amore. Non voglio dirvi che l'amore deve essere effimero, tutti noi vogliamo amare ed essere amati, ma ricordiamo che serrature, sbarre, lucchetti...non confanno all'Amore.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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mercoledì 17 settembre 2014

L'amore mancato

Come si fa a "riempire" il vuoto se il ti amo ci è stato negato nell'infanzia?




Questa è la domanda semplice, precisa e lapidaria che è giunta al blog dell'amore. Rispondere con altrettanta sintesi è molto complicato, ma proverò a dare un suggerimento praticabile come sono solita fare. La prima cosa da non fare è riempire quel vuoto con un innamorato o un'innamorata: quel vuoto è incolmabile, ciò che nell'infanzia ci è stato negato non potrà ridarcelo nessuno. Solo una presa di coscienza lucida e davvero percepita nel profondo di noi, ci può far compiere il primo passo. Quando da bambini non ci hanno amato, o non sono stati capaci di trasmetterci l'amore che ci era dovuto, diventiamo adulti con carenze affettive e per superare il nostro vuoto abbiamo bisogno, piano piano, di imparare ad accettare questa realtà; possiamo tentare di farlo, nei casi meno gravi, anche da soli cercando di scoprire il perché del non amore. Se è vero che dobbiamo “perdonare” chi non ha saputo amarci, allo stesso tempo proponiamoci di smettere di desiderare la mancanza. Liberiamoci dal marchio del non amore. Come ho già più volte ripetuto, l'amore prevede una buona dose di libertà, anche la libertà dalla schiavitù di un amore a tutti i costi. So che non è semplice da realizzare, ma solo se ci sapremo riscattare dal bisogno potremo riuscire ad amare qualcuno davvero e non desiderarlo come un sostituto, come un oggetto da cui dipendere per riempire il vuoto. Il vuoto si riempe con un amore libero che sa essere scambio, confronto e simmetria.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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