domenica 23 marzo 2014

Matrimonio, divorzio, figli

Matrimonio, divorzio, figli: una riflessione per provare a vivere meglio

immagine di globus magazine


La richiesta di una lettrice mi spinge a trattare questo argomento.
Matrimoni finiti, uomini e donne avviliti per il progetto di vita a due fallito in un divorzio. I figli soffrono, i padri separati balzano agli onori della cronaca per la precarietà economica ed emotiva della loro esistenza. I soldi non bastano più, molti di loro devono lasciare la casa alla famiglia e si riducono a dormire in auto. E le madri separate devono accudire i figli ancora più di prima, l’ex marito riesce a vedere i bambini solo nel fine settimana e non può, a volte non vuole, occuparsi di loro. Tutti conducevano una vita dignitosa mentre ora tutto è spazzato via con un colpo di vento, magari odi e risentimenti complicano ancor di più i rapporti. Non sono contro il divorzio e nemmeno avverso il matrimonio, ma rifletto sul fatto che si dovrebbe pensare a lungo prima di fare il grande passo. Riflettere sull’azione che si sta per compiere, riflettere e cercare dentro di sé le ragioni che spingono alla scelta matrimoniale e al desiderio di diventare genitori. È importante comprendere se è la cultura in cui si è immersi a far percorrere il sentiero dell’unione per la vita, oppure se lo si fa perché lo fanno tutti gli amici, lo hanno fatto i genitori o semplicemente perché è la strada più comoda per uscire dalla casa paterna e spiccare il volo verso una maggiore libertà. O magari perché ci si convince di non essere in grado di trovare la persona adatta e allora si sposa chi appare, al momento, come la soluzione migliore. Queste ragioni sono troppo deboli per sposarsi e dove non c’è una forte motivazione, il tracollo è in agguato. E se poi la persona adatta la si trovasse dopo il matrimonio? Un bel guaio! Lo so, se ora vi dico che alla base del matrimonio ci vuole l’amore mi direte in coro: lo sappiamooo! Vero, lo sappiamo tutti, ma allora perché molti, troppi, si sposano per motivi diversi e non per amore? Questo discorso può apparire banale ma non lo è, desidera solo riportare l’attenzione sulle basi solide di un’unione. Gli esseri umani sono, a mio parere, liberi di agire, sbagliare e correggersi senza però coinvolgere persone innocenti come i figli. I figli, nonostante si dica da più parti che prima o poi accettano, capiscono e si adattano, in realtà la separazione dei genitori rimane per loro la promessa disillusa di avere una famiglia. C‘è chi prosegue a vivere insieme nonostante comprenda di non amarsi più, ma anche qui forse non fa la cosa giusta…difficile trovare il comportamento migliore. Ecco perché una sana riflessione sul senso del matrimonio andrebbe fatta a partire dalla scuola: educare alla scelta più consona alla propria natura può rendere migliori molte vite. Per fortuna esistono genitori separati in grado di condurre egregiamente la loro condizione affiancando i figli nella crescita e preoccupandosi di non far loro mancare affetto, vicinanza, comprensione...purtroppo non sono la maggioranza.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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mercoledì 26 febbraio 2014

Non mi ascolta? Scopriamo l'origine del dialogo


Il partner non ti ascolta? Leggi Il Simposio




Il dialogo è lo strumento di comunicazione più adatto all'interazione umana e più utile per la vita quotidiana. Mi si chiede “Mi dicono di dialogare col partner, ma come si dialoga se dall'altra parte non c'è volontà di ascolto?” Con l’ausilio del dialogo si possono appianare i conflitti, si impara a conoscere chi ci vive accanto, si ascolta la nostra voce e quella altrui. Giusto, ma se lui o lei non mi scolta? Dobbiamo prima di tutto risalire all'origine del dialogo. Direi che Il Simposio può dirci qualcosa di utile. Il Simposio è una delle opere più celebri di Platone, è un banchetto dove si celebra l’Amore a partire da quello fisico per giungere, attraverso la riflessione ed il dialogo appunto, alla rappresentazione più alta ed ideale di Eros. Eros è un dio dall'importanza straordinaria e nel Dialogo vengono descritte le sue implicazioni positive con la realtà umana: dove c’è Eros/Amore c’è pace, serenità e armonia. Una proposta di lettura molto utile se affrontata con la giusta predisposizione: ci troviamo di fronte ad un testo scritto qualche centinaio di anni prima di Cristo ricco di simbologia e con un linguaggio diverso dal nostro, ma ancor valido per noi uomini del terzo millennio. Leggerlo può aiutarci a comprendere molte sfumature del nostro essere. Importante è il discorso di Socrate che dà delle precisazioni al significato dell’amore, esso è prima di tutto amore per qualcosa e non può mai essere amore fine a se stesso. Eros è amore di qualcosa di cui si sente la mancanza. In ultima analisi se l'altro non ci ascolta può dipendere anche da noi: forse non ci poniamo con il desiderio di farci capire, forse parliamo al momento sbagliato quando l'altro ha sonno, fame...o forse Eros è volato via e il non ascolto è solo disinteresse. 

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 2 febbraio 2014

Che cosa è l'amore?

Risponde la cantante Selene Lungarella



Cerco una definizione da donare all’Amore: chiudendo gli occhi l’unica visione che riesco ad avere è una pagina bianca in cui il senso è disegnato dalle Emozioni. Potrei probabilmente usare la citazione di qualche poeta o partire da una qualsiasi canzone che ha cercato di coglierne l’essenza; potrei usare la fotografia di un cielo stellato o il respiro di una vita al suo nascere o al suo appassire, nel tempo e nel percorso della nostra storia. Invece mi ritrovo con lo sguardo perso nel vuoto per capire che l’AMORE E’ … TUTTO! L’Amore è tutto ciò che da significato al nostro esistere, che dipinge il nostro vivere quotidiano. 

Il 10 febbraio 2014 Selene sarà a Milano in concerto al Teatro Out Off. 
Per info www.selenelungarella.com

domenica 15 dicembre 2013

Non rinunciamo all'amore





Mi è giunta una lettera interessante sul tema dell'amore da parte di un uomo di 60 anni uscito con le ossa rotte, come lui afferma, dall'ultima storia d'amore ma forse da tutte quelle della sua vita. Per ovvi motivi di privacy riporto solo un brano che può interessare i lettori di questo blog. Segue la mia risposta riflessione sull'argomento propostomi.
...Ho avuto una vita piuttosto movimentata e mi sono più volte innamorato o, per meglio dire, ho pensato più volte di innamorarmi. L'INNAMORAMENTO, quel periodo-stato a cui fai accenno nel tuo sito e per il quale ho attraversato la vita come se fosse quasi l'unico scopo. A 60 anni penso di poter tirare i remi in barca, almeno da questo punto di vista, anche se ho già fatto questa riflessione allo scoccare dei 40  e dei 50 anni.

Caro amico, leggendo la tua lettera ho fatto l'immediata associazione ad un noto romanzo del passato: La coscienza di Zeno di Italo Svevo. Zeno Cosini, interprete del racconto, voleva smettere di fumare e per cercare di mantenere il suo proposito scriveva sempre U.S. Ultima sigaretta. Non voglio essere riduttiva, ma le tue storie d'amore sembrano qualcosa da cui doversi liberare quasi fossero una dipendenza e il proposito di chiudere ad ogni decennio me lo hanno fatto pensare. Forse sta in questa presunta dipendenza l'impossibilità di uscirne vittoriosi. Quando l'amore non è forza vitale, rigenerante balsamo, può diventare una sostanza che ci tiene legati all'oggetto della nostra passione solo perché ne abbiamo bisogno. Il bisogno rende prigionieri e per questo arriva il momento in cui possiamo decidere che è meglio chiudere il nostro cuore. La dipendenza non si risolve con l'abbandono del progetto amore, bensì armandosi di coraggio e pazienza si può percorrere a piccoli passi quotidiani il percorso di crescita. Sappiamo quanto la dipendenza rimandi alla condizioni infantile, e alcuni incontri possano rievocarla se non la si è risolta. Iniziamo allora a scavare nel nostro modo di amare per comprenderne il senso. Lo so, starete pensando che non è romantico, ma è inevitabile se si vuole capire e pian piano andare oltre.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 17 novembre 2013

Fiorella Mannoia omaggia Lucio Dalla

A te



A te, ultimo lavoro discografico di Fiorella Mannoia, è un tributo a Lucio Dalla scomparso due anni fa. Fiorella ha fatto rivivere Lucio Dalla aggiungendo grazia ed eleganza insieme femminile e poetica. Quel femminile che esiste in ognuno di noi, al di là se siamo maschi o femmine, è una parte di sé da preservare e mettere in gioco con gli altri, quelli che ci vivono intorno. Noi umani, non dimentichiamolo, siamo esseri-nel-mondo e come tali non possiamo rinunciare all’incontro. Nella video intervista che metto di seguito, la Mannoia parla della grande generosità con cui Lucio si rivolgeva alle persone, ai suoi concittadini, senza fuggire di fronte agli ammiratori. Senza diventare un divo, ma rimanendo il poeta di sempre. L’omaggio a Lucio Dalla, sottolinea Fiorella, è anche un grande stimolo per la produzione artistica che deve rinnovarsi. Collaborando con altri, lei ha creato qualcosa di nuovo, al contrario di alcuni suoi colleghi non si è chiusa nella propria individualità. Questo tributo a Dalla consente l’ascolto di una Mannoia fin ad ora sconosciuta. Una dolcezza, un’eleganza nella voce e nell'esecuzione, intense più che mai, sanno scendere in fondo all’anima, toccando le corde più sottili. Sublime l’interpretazione de La casa in riva al mare. Nel blog dell’amore questo disco rappresenta l’incontro, l’erotismo, la sensualità e l’amore: stati del mondo importanti per una migliore convivenza.


La cantante non porterà in tour il disco dedicato a Dalla per non far perdere il valore sentimentale del suo omaggio al grande cantante bolognese: unica tappa all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 23 dicembre. La cantante sarà accompagnata dall’orchestra di 30 elementi che ha già lavorato con lei all’album, l’Orchestra Sesto Armonico, con i direttori Beppe Vessicchio, Pippo Caruso, Stefano Zavattoni, Marcello Sirignano e Paolo Buonvino. La Mannoia sarà anche accompagnata dalla band ormai storica formata da  Carlo Di Francesco  alle percussioni, Davide Aru alla chitarra, Fabio Valdemarin al pianoforte, Luca Visigalli al basso e Diego Corradin alla batteria.

I brani del CD:

1. Stella di mare
2. Se io fossi un angelo
3. Chissà se lo sai
4. La casa in riva al mare
5. Anna e Marco
6. Milano
7. Caruso
8. La sera dei miracoli (feat. Alessandra Amoroso)
9. Cara
10. Felicità (feat. Ron)
11. Sulla rotta di Cristoforo Colombo



Intervista video in cui la Mannoia racconta del disco e del suo rapporto con Lucio Dalla.



Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it


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domenica 10 novembre 2013

Esiste un uomo per tutte le stagioni?

Amare lontani dai “luoghi comuni”




Una domanda che sembra presentare il partner come un oggetto di consumo e non una persona d’amare. In realtà si tratta di una frase che rimanda ad una considerazione fattami da Riccardo, un lettore del blog, rammaricato, direi deluso e amareggiato, per essere stato messo da parte dalla compagna più giovane. “Ora lei vuole un ragazzo ed io sono come immondizia”, un’amara presa di coscienza, estrema e senza possibilità di replica. La mia risposta sarà altrettanto senza mezzi termini: sì, per certi versi esiste un uomo per tutte le stagioni. Uno per l’adolescenza, uno per la giovinezza ed uno per la maturità. Nell’adolescenza è adatto, molto spesso, un ragazzo tenero e gentile, da giovani uno che sa capirti e nella maturità uno che sappia farti sentire sempre desiderabile come da giovane. Sono stata schematica perché il punto dove voglio arrivare è rispondere al nostro lettore dicendo che gli umani non sono tutti uguali, così le donne e le relazioni. Forse, semplicemente, la storia d’amore di Riccardo doveva concludersi perché non c’era più nulla che la sostenesse: non è detto si tratti della ricerca da parte della sua compagna di un uomo più prestante ed eccitante. Da filosofa non accetto le idee preconfezionate. È bene quindi analizzare la propria relazione con calma e senza farsi influenzare da dicerie. Fa male ammettere sconfitte, tradimenti e abbandoni ma non credo si possa risolvere il dolore affidandosi alle “stagioni”. L’amore non sempre dura tutta la vita, questa è una possibilità da non dimenticare per evitare cocenti delusioni soprattutto quando la donna amata è molto più giovane.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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domenica 3 novembre 2013

Amore e ricerca di noi

Il “destino” dell’amore

immagini tratta da paroledelcuore.com

L’amore è una forza cosmica, questo lo sappiamo già. Non ci possiamo e (vogliamo?) sottrarre alla sua potenza perché l’amore è la vita stessa. Ho ricevuto tra i commenti una poesia molto particolare e ve la voglio proporre. Parla del senso dell’amore, della sua natura, della sua ciclicità



Sull’amore ed altre sponde Di Alma Passarelli Pula
Ho camminato sul pelo d’acqua sfidando la forza di gravità
che avvicina gli opposti lasciare uno spazio
uno spazio profondo che sia lastra e protegga
le giovani incerte Lumache sul fare della notte
ingigantiscono le stelle gli parlo e si svelano i segreti del tempo
Non c’è silenzio nello sfioramento quell’attimo urlo
in cui si assottigliano gli esseri penetrando vita
Accade che la postina scavi le porte coltivare lettere circolari
in ceralacca rossa messaggi criptati degli amanti
La pasticcera screma le torte denudare sensi far vibrare le corde del sesso
Dalla finestra guardiamo i baci delle tarantole e gli accostamenti degli scorpioni
Uomo e donna e essere con essere Amore in amore eros in eros erosioni lave
Per poi tornare allo stato nudo
La terra ha un sotto e un sopra prosegue sconfina
E noi lì elastici senza fine ci tendiamo vero altre sponde
Verso altro amore.


Come sempre non amo commentare le poesie e non lo farò nemmeno ora. Il destino dell’amore non è un “già scritto percorso”, ma è anche una inevitabile ri-cerca di noi. Solo mettendoci in cammino verso l’amore possiamo infine trovarci. O ri-trovarci.


Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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