mercoledì 8 aprile 2015

Ti amo: il vero significato delle parole

Il post più letto in assoluto

pubblicato nel 2014 

Quando non ti dice "Ti amo"...



Ti amo due parole semplici, immediate, ma ricche di significato concentrato in poche sillabe. Ho ricevuto più volte l'invito dai lettori del blog a riflettere su questo argomento ed ho ascoltato molte donne, e qualche uomo, lamentarsi della mancanza di questa dichiarazione d'amore. Tutti noi desideriamo essere amati e desideriamo che ci venga dichiarato da chi amiamo. La mancanza di queste parole a volte ce la trasciniamo dall'infanzia: chi non ha mai udito il proprio padre o la propria madre pronunciarle avverte il vuoto, si sente deprivato di un diritto. Sì, perché essere amati dai nostri genitori è un diritto che ci deve essere garantito. Diverso è il rapporto col partner. Se va da sé che desideriamo essere amati in forma grande ed esclusiva, d'altro canto lui, o lei, non ha nessun obbligo di amarci. È libero o libera di farlo. E qui entriamo nel vivo del rapporto d'amore: è fondamentale sentirsi liberi, solo così si può avvertire se il nostro o quello dell'altro è davvero amore con la a maiuscola. Le parole Ti amo hanno ispirato poeti e musicisti donandoci uno sterminato patrimonio di parole e note, ma sono diventate col trascorrere del tempo uno stereotipo perdendo il loro significato originale. Quando pretendiamo da chi ci ama di dichiarare il suo amore con queste due paroline, stiamo pretendendo qualcosa che sa di obbligo più che di libertà di espressione. Quindi se da un lato è naturale desiderare la fatidica frase, dall'altro è bene valutare, analizzare, scrutare chi ci vive accanto per cogliere dai suoi gesti, dalle sue espressioni, dal suo comportamento l'amore che prova per noi. Così quando ci dirà Ti amo sarà una dichiarazione vera e scaturita dal cuore, e non due consumate parole che deve dirci per non sentire lamentele.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

© Riproduzione riservata

lunedì 30 marzo 2015

Abbi cura dell’amore

Abbi cura dell’amore, contro la violenza usiamo i sentimenti fa tappa a Matera
Evento organizzato dal Moica Basilicata

Locandina creata da Lucia Esposito


Il movimento Abbi cura dell’amore ha trovato una bella accoglienza a Matera: il Moica Basilicata e la sua presidente Alba Dell’Acqua hanno voluto fortemente questo momento di confronto. Grazie anche all'avv. Pasquina Bona assessore al Bilancio e alle politiche Comunitarie. Mi sono sentita accolta con grande calore e conservo nel cuore le ore trascorse in loro compagnia parlando anche del mio libro Dimmi che mi ami, Silele edizioni. Grazie a tutti coloro che hanno voluto anche scrivere le loro impressioni sui cuori di cartoncino realizzati per l’occasione da Le Petit Dèco.  

I pensieri di alcuni dei partecipanti che ringrazio per gli spunti interessanti: 

L’amore è despota…è meglio voler bene? Rosa

Se vuoi essere amato…AMA!!!

La trasgressione può danneggiare l’amore o lo alimenta?

Amo, ascolto, proteggo perdono. Sono me stessa.

Voler vivere l’amore con emozione è forse un sogno irraggiungibile, specie se chi ti sta affianco non è un sognatore. Nunzia

Basta filosofeggiare abbiamo bisogno di leggi e di una giustizia giusta!!

L’amore o la mancanza di esso ci accompagna dal primo o l’ultimo respiro.

L’amore: sogno o bisogno?

L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso allora non verrà trascinato ma trascinerà… (Herman Hesse)

L’amore non è riempire un vuoto interiore… l’amore è dono ma per donare dobbiamo già avere l’amore. Amarci e donare, amore con gioia. Maria Grazia

L’amore è la cosa più bella che il Signore ha creato, per me è durato poco. L’amore per me sono i miei figli, la gioia dell’amore della mia vita.

L’amore è l’essenza per una vita felice.

Educherò mio figlio a conoscere la rabbia, la paura, a far sgorgare le lacrime e non gli mentirò…solo così diventerà forte ed imparerà ad amare. Stefania

La violenza in amore è la massima espressione dell’ignoranza. Nico!!

L’amore è un’utopia, esiste solo l’attrazione sessuale. Questa è la mia esperienza.

Amore è crescita, nasce dal corpo e si concretizza nel pensiero.

L’amore è poco visibile agli occhi. (non decifro la firma)


L’amore è libertà, sentirsi liberi di essere se stessi fino in fondo. Senza vincoli né barriere, senza paura. L’essenza dell’amore è questa ed è l’unico modo per farlo durare per sempre.


Ecco tutte le foto di Rosa Colacoci e Claudio Bernardi, clicca per aprire le gallery.

Foto di Rosa Colacoci


con Alba Dell'Acqua e Pasquina Bona

Gruppo Moica


con Alba Dell'Acqua

con la titolare della libreria Di Giuliio

con l'assessore alle Pari Opportunità Stefania Draicchio


durante la lettura di Angela Demma





Le foto di Claudio Bernardi
Stefania Draicchio




Rosa Colacoci autrice delle fotografie artistiche in esposizione

uno dei bigliettini distribuiti



lunedì 23 marzo 2015

Luci e ombre: il fascino della penombra


Una romantica cena a lume di candela
 cosa può rivelarci?



img. tratta da infonotizie.com
Una romantica cena a lume di candela: alzi la mano a chi non piace? Da cosa nasca il desiderio della penombra e dello stare insieme a tavola con qualcuno che si desidera è qualcosa sulla quale cerco di soffermarmi. Le ombre, le ombre creano mistero, contorni sfumati, come la neve rendono tutto più bello. La neve ci fa provare allegria, le ombre conducono alla seduzione. Il nostro lui o la nostra lei nella penombra sembrano più belli, la luce di una candela esalta il colore degli occhi, ammorbidisce i contorni…gustare insieme una pietanza che piace a tutti e due accende la passione, conduce all’erotismo. Ciò che mangiamo non conta, è come lo gustiamo che sa fare la differenza, ecco perché cenare con una persona a noi gradita rende ogni piatto un capolavoro: non servono caviale e champagne per vivere momenti indimenticabili, ma niente altro che un semplice piatto di pasta magari con un vinello frizzante. Poi la luce elettrica può paradossalmente spegnere tutta la fantasia che la penombra ci aveva regalato e questo potrebbe crearci un certo timore. La realtà, la cruda realtà, lo sappiamo tutti, può metterci a disagio. L’ombra sa condurci nella zona intermedia tra luce ed oscurità, che non è del tutto nera o del tutto bianca, una zona dove siamo al sicuro, dove non dobbiamo prendere una posizione precisa: per questo è piacevole rimanerci. Ma è inutile avere paura della luce anche se ci rivelerà quello che la penombra aveva mascherato. Sapete perché? Perché la magia nata nella semioscurità ormai è dentro di noi e nessun faro elettrico potrà cancellare le nostre emozioni. Tutt’al più potremmo rimanere delusi dal vero volto del nostro interlocutore, ma questo è un rischio che corriamo ogni giorno anche in piena luce quando l’altro getta la maschera. Luigi Pirandello ci ricorda quanto dietro la maschera si celi la cruda realtà e per questo la penombra è mistero del non ancora scoperto.
 

Cibo, amore e convivialità temi contenti nel mio libro Dimmi che mi ami, Silele edizioni





















Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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giovedì 26 febbraio 2015

Saper gestire l’amore

Quando Eros diventa una morsa soffocante

immagine tratta da Tuttasalute.net


 A volte l’unione di coppia può diventare soffocante e provocare disagio, una situazione difficile da ammettere prima di tutto a se stessi.
- Lo/La amo così tanto e allora perché mi manca l’aria? Che mi stia stufando? - Sono le prime domande che timidamente si affacciano alla coscienza
In cuor nostro sappiamo che non è questione di essere stufi o di aver voglia di sfarfalleggiare su altri fiori, eppure non riusciamo a capire il senso del nostro malessere. Ciò che sta accadendo dipende dalla morsa soffocante di Eros, di ciò ne parlo in Dimmi che mi ami nel momento in cui la protagonista della storia, Leda, si rende conto di essere troppo stretta nella morsa di Eros. Che fare? Prenderne atto con serenità è il primo passo, sottolineo serenità perché non è in sé qualcosa di negativo essere nella morsa di Eros, ma lo diventa col tempo se non sappiamo come gestire la situazione.
La prima e fondamentale tappa è litigare. Discutere anche animatamente senza peli sulla lingua aiuta a purificare la relazione perché si impara a dirsi tutto, anche ciò che non si vorrebbe dire. Ad esempio “sei un o una rompiscatole!”
La seconda è ritagliarsi sempre degli spazi privati, nessuno può occupare completamente la nostra vita.
La terza è avere anche un progetto personale e non solo comune. Ciò è utile per portare nuova energia e linfa nella coppia che siamo diventati.
Importante: il litigio deve iniziare quando la relazione è diventata solida e si ha confidenza, prima potrebbe significare che non siamo fatti per stare insieme.

Maria Giovanna Farina

martedì 10 febbraio 2015

Cibo e amore: un connubio consolidato

Una torta per dire Ti amo



Non sto dicendo nulla di nuovo quando affermo che il cibo e l’amore formano una coppia consolidata da anni di riflessioni e messe in pratica. Ma l’amore non si ferma alla coppia bensì come forza universale, ce lo dice Platone nel Simposio, sa espandersi nei vari campi nella nostra vita. Quando un’artista legge un libro può pensare di creare qualcosa che lo rappresenti. Si tratta di Valentina della pasticceria La rosetta di Seregno in provincia di Monza Brianza. Con una verve creativa e artistica, dopo aver letto il libro ha realizzato le due torte di cui parlo nel mio romanzo Dimmi che ami. C’è chi fa le recensioni e c’è chi fa le torte….Eccole!

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domenica 18 gennaio 2015

Amore nel salotto

“Facciamoci” d’amore!

Alla ri-cerca di ErosFlavio Lappo, disegno a matita, 2012


Che cosa è l’amore? Non lo so. Posso solo dire cosa si prova ad amare. È la mia partenza per affrontare un salotto filosofico sul tema dei sentimenti. Il 25 novembre 2014 ho lanciato un movimento, ABBI CURA DELL’AMORE, dal quale mi aspetto partecipazione attiva. Sono stufa delle parole che si perdono nel marasma della comunicazione divenuta ormai, troppo spesso, un pretesto per mettersi in mostra. Quando affermo ABBI CURA DELL’AMORE consegno un compito, che tra l’altro mi sono data, di salvaguardare, di mettere in luce, di non perdere di vista il valore curativo, lenitivo, rigenerante, rinvigorente, balsamico dell’amore. Non sto parlando di una sostanza miracolosa, ma di una dotazione naturale che abbiamo nella nostra anima dalla nascita. Il salotto filosofico che ho condotto il 18 gennaio alla libreria Gulliver di Cinisello Balsamo è stato un momento di vera partecipazione, dove ognuno ha aperto il suo pensiero per la condivisione liberando “sostanze” benefiche. È stato così che un pensiero latente mi è diventato cosciente e, grazie ai partecipanti, ho concluso: “Da oggi diventeremo spacciatori di amore, perché i giovani non devono temere di amare. Meglio “farsi” di amore che di qualunque altra sostanza”.

Naturalmente ne parleremo ancora. Grazie a tutti i partecipanti!

domenica 11 gennaio 2015

Quando l'amore non è libertà

La dipendenza emotiva, l’amore come terapia


Ti salverò, Flavio Lappo, disegno a matita, 2012


L'amore è libertà eppure può provocare dipendenza, può diventare una catena difficile da spezzare rovinando la relazione. Una magnifica forza vitale si può trasformare in zavorra capace di farci sprofondare in un mare nero portatore di angoscia. Come si esce dalla dipendenza? Mi chiede Donatella una lettrice del blog. Mi pone la domanda così, nuda e cruda, senza aggiungere particolari; possiamo immaginare che si riferisca ad un rapporto sentimentale caratterizzato da un legame asimmetrico dove un membro della coppia è più forte, evoluto, capace di proteggere l'altro che ha bisogno. Ecco la parola chiave: bisogno. La dipendenza si instaura se c'è un bisogno affettivo sopito, nascosto, apparentemente superato che trova terreno favorevole per manifestarsi quando nasce un amore. Generalmente sono le donne a diventare dipendenti da un uomo, per cultura l'uomo è forte, sa proteggere e piano piano, anche senza rendersene conto, conduce la donna in uno stato di subordinazione. Nei casi peggiori la dipendenza conduce a sottomissione, a far perdere la propria personalità, a lasciarsi annientare. In quel caso la gravità della situazione richiede un intervento di cura.
La dipendenza emotiva che tratto nel mio romanzo “Dimmi che mi ami” Silele Edizioni è dolorosa e invalidante ma superabile; lui, l'innamorato, non vuole assolutamente una donna assoggettata e anche se non è competente riesce ad aiutarla. La aiuta a non annullarsi e a credere nuovamente in se stessa. Le carenze affettive infantili favoriscono la dipendenza che si instaura nei momenti di maggior fragilità e un grande amore rende più vulnerabili: ci si mette a nudo, ci si lascia andare alla passione, si prova qualcosa di nuovo nell'amare l'altro...e tutto questo fa emergere il bisogno di essere ricambiati. Se non ci si è sentiti amati nell'infanzia, la carenza può emergere prepotente creando i guai di cui ho parlato. L'amore, se riesce a farsi terapia, diventa capace di curare la mancanza rendendo libero chi ne è vittima. Quando Leda, l'interprete del mio romanzo, si rende conto di aver sciolto la dipendenza fa questa riflessione molto significativa: “Ero una bambina bisognosa della mamma, il grande amore aveva messo a soqquadro la mia anima apparentemente tranquilla, si era spezzata la vita sentimentale apatica di una donna dedita al lavoro e fino ad allora vissuta il più lontano possibile da emozioni amorose. L’amore mi faceva paura, ora so, invece, che solo incontrandolo potevo guarire”.

Maria Giovanna Farina www.mariagiovannafarina.it

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