lunedì 15 dicembre 2014

Amore erotico


Articolo tra i primi pubblicati ripreso per fare il punto su l'amore che dura.



Ho sostenuto che l’innamoramento è l’unica esperienza umana in cui abbandoniamo il nostro l’egoismo, il nostro narcisismo e ci dedichiamo ad un altra persona adulta, che vediamo stupenda, migliore di noi stessi a cui doneremmo tutto ciò che possiamo. Solo nell'esperienza dell’innamoramento ci liberiamo della volontà di potenza, ci sottraiamo al mondo della violenza e del dominio. Ce lo ricorda Sartre ne L’essere e il nulla quando dice “l’altro mi soggioga ed io, per liberarmi, tento di soggiogare lui. Solo nell'amore ci si può sottrarre a questa necessità di conflitto”. Ma l’amore è molto di più, trasfigura non solo la persona amata, ma tutti. Quando amiamo e siamo riamati, ci immettiamo nel grande respiro dell’universo... Diventiamo parte del suo moto e della sua armonia. Siamo come una nota musicale di una grande sinfonia. Ma perché limitare questa, l’abbandono della competizione della lotta al piacere di dare all'altro nell’innamoramento? Non basta l’incontro erotico, l’amore connesso con il rapporto sessuale? Due persone che fanno all’amore sono felici di stare insieme, non vogliono prevalere l’una sull’altra, cercano e si danno solo piacere. Perché non basta e chiamo in causa l’innamoramento? Perché l’incontro erotico in quanto tale non produce uno stato duraturo di amore. Finito il rapporto e il piacere sessuale due persone possono lasciarsi e non incontrarsi mai più. Oppure invidiarsi, entrare in conflitto. Per quanto bella, l’esperienza provata svanisce. La pura sessualità, per quanto importante, meravigliosa, non può essere una esperienza fondante. In precedenza abbiamo detto “nell’innamoramento ci immettiamo nel grande respiro dell’universo, diventiamo parte del suo moto e della sua armonia”. Ma questa esperienza è il prodotto dello “stato nascente“ da cui sorgono tutte le formazioni sociali. È il momento divino delle origini, della nascita della società, della creazione di una nuova comunità. L‘incipit vita nova, tutto ci appare trasfigurato, rinnovato, puro, felice, perfetto. Io sostengo che l’essere umano è pienamente se stesso solo grazie a questa esperienza fondante perché solo così sperimenta il valore assoluto della persona umana, la straordinaria bellezza del mondo, la fondamentale bontà dell’uomo. Solo così crede che sia possibile superare le malvagità di cui siamo impregnati, che hanno insanguinato la nostra storia e che inaridiscono la nostra vita sociale. E’ perciò alla base della speranza. Questo può avvenire sul piano collettivo al nascere di un nuova fede, di una nuova religione, di una nuova nazione, ma solo eccezionalmente e spesso con esperienze violente e crudeli. Mentre viene sperimentato da qualsiasi essere umano nel corso della sua vita proprio attraverso l’innamoramento. Per questo Nel libro Innamoramento e amore io ho definito l’innamoramento lo stato nascente di un movimento collettivo formato da due sole persone. Per questo occorre però distinguere il vero innamoramento da altre esperienze amorose dove sono in gioco altri meccanismi come le attrazioni momentanee e le infatuazioni. Di qui la necessità di elaborare un sapere sull'amore  una fenomenologia, una tipologia, una tassonomia.
Per porci il problema del grande amore erotico trattato nel mio libro l’arte d’amare, noi dobbiamo avere queste conoscenze. Il grande amore erotico che dura infatti è possibile solo a partire dal vero innamoramento però non ne è un semplice prolungamento. L’innamoramento stesso infatti non è un processo e il grande amore erotico che dura è un processo ancora più complesso che si alimenta anche da altre fonti e si rafforza anche con altri legami e altre regole. Il libro L’arte di amare è perciò una completa teoria dell’amore che dura conservando molte proprietà della passione, dell’incantesimo delle origini. A cui si arriva solo attraverso un sapere grazie cui si possono evitare molti errori che avvelenano la coppia e che invece suggerisce le azioni che consentono alla coppia innamorata di rinnovarsi e di rinascere. A conclusioni di questo breve scritto aggiungerò che il grande amore erotico che dura è l’unico tipo di rapporto che consente di continuare a provare un piacere erotico elevatissimo, ogni volta una vera e propria beatitudine. E questo spiega lo slogan del libro: il grande amore erotico dura perché rinasce e ogni volta ti incanta e ti stupisce.








Francesco Alberoni, sociologo e scrittore
www.alberoni.it



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11 commenti:

  1. C'è bisogno di parlare di amore della coppia seriamente. Bella iniziativa!

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  2. Di Alberoni, fino ad ora avevo letto solo i suoi brevi articoli del lunedì sul Corriere della Sera, oggi con questo suo articolo credo di avere scoperto un lato che non credevo di trovare nel suo pragmatismo: la poesia. Anton Penn

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  3. Devo fare una piccola premessa autobiografica, risalendo ai miei vent’anni ai tempi dell’università, allora Francesco Alberoni con Innamoramento e amore e E. Fromm con L’arte di amare hanno rappresentato i miei padri spirituali nella relazione con l’altro sesso, non so se è stato un bene o un male ma comunque sia li ringrazio qui pubblicamente.
    Nel testo Alberoni cito: «Due persone che fanno all’amore sono felici di stare insieme, non vogliono prevalere l’una sull’altra, cercano e si danno solo piacere.»
    Non sono d’accordo su quest’affermazione, in quanto in una relazione di tipo sessuale è molto facile che uno dei due partner tenda a prevalere sull’altro, imponendo il proprio modus di vivere la sessualità, la ricerca del proprio soddisfacimento personale diventa più importante che la ricerca comune. Questo non vuol dire che ci sia violenza nella relazione ma un modo indipendente di portare a termine la ricerca del piacere, che passa anche attraverso il soddisfacimento dell’altro.
    Solo l’amore ha il potere di modificare questo approccio al rapporto di coppia. L’amore fa diventare i due progetti un unico progetto condiviso, gli intenti diventano comuni e solo allora fare l’amore non diventa una forma di prevaricazione ma uno scambio paritario di sensazioni e di felicità.

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  4. Molto interessanti le riflessioni di Alberoni, anche se ritengo che una completa teoria dell'amore sia una contraddizione in sé. L'amore, grazie al cielo, è una di quelle esperienze umane non incasellabili e mette in gioco vissuti ed emozioni difficilmente traducibili in parole e valide per tutti. Credo, dunque, che bisogna andare cauti, riflettere insieme, confrontarsi, senza esultare nell'aver raggiunto un sapere, una ricetta valida per sempre e per tutti. Magari fosse così... o forse no, il bello della vita sta anche nell'imprevedibilità. Nell'arco di una stessa vita, inoltre, è possibile cambiare idea sull'amore. Certo, bisogna anche meditare sulla differenza che passa tra sapere e opinione... La doxa e l'episteme... Il quesito che mi/vi pongo è questo: è davvero possibile una sapere sull'amore? oppure dobbiamo accontentarci di mettere in campo le opinioni?
    Eleonora Castellano

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  5. Mi sembra un po' troppo assertivo e sicuro di sé. Ci muoviamo in un campo minato, meravigliosamente fiorito e sterminato. Mi sembra operazione spericolata avere risposte precise e normanti per tutto. E dettare regole, tattiche e comportamenti. E come imprigionare un ruscello in una gabbia. E più l'esperienza è matura, più l'imprendibilità dell'acqua e dell'amore deve essere messa in conto. Poi naturalmente il buon senso e il grande mare della cultura vanno sempre bene! Da usare con cautela e a dosi moderate! Angelo Guarnieri

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    1. Quindi, caro Angelo, secondo te non è possibile un sapere sull'amore? dobbiamo accontentarci di quel po' che l'esperienza ci fa maturare nel corso della vita? dobbiamo abbandonarci? oppure, è possibile trovare dei punti di convergenza, quasi degli "universali", dei "paletti", degli "ingredienti" (come li si voglia chiamare) che non devono mai mancare? Lo chiedo a me stessa e lo chiedo a voi. E il mio dubbio non è solo intellettuale... ma, oserei dire, esistenziale. Mi ci sto arrovellando da un po', a dire il vero. Potrei rispondermi che il proprio benessere è il metro di valutazione, ma non sempre il proprio benessere coincide con quello dell'altro e non sempre un benessere momentaneo è foriero di "felicità" futura...
      Eleonora castellano

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  6. Presto arriverà un commento di Alberoni ai vostri pensieri, Li sta leggendo

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. E' vero: l'innamoramento è forse l'esaltazione più sublime della vita, il suo culmine o, addirittura, il suo scopo.
    Come sempre, sono perfettamente d'accordo con Francesco Alberoni. Sono così d'accordo con lui che spesso, quando leggevo i suoi articoli che scriveva ogni lunedì sul Corriere della Sera, mi rendevo conto di aver già pensato e approvato ciò che stavo apprendendo, ma, a livello razio, non lo avevo ancora assimilato. Talvolta, leggendo Alberoni, mi è sembrato di leggere in me stesso. E questo non è mai avvenuto con altri suoi colleghi quali Willy Pasini o Raffaele Morelli. Leggendo poi le opere di Antonio Andreoli mi trovo spesso in disaccordo con lui o quanto meno perplesso. Ma mi piacerebbe molto conoscere il parere di Francesco Alberoni sulla prosopopea che aleggia interno al libro 50 Sfumature di Grigio. E' possibile trasmettergli questo quesito? Grazie, Massimo.

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  9. scelgo questa tua frase
    “nell’innamoramento ci immettiamo nel grande respiro dell’universo, diventiamo parte del suo moto e della sua armonia”
    e questa
    "È il momento divino delle origini".

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  10. Gaetano dell'Isola21 novembre 2013 18:33

    Amore erotico... Credo che occorrerebbe riscrivere e non solo, occorrerebbe sentire l'aggettivo erotico più che il sostantivo cui fa riferimento. Tale aggettivo è stato sporcato e mortificato dalla chiesa cristiana tutta, cattolica e non. L'erotismo è energia umana che coltiva il seme di quella forza e lo fa fiorire nei cieli della spiritualità dove incontra l'energia cosmica che lo ha generato e con cui anela ad unirsi in un felice connubio.La cristianità, come giustamente sostiene Umberto Galimberti, è religione dal cielo vuoto (pensiamo all'idolatria delle immagini, ai santini, alle orazioni rivolte alle statue dinanzi alle quali ci s'inchina ci si prostra come di fronte al dio in persona). Tutto questo ed altro, ma il discorso sarebbe troppo lungo, da chi è voluto? Dai capi, dalle congregazioni, dai concili e conciliaboli che altro non fanno che perpetuare il più gretto e pugnante materialismo. Pochi giorni fa, proprio qui su facebook, commentavo la Pudicizia del Corradini sita alla Cappella Sansevero in Napoli. La Pudicizia dicevo, ovvero quandol'erotismo e la spiritualità trovano un felice connubio. Mi ha duramente ammonito di non coniugare cose tra loro lontane che mai potranno trovare un comune intendimento.Non le ho risposto, non serve replicare quando ci si trova di fronte a persone carenti di sensibilità e d'intelletto. Mi scuso pfer aver approfittato della pazienza di chi mi leggerà ma spero che le mie umili considerazioni, diano luogo ad ampi spazi per una libera e promettente discussione.

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