sabato 9 marzo 2013

Riconoscere il vero innamoramento


Cosa ne pensate di questo pensiero di Alberoni? Considerazioni che trovate nell’ultimo libro L’arte di amare ed. Sonzogno

Riconoscere il vero innamoramento
di Francesco Alberoni


Solo il vero innamoramento dà a chi si ama una energia, una plasticità, un entusiasmo, una resistenza alla fatica e al dolore che gli consente di essere felice anche in mezzo alle più gravi difficoltà. Il mito di “un cuore e una capanna” nei primi tempi è vero. I due innamorati sono felici anche se hanno una casa miserabile, poco cibo, se sono costretti a fatiche tremende. L’innamoramento dona ai due innamorati un’energia straordinaria che consente loro di fare quello che da soli non sarebbero mai riusciti a realizzare. Invece, la coppia formata da due persone che non sono veramente innamorate, che “si mettono insieme” solo perché si piacciono o per fare all’amore o per non restare soli, sarà subito piena di delusioni, di lamenti e di rimpianti. Di qui il continuo desiderio di evadere, fare viaggi, vacanze, uscire dalla vita ordinaria. Anche la vita erotica in questa situazione diventa rapidamente noiosa, ripetitiva. Se i due sono sposati, compiono il loro “dovere coniugale” più come scarico di tensione che come ricerca dell’ebbrezza. Finché il piacere non viene cercato al di fuori della coppia. Hanno esperienze sessuali con altri partner in occasione di viaggi, convegni, vacanze, oppure instaurano occasionali relazioni erotiche con colleghi, vicini, conoscenti, ma ancora con più persone conosciute in internet, o altre conosciute in orge o droga-party. Alcuni, per non distruggere il loro rapporto, fatto di affetto e di fiducia reciproca, si dedicano allo scambio di coppia, cioè si tradiscono consensualmente e ciascuno ha il brivido di un’avventura con un uomo o una donna sconosciuti mentre il partner sta facendo all’amore con un “rivale” scelto da lui stesso.
Francesco Alberoni www.alberoni.it

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10 commenti:

  1. L'innamoramento è proprio questo... energia immensa contro tutti e contro tutto, nel tutto a due che si esclude eppure si apre al mondo. Felicità che permette di superare ogni cosa. Felicità che è reciprocità e unità in volo. La coppia non innamorata si perde, cerca emozioni che non riesce a trovare...una continuo e spasmodico tentativo di riempire vuoti incolmabili. Raro il vero innamoramento che è completezza in complementarietà....lo si cerca e lo si ricerca...giunge quando deve giungere, non lo si può imporre o non ce lo possiamo imporre. Condivido in toto la splendida riflessione del prof. Francesco Alberoni.

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  2. Penso chee sia utile pure distinguere tra innamoramento ed amore. Ritengo che il primo sia una fase obbligata della relazione a due, che deve necessariamente sfociare nell'amore, altrimenti si va incontro al disfacimento più o meno tollerato della cosidetta coppia. Penso che l'amore, quello vero, riesca a sopravvivere a qualsiasi prova...anche alla separazione più definitiva...anche alla morte.

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  3. Apprezzo l'autorevole "analisi logica" di Alberoni. Ma cosa su cosa è il vero innamoramento non trovo una spiegazione effettiva applicabile alla realtà del vivere nell'essere umano. Ma ce lo diciamo cos'è essere innamorati? Chi di noi non è rimasto ammaliato da un paio di occhi, o da bei capelli su un viso incantevole, o da un modo di parlare che riempie l'aspettativa e la curiosità di scoprire in tutti i sensi la persona che stiamo scrutando, che ci sta scrutando. L'innamoramento è un fatto che si colloca fuori dalle normali regole, uno dei tanti elettroni che girando attorno al nucleo è suscettibile di variazioni. Legato principalmente alle culture religiose trova spazio o restrizioni, monogamia o poligamia, ed il fatto di sentirsi "innamorati" altro non è che volere qualcosa dalla persona che ci piace. L'energia che i due cosiddetti innamorati si ritrovano, viene applicata alla novità dello stare insieme, del fare, del realizzare, ma ciò non è destinato in eterno, soggetto a metamorfosi naturale e spesso non volontario. La componente razionale sicuramente condanna un modo di sentirsi innamorati se accade l'imprevisto. Ciò vuol dire disinnamorarsi da una parte, ed innamorarsi dall'altra? Troppo semplice ed anche ingiusto direi. Forse il volersi bene, sentimento molto più certo e sicuro, riesce a fare rientrare l'esigenza dell'evasione, l'uscita nascosta dalla vita ordinaria. L'essere umano è molto più complesso per essere studiato solo con le quattro operazioni fondamentali (+ - : X)!
    Luciano

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  4. L'amore quello vero è meraviglioso, ma anche raro, il connubio tra intelligenza e passione per la vita sarebbero a mio pensare gli ingredienti necessari per una coppia felice...auguri a chi a completato la ricetta !!
    Rosa Colacoci

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  5. Sicuramente l'amore è la base principale per scaturire quell'energia che noi tutti abbiamo, e se vissuto intensamente e non farlo diventare monotono, è una carica completa!!!!!!!
    Roberta Bruno

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  6. L'amore vero e totale sostiene e dà senso ad una vita intera. Sono d'accordo con il prof. Alberoni; spesso si vive di surrogati e falsi miti. Però, vorrei aggiungere che il grande amore è davvero raro. E non perchè non siamo tutti predisposti a cercarlo... tutti aneliamo alla felicità, a meno che non soffriamo di serie patologie mentali!Il problema sta nel fatto,credo, che per abbandonarsi totalmente all'amore, bisogna essere "persone risolte", in equilibrio e in pace con se stessi. Solo quando si è conquistata una certa stabilità emotiva e si sono affrontati i principali conflitti con se stessi, ci si può donare davvero all'altro. Credo che la maggior parte delle persone sia pronta a vivere il grande amore solo da una certa età (mentale più che cronologica), quando probabilmente si è già percorso un pezzo importante della propria vita e, forse, ci si è già "accontentati" di un sentimento tiepido e rassicurante.
    Ma ricettari non esistono, ciascuno si costruisce l'esistenza a seconda dei propri obiettivi. Salvo poi rimetterla in discussione se nel frattempo si cambia.
    Eleonora Castellano

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  7. Gabriella Battistin10 marzo 2013 05:12

    Avendo letto quasi tutti ( o forse tutti ) i libri di Francesco Alberoni, condivido appieno il senso delL'Amore come lui lo descrive, mi ci trovo nei suoi scritti. L'Amore, quello vero, da due diventa uno. A questo punto mi viene in mente una bellissima frase scritta da lui che mi è rimasta per tanto tempo in mente; sarà banale e scontata per alcuni, per me no. Non si ricerca l'amore - piacere altrove, ma, l'amore " è un'orgia a due " tutto il resto: ricerche strane, contorte e primitive sono espedienti sempre fallimentari che escono dalla coppia per rimanere fedeli a un conformismo.

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  8. Il lessico ha una notevole connotazione sperimentale: i Futuristi erano dei dilettanti? Gli intarsi semantici, espressivistici, denotano la nostra condizione post moderna? Il commento ha, ovviamente, un valore di simpatica ironia.
    Au revoir.
    Giovanni De Girolamo

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  9. Concordo con il pensiero di Alberoni, nulla più dell'amore aiuta a riconoscere di essere parte di una rete di relazioni in continuo mutamento, esso richiede totale abbandono a un flusso ad un'energia che nutre ed anima, senza a mio avviso garantire nulla oltre l'amore stesso...e spesso oltre l'attimo eterno in cui si manifesta. Un dì mi resi conto di esser nata ed accadde quando la persona amata mi riconobbe, mi chiamò a sé, unendo la sua vita alla mia !!!! Un meraviglioso viaggio, stupore e meraviglia l'accompagnano . 
    Eleonora Becelli

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  10. Cosmo Oliva
    ********
    Mi piace il termine arte e non teoria o trattato perché l'arte presuppone la creazione di una nuova realtà e non la fruizione o consumo di un oggetto, di cui, finita la funzione, lo si getta. Il vero artista riconosce nella sua opera se stesso, immagine della sua essenza e delle proprie potenzialità. Anche gli altri che guardano ed ammirano l'opera sanno riconoscere i tratti di chi ha operato. Gli antichi dicevano "ubi Caius inizia Causa" per esprimere l'unità dell'amore che non non si sdoppiato in soggetto ed oggetto.
    Nell'amore occasionale, per divertirsi, si perde questa fusione unitaria e l'opera che si produce risulta incompleta o alienante. Subentra l'ansia dell'artista che non è riuscito a trasferire nel suo prodotto nessun tratto di se stesso. La dissipazione non ha mai confortato o appagato nessuno.

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