sabato 7 maggio 2016
martedì 26 aprile 2016
Omaggio a William Shakespeare: l'eternità dell'amore
Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte.
(Romeo e Giulietta)
(Romeo e Giulietta)
Immagine presa dal web
Desidero parlare di amore ispirandomi alla parole di William Shakespeare per omaggiare una figura importante della letteratura mondiale nella ricorrenza dei 400 anni dalla morte. Una frase meravigliosa che canta l’immortalità del vero amore. Non voglio riferirmi però al contesto specifico della storia di Romeo e Giulietta, ma andare oltre per cogliere il messaggio, o meglio i messaggi, di questo pensiero poetico. Se c’è stato un vero amore, nel momento in cui l’oggetto amato non sarà più presente ne resterà il ricordo. Ma il ricordo sarà così bello e potente da non rimanere patrimonio esclusivo di chi lo rammenta, bensì si farà bellezza per tutta l’umanità. Un pensiero ed una visione che fa uso dell’iperbole, sembra quindi esagerare: chi ama dilata le emozioni e le manifesta in certi casi usando parole apparentemente spropositate. A volte perché non può vivere pienamente il proprio amore e le parole aiutano a manifestarne tutta la grandezza, cosicché l'oggetto d'amore anche da lontano potrà sapere. Allo stesso tempo questo pensiero di Shakespeare ci ricorda che chi ama è generoso, l’amore vero è altruismo, è felicità a tal punto da voler farlo sapere all'universo intero: Il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte. William Shakespeare resta un poeta al di là del tempo e risulta quasi un oltraggio insinuarsi nelle sue parole.
Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata
mercoledì 20 aprile 2016
Scrivere con il cuore
Il
nuovo libro di Candida Livatino
Se
l'amore materno l'ha spinta a diventare una grafologa professionista,
suo figlio alle elementari scriveva malissimo e lei l'ha portato da
un'esperta poi divenuta la sua insegnate, l'amore per la scrittura
l'ha condotta ad essere un'autrice amata dal pubblico. Candida
Livatino, con il suo nuovo libro Scrivere con il cuore
ed. Sperling&Kupfer, si avvia ad un nuovo successo editoriale.
L'amore
di coppia e le sue variabili, le sue difficoltà quotidiane, ma anche
le soddisfazioni che sa regalare, può essere maggiormente sondato
con l'interpretazione professionale della scrittura. Candida ha
voluto donare la possibilità di cimentarsi nella scienza della
comprensione dei segni pubblicando un testo scorrevole e di immediata
comprensione; leggendolo possiamo renderci conto se il nostro partner
è portato alla fedeltà, se è sensibile o aggressivo, romantico o
pragmatico, se è portato al sesso.. e tanto altro. Prima di
affrontare la vita di coppia è utile scoprire il più possibile
l'altro o l'altra che ci vivrà accanto per non rendersi conto troppo
tardi di aver commesso un errore. Scrivere con il cuore
è un valido aiuto per conosce meglio l'altro e noi stessi.
www.livatinocandida.it
www.livatinocandida.it
Maria
Giovanna Farina ©Riproduzione riservata
sabato 26 marzo 2016
Amore sì, amore no. È davvero amore?
Non
avere paura
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| Amore sì, acrilico su tela di Flavio Lappo, 2015 |
E' davvero amore? Domanda
lecita che mi è arrivata da una lettrice del blog, ma è un quesito
del tutto inutile se posto con intento teorico. Come si fa a capire
se è amore? Anche se viene fornita una spiegazione dettagliata dei
fatti, se mi si illustra cosa accade tra due persone in coppia, io
non sono lì e posso solo trarre conclusioni per dare suggerimenti
generali. Posso aggiungere che bisogna guardarsi dentro con maggior
attenzione, posso dire che lui ha dei comportamenti equivoci, ma cosa
risolvo infine? Per comprendere se è amore è necessario
sperimentare evitando di porsi una catena infinita di domande. Le
domande ossessive rovinano la vita, l'eutimia, le buone relazioni
e non sono in grado di darci le
risposte attese. Chi pone questa domanda in realtà sa già che non è
amore, ma per una serie di ragioni vorrebbe lo fosse: questa è la
realtà, a volte cruda e dolorosa, ma è l'unica strada per non
rimanere ferite e deluse, ciò vale anche per gli uomini nei
confronti delle donne. Cerchiamo la forza dentro di noi, allontaniamo
la paura di non guardarci dentro, osserviamoci: scopriremo i colori
dell'amore che è vita e gioia. Allora potremo sollevarci e renderci
conto di quanto siamo importanti: è faticoso rompere il granito, ma
poi la soddisfazione è immensa.
lunedì 29 febbraio 2016
L'amore ha le sue aspirazioni
Intervista
a Fabrizio Romagnoli
Fabrizio
Romagnoli è
nato
a Tolentino (MC). È attore, autore, regista teatrale e insegnante di
recitazione, interpretazione canora e di scrittura drammaturgica. Non
fuma, mangia curcuma, peperoncino e altre spezie... Ho voluto
dialogare con lui sul tema dell'amore.
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| Foto di Sebastiano Melloni |
L'amore
si manifesta in tutte le azioni positive e creative della nostra
vita, come sei arrivato alla recitazione? Per amore immagino?
Per
amore e per odio! Per amore perché la mia fidanzata di quando avevo
sedici, diciassette anni faceva danza ed io per seguirla frequentai
la scuola con lei dove si faceva anche recitazione: ne rimasi
attratto. Devi sapere che fin da piccolo mi facevano, quando c'era
l'occasione, raccontare le barzellette. Ero un buffone, mi piaceva
far divertire, salivo sui tavoli. Poi durante l'adolescenza, non so
cosa sia successo, quando mi facevano quella richiesta sarei fuggito,
per me era la cosa più odiosa. Amore e odio mi portarono in quella
scuola: rimasi folgorato, la recitazione divenne il più grande amore
della mia vita. Abbandonai gli studi, finii il liceo senza problemi,
fino in terza andavo benissimo poi campai di rendita. Dopo le
superiori i mie libri divennero Cechov e Shakespeare. A diciotto anni
i miei amici andavano in discoteca ed io in casa a studiare.
Meglio,
no?
Per
certi versi sì ma mi sono mancate certe esperienze
Così
le hai fatte da grande?
Sì
e forse è meglio perché hai un'altra testa
E
allora il teatro durante l'adolescenza dove ti ha condotto?
Avevo
tantissimi amici di cui ero il capogruppo, ci si trovava al parco per
decidere cosa fare, ma quando incontrai il teatro cambiai vita
completamente
Quindi
è stato un grande amore a spingerti a continuare?
Sì,
è lo scopo della mia vita! A parte la mia famiglia, mamma e fratello
perché papà è mancato, c'è solo il teatro. Anche la televisione e
il cinema, ma sempre nel senso di recitare, non è mai solo imparare
a memoria le battute: quella non è recitazione. Per me questo lavoro
è qualcosa di appagante, dopo la fatica c'è la soddisfazione di
aver fatto qualcosa per qualcun altro
Quindi
niente amore nella tua vita a parte il teatro?
Se
ti dai in maniera così totale non hai tempo per una moglie... e poi
ho fatto la mia scelta egoistica, ho preferito il teatro perché non
ti tradisce mai
Ma
se trovi la persona di cui ti innamori?
Beh,
quello può accadere
Non
è che hai paura di finire in “gabbia”? L'amore che dura è
privazione di libertà
L'ho
provata la gabbia ed è bello rimanerci finché dura l'amore. Il
fatto è che io sono legato alla mia famiglia... le cose che tu dici,
l'amore incondizionato l'ho provato, ma se giunge il tradimento ti
crolla tutto in due secondi ed è lì che mi è scattato il lato
egoistico: non mi sono incattivito, ma dato che si vive una sola
vita: me la vivo come voglio. Magari stai con una persona e dopo
qualche anno ti senti dire - Non ti amo più – allora vado in
palestra!
Può
succedere il tradimento, del resto bisogna amarsi in due
Mi
è successo più volte... che lei trovasse la finestrella della
gabbia aperta. Siccome la gabbia non è un contratto a vita, se ho
cose che mi danno più soddisfazione preferisco quelle e il teatro,
come ti ho già detto, per me è soddisfazione allo stato puro.
Quindi
le donne?
Donne
che vengono, donne che vanno...
Va
beh, ho capito... Prendendo spunto dal cortometraggio La corsa
(partecipazione al premio David di Donatello n.d.r.) di cui sei
interprete, lì si parla di una piaga come lo stalking, vissuta da
due esuli greci in Italia. C'è una relazione extraconiugale e lei
usa la legge per liberarsi di lui... Due sono gli argomenti: stalking
e tradimento, la seconda è una parola e un atto che si oppone
all'amore. Cosa ti ha lasciato questa storia?
Mi
ha lasciato una grande amarezza per il fatto di usare l'essere umano
come un oggetto, nella nostra società succede anche al contrario ma
non è preso tanto in considerazione. Si dice che c'è parità dei
diritti ma ci sono cose che hanno un valore diverso se le fa un uomo
o una donna. Con questa storia si è voluto mettere in evidenza che
lui si innamora e lei vuole solo una relazione extraconiugale.
Guardando il filmato si nota anche che il braccialetto che lui le ha
regalato, lei lo indossa quando esce per rimorchiare altri uomini. La
donna infine usa la legge per liberarsi di lui.
Del
resto da come viene messo in scena si capisce che lei non è
innamorata e lui sì
Il
fatto che siano entrambi sposati è anche dare il messaggio che
queste gabbie non sono sigillate, ma si possono rompere
Come
hai vissuto il tradimento nella vita quotidiana?
Malissimo,
per me il tradimento è la cosa peggiore perché non capisci il
perché. Ti viene da dire: ma cosa c'era che io non ti davo? Per me è
una forma di omicidio
Quindi
non sei uno che tradisce?
No.
Mi è capitato di tradire al livello sessuale. Il sesso e l'amore
sono due cose distinte. Se è solo sesso lì è l'animale che è in
me a dover trovare spazio. Nell'amore, come nell'amicizia, come nella
famiglia: non si tradisce.
L'amore
di coppia cosa rappresenta per Fabrizio?
È
un legame che va oltre la morte e prima della nascita: è il non
tradire in sé
Insegnare
a recitare: cosa significa veramente?
È
una grandissima responsabilità soprattutto quando insegno ai giovani
perché vado a mettere dei tasselli nel loro carattere, è molto più
semplice quando insegno agli anziani. La recitazione è la
comunicazione in toto
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| Foto di Sebastiano Melloni |
Chi
frequenta i tuoi percorsi di insegnamento diventa attore o lo fa solo
per fini terapeutici?
Tutte
e due, ho insegnato a giovani che poi sono diventati attori e ne sono
molto orgoglioso; ho insegnato a ragazzi e ragazze a cantare, non il
canto tecnico ma l'interpretazione canora che in Italia non è
diffusa
Di
cosa si tratta?
L'interpretazione
canora è quando sai mettere dentro ad una canzone, che altro non è
se non un libro ristretto in pagina, tutta la vita necessaria a quel
personaggio
Allora
è un po' recitare con la musica?
Certamente,
se la canzone non la immagini, non la senti, se non la vivi
lasciandoti trasportare dal personaggio, come fai a comunicare una
storia d'amore, di tradimento, di passione? È impossibile! È molto
più difficile interpretare una canzone che uno spettacolo teatrale.
Tutti
abbiamo capacità di recitare?
No,
tutti non possiamo fare tutto... nemmeno giocare a nascondino. Mia
nipotina mi dice - sei nascosto? - ci vuole capacità anche in questa
cosa. Non possiamo fare tutto, ci sono persone che trovano giovamento
terapeutico dal teatro, ci sono persone di grande talento che hanno
bisogno di recitare per esprimersi. Se quella è la tua strada, io
non credo al destino perché il destino si crea ogni giorno, la
raggiungerai e se non ci riuscirai è perché in qualche tessera del
cammino hai toppato
Quale
progetto vorresti a realizzare e ancora non ci sei riuscito?
Mi
piacerebbe recitare in un film nei panni di un personaggio
turbolento, sai tipo cinematografia americana, ma avendo 46 anni
questa fase è passata. Ciò che vorrei fare davvero è un musical.
Ho appena finito di scriverlo, adesso mi vedo costantemente con un
musicista per le musiche perché non so scrivere la musica anche se
la leggo, canto... ma non ho avuto il tempo di imparare a suonare uno
strumento. Poi cercheremo la produzione... vorrei quindi fare il
musical e far lavorare attori bravi e non chi ha il...
Auguro
a Fabrizio la realizzazione del suo progetto, anzi sono certa che
andremo a teatro a goderci il suo musical! www.fabrizioromagnoli.it
mercoledì 24 febbraio 2016
Gli amori diversi
La
diversità si gestisce con la ragione
L'amore,
questa parola grande e semplice, meravigliosa e angosciante ci tiene
in vita. Accade fin dalle origini: veniamo al mondo, se tutto fila
per il verso giusto, con e per un atto d'amore. Ma il nostro modo di
affrontare la vita, e quindi anche l'amore, può trasformare una cosa
bella in un calvario se non ci fermiamo un po' a riflettere sulle
nostre scelte. Gli amori diversi sono tanti, pensiamo ai matrimoni
misti e allo slancio amoroso che unisce due perone anche se di
cultura, religione e costumi differenti; allo stesso tempo non
possiamo sottovalutare le difficoltà che tali unioni incontrano sul
loro percorso di integrazione sociale. Difficoltà che si spingono
anche dentro la coppia stessa, il “due cuori e una capanna” è
uno stato mentale che si dissolve dopo i primi tempi, mentre le
discriminazioni esterne intaccano la felicità dei due innamorati:
solo un amore solido insieme alla forza di lottare mantengono unita
la coppia. Ci sono però casi in cui l'amore è assolutamente
impossibile da vivere appieno, quando non c'è alcuna strada per un
vero rapporto di coppia: è il caso in cui uno dei due ha un
orientamento sessuale diverso dall'altro. Non serve disperarsi,
accanirsi o ancor peggio fare finta di nulla; non ci sono istruzioni
per aggirare l'ostacolo. Per vivere meglio una simile esperienza c'è
solo l'acquisizione di una consapevole e razionale presa di
coscienza: non si possono cambiare le persone. Se a qualcuno di voi
capitasse di scoprire di amare una donna o un uomo omosessuale,
l'unica cosa è rimanere semplici amici e ognuno seguire la propria
inclinazione sessuale. Mi rendo conto di essere un po' dura con
questa affermazione, ma per vivere meglio a volte bisogna esserlo.
Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata
sabato 13 febbraio 2016
Prigioniere di un sogno
Primi passi verso l'autonomia
A volte capita di essere prigioniere di un sogno, quello dell'amore incondizionato e per raggiungerlo siamo disposte anche, purtroppo, a soffrire, a lasciarci sottomettere e calpestare nella nostra dignità.
L'amore, pur nelle sue contraddizioni (non sempre rende felici ma infelici quando si oppone alla sua prerogativa di essere terapia per l'anima) ci chiede di essere vive nel corpo e nella mente.
La vita vuole libertà ed è questo il punto importante, quello di essere libere. Per essere donne emancipate è necessario, indispensabile, conquistare l'autosufficienza emotiva che si raggiunge solo se ci si convince di farcela davvero.
Si conquista a partire dalle piccole azioni quotidiane, non accettando ad esempio idee improduttive come: "Oggi sono sola e allora non apparecchio la tavola, non mi pettino, sto in tuta....".
Non dobbiamo fare qualcosa in funzione della presenza del compagno o del marito, ma imporci di vivere adeguatamente le nostre giornate anche se siamo sole. Prendendo confidenza, conoscenza e stima con il nostro essere profondo possiamo amarci, rispettarci e diventare indipendenti emotivamente.
Raggiunto questo obiettivo potremo ritenerci donne emancipate perché libere dalla catena del pregiudizio di avere per forza bisogno di qualcuno. Inoltre se saremo davvero libere potremo intraprendere una relazione sentimentale appagante e paritaria. Ma non solo questo: saremo figlie autonome, madri equilibrate e proficue, nonne serene nell'accertare lo scorrere del tempo.
Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata
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