domenica 28 ottobre 2012

Sesso e amore


Sesso e amore, l'inganno dell'eros
di Annalisa Barbier
Orchidea erotica, acrilico di Daniela Lorusso

"Comprese infine che tra le braccia di quell'uomo, quando aveva creduto immedesimarsi con lui, penetrare in lui, quando aveva creduto che le loro carni e le loro anime fossero ormai una sola carne e una sola anima, si erano invece un po' avvicinati fino a mettere in contatto gli impenetrabili involucri nei quali la misteriosa natura ha isolato e costretto gli umani" "Mont-Oriol",Guy De Maupassant, 1887. Con queste bellissime e delicate parole di Maupassant, scrittore di grande sensibilità  erotica e finezza descrittiva, voglio aprire il mio articolo sull'erotismo. Quando si parla di erotismo viene da pensare automaticamente al sesso, che all'erotismo è strettamente legato; ma le differenze ci sono e sono fondamentali: soprattutto, dobbiamo imparare a conoscerle se vogliamo comprendere le diverse  modalità attraverso le quali l'erotismo si esprime nel femminile nel maschile, dando troppo spesso luogo ad ambiguità, malintesi e dispiaceri. Ma iniziamo con il definire l'erotismo: la parola erotismo deriva da Eros secondo Platone figlio di Povertà e di Risorsa (Simposio), divinità greca dell'amore e forza vitale primigenia, ed  indica le varie forme di manifestazione del desiderio che attrae verso qualcuno o qualcosa, nonché il tipo di relazione che si instaura tra i soggetti che ne sono coinvolti. Molti dizionari ne evidenziano l'aspetto legato al soddisfacimento di un impulso sessuale, ma l'erotismo in sé è sganciato da qualsiasi oggetto, e da esso è indipendente poiché legato invece al regno della fantasia e dell'immaginazione. L'erotismo infatti può esplicitarsi in forme ed attività non direttamente connesse all'atto sessuale, concretizzandosi in opere d'arte e prodotti della creatività e dell'intelletto umano: letteratura, fotografia, pittura o scultura, cinema, pubblicità.
LA DONNA E L’EROS
Nella donna, la manifestazione dell'erotismo è ampia e ricca. La donna è, per sua natura, tutta, interamente erotica, nel richiamo e nell'impulso. La pelle, i muscoli, le mani, i piedi, le cosce, i seni, il viso. L'erotismo femminile è complicato, apolide: sganciato dai genitali esso appartiene al regno dei sensi tutti, si nutre di odori, profumi, colori, immagini, sapori, freddo e caldo, tessuto sulla pelle. L'erotismo della donna vive delle carezze e degli sguardi pieni di desiderio del suo uomo, ma anche delle sue attenzioni continuative, del suo profumo, della vista del suo viso e della sensazione del suo braccio che chiude, protegge, solleva. Possiamo dire che  nelle donne l'erotismo è un'esperienza totalizzante, non necessariamente sempre sessuale, che indica, come afferma Alberoni: "il bisogno di attenzione amorosa continuato, di interesse continuato rivolto alla loro persona. La prevalenza del tattile è solo una manifestazione di questa profonda prevalenza del continuo" (Erotismo, 1986) Questo bisogno di continuità affettivo-erotica è tipico delle donne ed è alla base del sentimento di distacco, abbandono o rifiuto che esse possono provare quando l'uomo si allontana - sebbene solo come manifestazione di un fisiologico senso di compimento - al termine di un rapporto sessuale. L'erotismo femminile è soprattutto un erotismo di contiguità e continuità.
L’UOMO E L’EROS
Diversamente accade nell'uomo, nel quale la manifestazione erotica è maggiormente settoriale, dicotomica, indipendente dal resto e vive di una vita propria, il cui ideale immaginario è la donna completamente, semplicemente e gratuitamente (senza vincoli) disponibile e desiderosa. Una donna che non chiede nulla in cambio: non affetto, non sicurezza e protezione, non vicinanza, nessuna continuità temporale. Solo il soddisfacimento immediato (non-mediato) della pulsione sessuale. Una donna-uomo. Per questo la prostituzione ha sempre avuto un enorme successo: essa risponde e realizza - sebbene in maniera artificiosa poiché  fondata su uno scambio NON SPONTANEO - l'ideale sessuale maschile di disponibilità sessuale: senza limiti e senza legacci. All'uomo piace pensare che le voglie sessuali della prostituta (che ha pagato o pagherà) siano state spontaneamente e grandemente soddisfatte dalla sua prestazione. Dopo l'intimità sessuale l'uomo  si sente soddisfatto e grato, se è stato bene; ha bisogno di andare via, staccarsi, tornare a sé stesso. Lo spettro della fusione si agita in lui. L'atto sessuale rimane un episodio, uno di una lunga serie quando in coppia, ma resta un episodio. Episodica "fusione", momentanea unione erotica e sentimentale (laddove vi sia amore o affetto).  L'uomo non sente il bisogno di quella continuità temporale di sguardi e attenzioni che invece la donna ricerca. L'eros maschile è per sua natura frammentato e frammentario, fatto di una discontinuità che si realizza attraverso la ripetizione di diversi episodi; la sola persistenza evidente è il ritornare di atti distribuiti nel tempo e in esso ripetuti, dai quali egli esce ogni volta nuovo e separato. Il luogo metafisico, emotivo, filosofico e psichico dell'inganno dell'eros si trova nel malinteso: la donna attribuisce all'atto sessuale una profonda valenza erotica, legata al senso dell'inizio di una continuità di cui essa ha bisogno e desiderio. Pensa che fare l'amore con quell'uomo possa rappresentare l'inizio di una storia, di una serie affettuosità, condivisioni, baci, carezze, parole e momenti... L'uomo dal canto sui non può comprendere davvero questa aspettativa, poiché non gli appartiene in nessun modo. Per lui il sesso è fine a sé stesso, non necessita della continuità o coesistenza di altri elementi. Né di amore, sentimenti, parole, carezze o impegno. Può esistere e persistere al di là e al di sopra di qualsiasi tipo di relazione emotivamente ed affettivamente connotata. Ciò non significa che l'uomo non ami, non si innamori e non desideri continuità ed attenzioni affettive; semplicemente tutto questo apparato di aspettative non si attiva in lui soltanto perché ha fatto l'amore con una donna. 
Invece la donna tende a pensare che il sesso sia l'inizio mentre spesso è soltanto un episodio. E anche quando si ripete innumerevoli volte non è automaticamente destinato a portare quella continuità di relazione, di cui la donna ha desiderio. Comprendere queste differenze potrebbe aiutarci ad essere più realistici, onesti, attenti e rispettosi. Auspico ad un galateo dei sentimenti che parta dalla comprensione delle diversità, senza giudicarle in quanto incapaci di soddisfare i nostri bisogni emotivi e le nostre aspettative. Erotiche e non.
Tutti i diritti riservati











Annalisa Barbier, psicologa

7 commenti:

  1. Sono perplessa...
    D'accordo sulle differenze di genere e interindividuali nel modo di vivere e manifestare l'erotismo; tuttavia questa forte dicotomia tra maschile e femminile non mi convince. Mi sembra riporti al vecchio schema per cui agli uomini interessa solo il sesso in se', alle donne l'amore e le tenerezze. Spesso accade il contrario (soprattutto dalla liberazione sessuale femminile in poi) e tra i due estremi c'e' un'ampia gamma di situazioni intermedie.
    Anche gli uomini, dott.ssa Barbier, sono capaci di grande erotismo, espresso nell'arte, nella poesia, nel teatro. E, a volte (dico: a volte) anche nella relazione amorosa.
    Eleonora C. (psicologa, docente, scrittrice)

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  2. Gentile Eleonora,
    questo articolo non vuole essere esaustivo né definitivo, né ha la pretesa di racchiudere presuntuosamente ogni essere umano all'interno delle differenze indicate! Non ho mai scritto che alle donne interessano SOLO l'amore e le tenerezze o che agli uomini interessi SOLO il sesso. Perchè non lo credo!
    Ho specificato con cura alla fine dello scritto, che le differenze si palesano spesso nel significato che si tende a dare al rapporto sessuale come (possibile o meno) inizio di una relazione.
    ...E il richiamo all'erotismo espresso attraverso le arti,che condivido, è nella prima parte dell'articolo stesso.
    La ringrazio molto per il suo contributo, che mi ha dato la possibilità di chiarire gli aspetti fraintesi del mio post! Un caro saluto!
    Annalisa

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    1. Grazie a lei!
      Cari saluti.
      Eleonora C.

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  3. Per capire occorre distinguere. Annalisa Barbier nel suo bellissimo brano distingue in modo analitico il "maschile puro" dal "femminile puro" (questa è stata la mia impressione). Cioè formula dei tipi per afferrare il vasto fenomeno della sessualità ai suoi lembi estremi. Del resto Jung definisce due tip opposti: l'Anima nell'uomo e l'Animus nella donna, ciascuno dei quali accogli l'opposto della tipologia maschile-femminile classica (descritta anche nel mito di Eros e Pische): l'Anima è seduttiva sia sul piano erotico che sentimentale (a segnalare la paura dell'uomo dell'eros e dell'amore) e l'Animus è pragmatico e priapico (come la donna evita spesso di essere). Questa tipologia scopre l'inconscio della posizione cosciente descritta da Annalisa. Ha ragione anche Eleonora, l'uomo ha creato l'arte erotica e l'amore come categoria culturale, quindi le due parti opposte si miscelano in diverse proporzioni in ciascuno di noi. Faremo tutti uno sforzo teorico per capire sempre meglio come l'uomo e la donna si distinguono e allo stesso si fondono allo scopo di unirsi.

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  4. Cosa ne pensate voi lettori del blog?
    Senza dubbio il dirsi la verità è uno dei cardini della coppia che dura e si evolve come cellula della società. Essa può contribuire a creare una società migliore, ma è anche vero che le coppie che si amano davvero sono poche rispetto ai grandi numeri di una società completa…possiamo concludere che la nostra speranza di “mediazione culturale”, concetto di Ghezzani, sia insita nel grande amore erotico che dura come dice Alberoni?

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  5. Beh Maria Giovanna, credo che a partire da pochi si possano educare molti...anche se non sono molto ottimista. Paolo

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  6. Grazie Nicola :-) e grazie anche a Maria Giovanna;
    personalmente credo che questa discussione meriti un approfondimento. E' davvero interessante e secondo me, le risposte possono essere più di una sola...

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