martedì 2 ottobre 2012

Risposta di Francesco Alberoni

Risposta ai commenti del 1 ottobre 2012

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Ho letto i commenti al mio scritto, credo che quasi tutti si pongano lo stesso quesito: è possibile un sapere sull’amore e, se lo fosse, non sarebbe pericoloso perché irrigidisce quanto è, per sua natura, imprevedibile e creativo?
Allora vi pongo anch’io un quesito. Parole come innamoramento, infatuazione, mi piace da morire, colpo di fulmine, cotta, sbandata, passione, sono sinonimi, si possono usare l’una per l‘altra? No. C’è differenza fra il “mi piace“ e il “sono innamorato”. Nell’universo amoroso esistono emozioni, esperienze, relazioni estremamente diverse a cui dobbiamo dare un nome diverso. Buona parte del mio lavoro è stato proprio quello di descrivere queste esperienze dando loro un nome, facendone cioè un concetto. Al termine del mio libro Ti amo, c’è un indice di concetti. E, quando consegno il libro all’estero per la traduzione, do sempre anche un “Lessico dei concetti” avvertendo il traduttore che queste parole non hanno sinonimi, una volta scelta quella idonea, bisogna usare sempre la stessa.
Questo è stato il mio contributo allo studio del processo amoroso: analizzarlo, dare ad ogni particolare esperienza un nome e quindi consentire di parlarne con parole con un significato univoco.

Francesco Alberoni, sociologo e scrittore www.alberoni.it 

1 commento:

  1. Quella di fare una "tassonomia" delle parole dell'amore è un contributo notevole; è utile innanzitutto per chiarire di cosa si sta parlando ed evitare equivoci. Non ho ancora letto questo suo specifico scritto, dott. Alberoni, e sono sicura che si tratta di un lavoro eccellente; tuttavia, per mia formazione mentale, tendo a mettere a freno il mio entusiasmo perchè ritengo che, tutto sommato, il linguaggio è sempre "cosa altra" rispetto ai vissuti, alle emozioni, ai sentimenti e quindi, nonostante gli sfozi di grandi studiosi come lei, alla fine trovarsi d'accordo ed intendere le cose esattamente alla stessa maniera (anche solo all'interno della coppia) sia quasi una chimera. Da questo punto di vista, sono convinta che l'amore, come lo si è classicamente inteso, sia impossibile, ma, forse proprio per questa sua natura, affascinante. L'altro, nella sua vera essenza, mi sfugge sempre, e il legame rimane sempre indefinito. Ma forse è proprio questa "mancanza" ad alimentare il desiderio dell'altro.
    Eleonora Castellano

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