sabato 26 dicembre 2015

Quando l'amore è una maschera

I due universi, acrilico su tela di Flavio Lappo


La maschera dell'amore o quando l'amore è una maschera, frase che è nata in un momento di relax durante il Natale mentre osservavo il dipinto che Flavio Lappo ha creato per il mio romanzo Dimmi che mi ami, ed. Silele. Effettivamente a volte l'amore è una copertura fatta per nascondere il dolore, il rancore, la sofferenza rappresentata da quel cuore a centro immagine che gronda sangue d'amore e forse dell'amore non ha capito nulla. Quando l'amore ci fa soffrire perdiamo energia e vitalità rappresentate nel dipinto dalle gocce di sangue diventate piccoli cuoricini, a loro volta scaturite da un cuore ferito dalle incomprensioni, dalla gelosia e dal tormento di Leda, la protagonista. Ma se analizziamo la figura soffermandoci sul cuore grande, lo possiamo vedere come un velo che scende sul volto di lei, una maschera che sa occultare altro: ciò che forse non vuole dire neppure a se stessa. Con la maschera lei crede di tenere stretto il suo innamorato, ripetendo il suo amore all'infinito spera di giungere allo scopo, mentre poi si accorgerà che l'amore è forza terapeutica solo se lasciato libero di essere quello che è. Una potenza universale indistruttibile fatta per dare e conservare la vita. L'amore non è un pretesto per mettere le catene all'altro.


Maria Giovanna Farina © Riproduzione riservata

venerdì 4 dicembre 2015

Il giardino delle mele, la violenza non deve vincere

copertina realizzata da Daniela Carcano

Il giardino delle mele, la violenza non deve vincere Silele edizioni è il mio ultimo libro. Un breve saggio divulgativo per prevenire la violenza sulle donne nato da tanti incontri anche in occasione delle presentazioni del romanzo Dimmi che mi ami.

Dalla IV di copertina:
Dobbiamo arrivare prima della violenza, dell'abuso e del massacro del femminile. Il giardino delle mele parte da una riflessione che capovolge ironicamente la storia di Adamo ed Eva e prosegue concentrandosi sulla auspicata parità tra i sessi, sulla prevenzione e sull'amore come antidoto alla violenza. Caratterizzato da istruzioni pratiche evidenti ma anche da cogliere tra le righe, è un libro di prevenzione veloce ed accattivante: un alleato prezioso per aiutare le donne a non diventare vittime della violenza.

Ecco le foto della prima presentazione del 25 novembre 2015 scattate da Giuseppe Turati:



con il sindaco Siria Trezzi e l'assessore alle Pari Opportunità Patrizia Bartolomeo

con Daniela Carcano
con Lucia Isabel Esposito e Daniela Carcano








domenica 8 novembre 2015

Quando l'amore finisce


Separarsi e continuare ad amarsi


Estinguersi, disegno a matita di Flavio Lappo

A volte la vita è davvero strana, ci mette difronte a situazioni che non avremmo immaginato. Ambra Angiolini si separa da Francesco Renga: non voglio entrare nel merito della sua vita privata, ma ispirarmi per una riflessione. Leggendo un'intervista che la protagonista ha rilasciato, si intuisce che la vita di coppia era troppo pesante da gestire nonostante l'amore dichiarato per l'ex. Una sua frase mi colpisce - Non mi sentirete mai recriminare con frasi tipo “Per lui ho fatto qualsiasi cosa”-
Ora focalizziamo sulla dichiarazione che ho messo in evidenza: è giusto non recriminare anche perché se si è fatta qualsiasi cosa mentre si amava, in quel momento per noi era naturale. Quando non amiamo più tutta la fatica diventa palese e ci sembra di aver sprecato il tempo e la vita... ma ormai è finita. A questo punto ci renderemo conto di aver perso qualcosa di noi che non tornerà più: ci siamo date fino in fondo ed ora siamo deluse. Già, ma mentre Ambra sta dicendo “non mi sentirete mai...” noi l'abbiamo già sentita, la frase è già uscita, quindi tutto il racconto dell'amore che continua, un amore enorme che Ambra ha dichiarato nella nota intervista, non è convincente.
Per superare una delusione il primo passo è ammetterla con tutti i pensieri e le parole che abbiamo dentro di noi. Non dobbiamo fare finta di essere forti e sagge, ma al contrario dobbiamo arrabbiarci perché il nostro progetto d'amore si è rovinato. Ci farà bene, eccome se ci farà bene! Al diavolo il bon ton, evviva la capacità di liberarci! Una volta purificate dal dolore e dal risentimento, con l'anima alleggerita, ameremo ancora il nostro ex, anche se in modo molto differente.



Maria Giovanna Farina

© Riproduzione riservata



lunedì 2 novembre 2015

Quando amare fa rima con “rubare”

Amore per l'oggetto sottratto

Il furbetto, acrilico su tela di Flavio Lappo


Ci sono persone che si innamorano sempre della donna o dell'uomo di qualcun altro. Può capitare a tutti, ma quando diventa una costante non è più un caso bensì una ripetizione ossessiva che fa male a tutti. Sappiamo quanto innamorarsi di qualcuno impegnato sia una catastrofe per tutte le conseguenze che ne derivano, dall'impossibilità di una relazione vissuta giorno per giorno fino al rischio continuo di essere scoperti dal partner ufficiale. Ma come mai mi continuo ad innamorare di persone impegnate? È la domanda ricorrente. La risposta: perché per te l'amore diventa eccitante se è un “furto”. Tutti da bambini abbiamo rubato un oggetto piccolo e insignificante: alzi la mano chi non lo fa fatto? Mi riferisco ad un'età in cui si è consapevoli che si sta rubando e ci si prepara all'azione. Giunti sul luogo del “delitto”, l'adrenalina sale, si prova un'ebrezza piacevole e allo stesso tempo paurosa, ma vinto ogni timore si allunga la mano. Quell'oggetto è nostro, se nessuno ci coglie in fallo e non viviamo la vergogna di sentirci ladri possiamo tranquillamente riprovarci. Nella maggior parte dei casi non si diventa rapinatori seriali e la soddisfazione di aver infranto le regole è sufficiente, non c'è bisogno di scomodare Freud per capirlo. Ma se l'appropriamento indebito diventa l'unica modalità di acquisto, ecco che ci trasformiamo in ladri e non sempre di oggetti...a volte di persone. Insomma certi esseri umani riescono ad amare solo così e non sempre per non prendersi la responsabilità dell'amore di coppia stabile. Certo è che una volta conquistato il bottino spesso l'amore svanisce e la ricerca di una uova preda diventa impellente. A meno che si abbia voglia di fermarsi a riflettere per cercare la via d'uscita.

Maria Giovanna Farina

© Riproduzione riservata

domenica 25 ottobre 2015

Letteratura e arte

Opere di Rinaldo Biasetti


Rinaldo Biasetti, architetto e pittore ha realizzato dipinti ispirandosi al mio romanzo Dimmi che mi ami e al precedente Ho messo le ali. La tecnica è olio. Eccone alcune: 




mercoledì 23 settembre 2015

Matrimonio e amore


Dal libro di Tolstoj, 
un’analisi antica e attuale al tempo stesso

 
Il confronto, acrilico su tela di Flavio Lappo
Il titolo del libro, La sonata di Kreutzer di Lev Tolstoj, si ispira all'omonimo pezzo di Beethoven ed è un dialogo, quasi un monologo, avvenuto in treno durante un viaggio. La narrazione prende le mosse dalla confessione di qualcosa di tremendo che non svelerò per non togliere al lettore il gusto della scoperta. Matrimonio e amore tra uomo e donna vengono qui analizzati con un disincanto al limite del cinismo dove i ruoli hanno un grosso peso. Frasi come “Le donne sono mille volte più pericolose del gioco d'azzardo” lasciano perplessi, quasi spingono all'abbandono del testo certi di trovarsi di fronte al più retrogrado e becero maschilismo. Continuare la lettura premia perché Tolstoj analizza, tra l’altro, con grande acutezza la ragione della mancata parità dei diritti uomo-donna, imputando al maschio la colpa di considerare la femmina soprattutto come oggetto di piacere. È interessante procedere nella lettura perché si incontrano tutte le difficoltà di una coppia con figli, disagi considerati con attenta e meticolosa capacità critica. L'analisi di questo matrimonio pieno di contrasti si spinge fino all'entrata in scena di un terzo incomodo, tutto in un'atmosfera di profonda analisi influenzata dal primo Freud, quello impegnato nello studio dell'isteria. Un interessante ed originale viaggio nell'animo tormentato di un marito geloso, un percorso di cui si può non condividere tutto ma dal quale non si riesce a non lasciarsi affascinare grazie ad una scrittura che sa condurre anche alla riflessione più profonda sull'agire, a volte estremo, di molti esseri umani. Quando le circostanze sono favorevoli potremmo trovarci ad agire come l'interprete.
Sul treno c'è un passeggero che ascolta tutta la vicenda umana del protagonista senza ergersi a giudice, l'interesse del compagno di viaggio sa andare oltre per offrire un ascolto ed una partecipazione emotiva degna di un uomo non comune. È un classico da leggere anche per scoprire quanto certe tematiche trattate da Tolstoj, uno scrittore dell'ottocento, siano tremendamente attuali e, ahimè, non ancora risolte.  


Maria Giovanna Farina

© Riproduzione riservata

martedì 15 settembre 2015

Vuoi trovare l'amore?

Rallenta e prenditi qualche minuto al giorno

Occhi, acrilico su tela di Flavio Lappo



Pensiamo sia meglio vivere relazioni mordi e fuggi piuttosto che innamorarci? Poi però non lamentiamoci di non essere amate e desiderate. In realtà è la fretta a remare contro l'amore, la frenesia con cui viviamo la nostra vita quotidiana rende sempre più difficile approfondire la conoscenza e impossibile scovare il nostro lui nel mare della moltitudine se non ci diamo il tempo. Allora rallentiamo: mettiamo in tasca per una manciata di minuti al giorno il nostro smartphone, tablet...facciamo un bel respiro, rilassiamoci e ovunque siamo guardiamo negli occhi chi ci sta difronte: in metropolitana, sul tram, nella sala d'aspetto del medico. Lo sguardo è il primo messaggio da indagare per capire l'altro. Magari lui non è bello, forse non ci piace al primo istante, non è l'uomo dei sogni, ma in seguito potremmo scoprire quanto sia piacevole passeggiare con lui, chiacchierare di tutto, mangiare un gelato e amarlo. L'amore ci colpisce inaspettatamente, osservare gli occhi di un uomo ci regala la possibilità di accorgerci così da non perdere “la freccia di Eros”.  
Maria Giovanna Farina